Dopo 21 anni di guerra civile, Rumbek, capoluogo del Sud cristiano, può avviare uno sviluppo strepitoso
scritto per noi da
Elena Rossi

Arrivando in aereo a Rumbek, nel Sudan meridionale, da Lokichoggio in Kenya,
sparuti alberi e cespugli punteggiano la terra rossa, e nel paesaggio arido appaiono
raggruppamenti di capanne e case fatte di mattoni, legno e ferro.
Terra battuta ad accoglierti. L'aeroporto di Rumbek è poco più di una pista recintata e di terra battuta vicino
ad un piccolo edificio che serve da dogana con alcune baracche intorno, dove vengono
controllati i passaporti e i lasciapassare del 'Sudan People Liberation Movement' (Splm, 'Movimento di Liberazione del popolo sudanese'). La città è sotto il
controllo del Splm dal 1997 e il documento azzurro che autorizza ad entrare nel
Sudan meridionale è indispensabile: senza di esso gli stranieri non possono passare
e sono obbligati ad attendere il volo di ritorno successivo, e non importa per
quale organizzazione stiano lavorando. L'aeroporto è il luogo dove tutta la gente
di Rumbek si ritrova quando si pensa che qualche importante personalità debba
arrivare in aereo alla piccola cittadina. Si viene informati da automobili con
megafoni che vanno per le strade annunciando molte ore prima gli "arrivi speciali",
cosicché l'aeroporto diventa già affollatissimo al mattino anche se il volo arriverà
solo di sera. Il nuovo arrivato potrebbe essere un rappresentante di un governo
straniero o un membro di alto rango del Splm/a (Sudan People Liberation Movement/Army
'Esercito di Liberazione del popolo sudanese', il 'Sudan's People Lberation Army' è il braccio armato dello 'Splm', ndr), ma qualunque sia la persona importante
che sta arrivando, è possibile sentirlo in tutta la città, che diventa attiva
ad animata. E ultimamente la città è stata più attiva del solito. Proprio vicino
all'aeroporto due aeroplani schiantati sono stati lasciati sul lato destro della
strada come monito delle difficoltà che a volte gli aeroplani in arrivo hanno
nell'individuare la pista. Sono solo due delle molte "rovine" della città. Non
ci sono strade asfaltate e le grosse buche nelle strade permettono il passaggio
solo ai grandi veicoli fuoristrada.
Segni della guerra civile si possono trovare ovunque in città, e le prove dei
combattimenti tra le truppe del governo del Sudan ('Gos') sono memorie del passato
recente del sud: costruzioni in mattoni distrutte e senza tetto, vecchi carri
armati e pezzi di automobili arrugginite sono sparsi per la cittadina. Sono molte
le

