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“E’ vero, nel nostro paese esistono gli squadroni della morte che uccidono ragazzi
e bambini appartenenti alle bande giovanili - ha detto il ministro della Sicurezza
del governo dell'Honduras,
Oscar Alvarez – Si tratta di civili armati". Una presa di posizione ufficiale
che però ricompone un quadro errato della tragica situazione. “I giustizieri molto
spesso non sono criminali comuni, bensì poliziotti e militari sostenuti dal potere
esecutivo, ma questo il nostro governo non lo ammetterà mai”. A smentire Alvarez
arriva, infatti, la responsabile degli Affari interni della Polizia, Maria Luisa
Borjas, che da un anno indaga su questi fatti. “Ho stilato un dettagliato rapporto
– spiega – che ho consegnato al Presidente della Corte Suprema, al Presidente
della Repubblica, al Presidente del Congresso, alla Commissione per i diritti
umani. Ma ancora nessuno ufficialmente ha fatto riferimento a questo documento.
Sono cento pagine di prove, testimoni, risultati balistici che incastrano una
ventina di squadre di poliziotti coinvolti in almeno 32 omicidi di ragazzi. E
non sempre si tratta di appartenenti alle maras. Sono stai uccisi studenti e bambini qualunque, che niente avevano a che fare
con le gang. Basta un tatuaggio o un abbigliamento un po’ più trasandato e i giovani
rischiano le esecuzioni. C’è perfino il sospetto che abbiano agito dietro precisi
ordini superiori. Inizialmente non ci credevo. Io ho sempre avuto fede nel ruolo
della polizia, ho sempre amato questo lavoro, e per questo in un primo momento
stentavo a credere ai miei occhi. Poi l’evidenza mi ha spalancato un baratro”.
Stella Spinelli
Administrator SlampDesk