Nell’isola caraibica si curano con successo i bambini di Chernobyl.
L’Oms, Organizzazione Mondiale della Sanità, ha diramato un rapporto in cui analizza il sistema sanitario di Cuba, elencandone i pregi, spiegandone
i miglioramenti e confermando che questa piccola isola del mar dei Caraibi, nonostante
l'embargo economico che dura da oltre 40 anni, ha sviluppato un'esperienza in
campo medico tale da poter essere esportata in altri paesi. Il presidente cubano
Fidel Castro infatti, ha già inviato i suoi medici in diverse nazioni dell’America Latina come ad esempio Haiti e Venezuela.
Chernobyl, Cuba. Ma la notizia di questi giorni è un’altra. A Cuba, nella baia di Tarara, a pochi
chilometri dalla capitale L’Havana, ci si prende cura dei bambini e degli adulti malati
che arrivano da Chernobyl,
Ucraina. Le conseguenze dell'esplosione del reattore atomico nel 1986 sono ancora
drammatiche, soprattutto fra i giovanissimi. I bambini dei centri abitati che
si trovano in prossimità dell'ex reattore si ammalano facilmente. Accade anche
che giovanissime madri vedano nascere figli già malati, a causa delle radiazioni
presenti ancora oggi nell’atmosfera.
Tarara ‘city hospital’. Oggi un piccolo ospedale cubano si occupa di queste persone. Prima delle rivoluzione,
questa zona non lontana dalla capitale era utilizzata come buen retiro dall'alta borghesia cubana, sostenitrice del dittatore Batista, che aveva fatto
costruire piccole abitazioni (dei veri e propri bungalow) di fronte all’azzurro
e incontaminato mare cubano. Un luogo da favola che da alcuni anni è stato riconvertito
in un ospedale. In questo piccolo nosocomio, ci sono decine di bambini provenienti
dalla ex Unione Sovietica che sperano di guarire dalle malattie causate dalla
nube nucleare. E’ dal lontano 1990 che in questo ospedale si curano i bambini.
Le malattie sono le più disparate. Si curano il cancro e le leucemie, ma anche
l’alopecia e varie malattie cutanee, tutte patologie dovute alle radiazioni nucleari.
Le cure sono assolutamente gratuite e da quel lontano giorno del ’90 sono stati
oltre 18mila i bimbi curati dai medici di Castro. Il risultato è abbastanza sorprendente;
circa il 60 per cento delle persone che si sono sottoposte alle cure cubane contro l’alopecia
hanno visto la ricrescita dei loro capelli.
Ogni anno da queste parti passano circa 800 bambini che, accompagnati dai loro
familiari, si fermano in questo ospedale per il tempo necessario alle cure. Più
o meno servono 2 mesi di terapie per vedere i primi risultati. Le medicine, gli
alloggi e tutto quello che serve al sostentamento del paziente e dei suoi accompagnatori
sono a carico dello Stato cubano.
Cubani e Ucraini (soprattutto ex sovietici) un tempo erano paesi molto "amici"
che ancora dimostrano come il dialogo e la reciproca solidarietà possono riuscire
a risolvere anche i problemi più difficili.