persone in uniforme militare, e nella piazza principale è possibile vedere ragazzi
che giocano a calcio e gruppi di giovani in uniforme che si addestrano e maneggiano
armi.
Futura capitale. La guerra sudanese tra il nord e il sud sembra essere finita, e l'Accordo di
Pace Globale (Cpa, 'Comprehensive Peace Agreement') è stato siglato il 9 gennaio del 2005 dai rappresentanti delle due fazioni
in guerra: Ali Othman Taha, il vice presidente del 'Gos', e John Garang de Mabior,
presidente del Sudan People Liberation Movement, che era il partito d'opposizione principale e ha ora il dovere di cercare un'alleanza
con i numerosi altri gruppi del sud e di formare il nuovo governo del Sudan meridionale
('Goss'). Rumbek è una delle città principali del Sudan meridionale, capoluogo
della regione di Bahr el Ghazal. La capitale meridionale ufficiale, Juba, situata
nella regione di Bahr el Jabal, è a tutt'oggi un'enclave del Gos settentrionale
e della sua milizie e non è garantito l'accesso al personale del Splm e delle
agenzie umanitarie. Quindi Rumbek è ora la maggiore attrattiva per la gente e
le attività riguardanti il sud dopo la firma del 'Cpa' 2005. La costruzione della
regione meridionale comincerà da qui; da qui saranno prese tutte le decisione
principali riguardo la creazione di un governo meridionale. Inoltre da qui si
prenderanno tutte le decisioni riguardo il rapporto tra governo e agenzie 'Onu'
e con altre agenzie non governative internazionali e locali che operano nel Sud
e si deciderà del loro ruolo nel raggiungimento della pace. Il settore della sanità
del Sudan meridionale, per esempio, sarà installato qui finché non sarà possibile
ottenere accesso diretto a Juba. "Rumbek sarà la sede provvisoria del ministero
della salute a livello federale, finché non otterremo accesso diretto a Juba,
secondo quello che i leader del 'Splm' ci diranno", ha dichiarato un rappresentante
del segretariato alla salute, agenzia che diverrà il futuro ministero della salute
del Sudan meridionale. Rumbek rappresenta il futuro dell'intero sud, il luogo
in cui le infrastrutture, gli investimenti e le nuove attività inizieranno prima
che in ogni altro luogo della regione. Qui i dividendi della pace raggiungeranno
prima la gente locale. Le agenzie delle Nazioni Unite come il 'Wfp' (World Food Program, Programma alimentare mondiale) e l'Unicef' (Agenzia delle Nazioni UNite per
l'Infanzia) sono già qui e altre istituzioni ed ong arriveranno con personale,
equipaggiamento e danaro.
Vento del cambiamento. I sudanesi sentono il cambiamento e la crescente attenzione internazionale verso
questa città fa loro credere che le cose cambieranno veramente. Gabriel, un ventiseienne
sudanese che ho incontrato a Rumbek, dichiara la sua grande fiducia nella possibilitàà
di un cambiamento: "Il Splm è al potere ora, e le cose cambieranno. Loro sanno
quanto abbiamo sofferto e miglioreranno le cose. Avranno molti soldi, costruiranno
strade, ospedali, e arriverà anche molta gente dall'estero per aiutare". Le speranze
della gente stanno crescendo sempre di più, e le personalità del Splm insieme
alle agenzie internazionali devono adeguarvisi. Le pressioni interne sono quelle
più difficili da

affrontare, perché giungono da persone che chiedono quel che meritano, cioè
un futuro pacifico e sicuro come quello che non hanno potuto avere negli ultimi
vent'anni. C'è molta buona volontà ma le cose non miglioreranno in un giorno.
I lussi per le Ong. La gente locale osserva con curiosità gli stranieri appena arrivati e i bambini
gli sorridono. Con tutti quegli occhi che mi guardavano, mi sentivo spesso fuori
luogo. Le principali caratteristiche della città sono le biciclette, i più comuni
mezzi di trasporto usati dalla gente, e i carri spinti dai grandi buoi dalle grandi
corna piegate che li fanno sembrare tanto potenti quanto pericolosi; invece le
automobili che si vedono in giro appartengono alle organizzazioni umanitarie,
con bandiere straniere dipinte sui fianchi o sventolanti dal radiatore. I bambini
e le donne con abiti colorati sono raggruppati intorno alle pompe dell'acqua e
ai pozzi, mentre uomini alti che indossano lunghe tuniche e cappelli di cotone
camminano per le strade con bastoni nelle mani. Acqua ed elettricità sono veri
e propri lussi qui, che solo le agenzie internazionali possono permettersi. In
gran parte gli autoctoni sono Dinka, caratterizzati da profonde cicatrici sulla
fronte. La forma di queste cicatrici tradizionali distingue la gente di una tribù
da quella appartenente ad altri gruppi e sono il risultato di riti d'iniziazione
più comuni in passato che oggi: senza queste cicatrici, la gente non può vivere
nella comunità. Come in molte altre popolazioni africane, l'affiliazione tribale
non può essere nascosta né cancellata.