09/10/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



In 6 anni 2300 minori uccisi. Il governo ammette l’emergenza, ma non fino in fondo
“E’ vero, nel nostro paese esistono gli squadroni della morte che uccidono ragazzi e bambini appartenenti alle bande giovanili - ha detto il ministro della Sicurezza del governo dell'Honduras, Oscar Alvarez – Si tratta di civili armati". Una presa di posizione ufficiale che però ricompone un quadro errato della tragica situazione. “I giustizieri molto spesso non sono criminali comuni, bensì poliziotti e militari sostenuti dal potere esecutivo, ma questo il nostro governo non lo ammetterà mai”. A smentire Alvarez arriva, infatti, la  responsabile degli Affari interni della Polizia, Maria Luisa Borjas, che da un anno indaga su questi fatti. “Ho stilato un dettagliato rapporto – spiega – che ho consegnato al Presidente della Corte Suprema, al Presidente della Repubblica, al Presidente del Congresso, alla Commissione per i diritti umani. Ma ancora nessuno ufficialmente ha fatto riferimento a questo documento. Sono cento pagine di prove, testimoni, risultati balistici che incastrano una ventina di squadre di poliziotti coinvolti in almeno 32 omicidi di ragazzi. E non sempre si tratta di appartenenti alle maras. Sono stai uccisi studenti e bambini qualunque, che niente avevano a che fare con le gang. Basta un tatuaggio o un abbigliamento un po’ più trasandato e i giovani rischiano le esecuzioni. C’è perfino il sospetto che abbiano agito dietro precisi ordini superiori. Inizialmente non ci credevo. Io ho sempre avuto fede nel ruolo della polizia, ho sempre amato questo lavoro, e per questo in un primo momento stentavo a credere ai miei occhi. Poi l’evidenza mi ha spalancato un baratro”.

Una denuncia coraggiosa che la Borjas ha però pagato a caro prezzo: e' stata infatti rimossa dal suo incarico. A farlo proprio colui che aveva sempre creduto in lei, nella sua dedizione, nelle sue capacità: il capo della polizia Oscar Alvarez. “La Borjias ha raccontato tutto questo solo per farsi pubblicità – ha precisato - solo per andare sui giornali. Ma la stampa non può certo giudicare. Saranno i tribunali a vagliare e a decidere, a dire se questi poliziotti siano o meno colpevoli. Prendiamo tutto seriamente, ma investigando senza pubblicità. Già abbiamo molti altri problemi. La luce dei riflettori non ci giova certamente. Abbiamo pochi poliziotti e un budget

“Nel febbraio del 2002 – aggiunge l’associazione per i diritti umani - il figlio di Sara Sauceda Flores, Darwin, 16 anni, è stato fermato, colpito da un agente della polizia e recluso per due giorni. Dopo un giorno dalla sua liberazione è stato ritrovato morto, con evidenti segni di esecuzione sommaria. La madre è stata minacciata e intimidita perché ha denunciato due agenti sospetti. Alla fine nessuno è stato processato. E sono migliaia i bambini e le bambine hondureñi che ogni giorno affrontano la stessa sorte di Darwin. Le autorità devono adempiere al proprio dovere, devono impedire questi crimini, castigare gli autori e proteggere i testimoni. E’ necessario che l'Unità Speciale abbia sufficienti risorse e una totale indipendenza per realizzare questo compito e che il governo nomini giudici specifici per questo tipo di caso. E’ da questo che dipende il futuro del paese”.
 

Stella Spinelli

 

Administrator SlampDesk

Articoli correlati: Gli argomenti più discussi: Le parole chiave più ricorrenti:
creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità