
Almeno novanta morti e duecento feriti, di cui una ventina in fin di vita.
Una strage di turisti,
egiziani ma anche stranieri. Una strage già rivendicata dalle 'Brigate Abdullah
Azzam' (
leggi il testo e la scheda su Abdullah Azzam), la stessa formazione terroristica - appartenente alla rete di al Qaeda - che
ha firmato gli attentati di Taba del
2004, in cui morirono 34 persone.
Gli attentati di venerdì notte a Sharm el Sheikh, sul Mar
Rosso, il cuore turistico dell’Egitto, hanno colpito due alberghi e il bazar della
medina, la città vecchia di Sharm.
Tre esplosioni in contemporanea. La prima esplosione è avvenuta all’una di notte ora locale,
le 23 in Italia, nel suk. Qui le vittime sarebbero una ventina di lavoratori
egiziani che affollavano un caffè.
Subito dopo, sul lungomare di Naama Bay, un’autobomba si è
schiantata contro l’ingresso del Ghazala Gardens Hotel, distruggendone la
facciata. E’ stata l’esplosione più devastante.
Contemporaneamente un’altra autobomba è scoppiata nel
parcheggio di un vicino albergo, Moevenpick Hotel.
Secondo il ministro dell'interno egiziano Habib el Adly, le
due autobomba avevano targhe straniere.
Finora i morti accertati dalla polizia locale tra i turisti stranieri
sono otto: due britannici, un ucraino, un russo, un israeliano, un
olandese un italiano: Sebastiano
Conti, 34 anni, originario di
Acicastello (Catania). Dispersi tre suoi familiari.
Vigilia della
candidatura di Mubarak. Gli attentati sono avvenuti durante il ponte per la
festa egiziana che celebra il 53esimo anniversario della rivoluzione del 1952,
ma soprattutto alla vigilia del previsto annuncio del presidente egiziano Hosni
Mubarak della sua candidatura alle elezioni presidenziali di settembre per un
quinto mandato.
Dopo l'attentato Moubarak, parlando alla televisione, ha ribadito "la
determinazione a proseguire con forza la lotta contro terrorismo" e ha
aggiunto che nessuno minerà la sicurezza dell'Egitto.
L’ultimo attentato in Egitto era stato il 7 ottobre a Taba:
34 morti. Il più devastante, primo di quello di questa notte, si era verificato
il 17 novembre 1997 a Luxor: allora morirono 62 turisti.
Le condanne
internazionali. Il segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan ha
espresso “dolore e collera” e ha condannato “l'uso del terrore e della violenza
cieca contro civili, che nessuna causa e nessuna fede possono giustificare”.
Dura condanna anche dal Segretario di stato americano
Condoleezza Rice, in visita a Gerusalemme: ha definito “insensati” gli attentati
e ha detto: "Il nostro pensiero e le nostre preghiere vanno alle famiglie e alle
vittime innocenti di tante nazioni che hanno subito questi attacchi”.
Anche l'autorità nazionale palestinese ha espresso la sua condanna: "Condanniamo
fermamente gli
attentati e porgiamo le nostre condoglianze al governo e al popolo egiziano e
il nostro augurio per il ristabilimento dei feriti", ha detto Saeb Erekat,
principale negoziatore palestinese.
Anche Hamas ha espresso al sua condanna. "Noi rinnoviamo la nostra
contrarietà nei confronti di azioni di questo tipo - recita la nota - e
ribadiamo che questi attentati peggiorano la situazione della sicurezza
e della stabilità nei nostri paesi e vanno contro gli interessi della
causa nazionale e islamica e di quella palestinese".
Queste poi le dichiarazioni del governo iraniano: "La Repubblica islamica
dell'Iran condanna fermamente gli attacchi a Sharm el Sheikh ed esprime la sua
vicinanza alle famiglie e ai Paesi di cui sono originarie le vittime", ha
detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Hamid Reza Assefi,
denunciando che "l'utilizzo del terrore per raggiungere gli obiettivi
è ingiusta".
E.P.