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Tra gli abeti della foresta risuonano da mattina a sera i
canti patriottici sovietici diffusi dagli altoparlanti. Agli alberi sono appesi
ritratti di eroi sovietici che combattono i ‘capitalisti’ e i ‘fascisti’ americani
e scritte che inneggiano alla lotta contro questi ‘nemici della patria’. Tremila
ragazzi e ragazze in divisa bianca con stella rossa, che tra loro si chiamo tovarich, alternano esercizi fisici di gruppo, bagni
nel lago, adunate in stile marziale e lezioni di politica anti-occidentale tenute
da alti gerarchi del Cremlino che arringano la giovane platea con discorsi del
tipo: “Preparatevi a difendere fisicamente per le strade la vostra patria e
l’ordine costituzionale minacciato dai progetti eversivi che il nemico
occidentale sta preparando”.
“Preparatevi a fronteggiare
fisicamente le rivoluzioni colorate”. Il campo è stato allestito su sette ettari di terreno boscoso di proprietà della
regione di Tver e della Chiesa ortodossa, che lo hanno messo gratuitamente a
disposizione per l’evento. I tremila giovani ‘commissari’ del Nashi, di età compresa tra i 16 e i 21 anni, sono
arrivati qui da tutta la Russia a spese del governo. E a spese del governo
partecipano, per due settimane, a questo campo di educazione fisica e
ideologica. La stampa non è ammessa: solo sabato scorso alcuni giornalisti
russi hanno avuto il permesso di fare un breve tour guidato in occasione della
visita
al campo di Gleb Pavlovsky, stretto consigliere di Putin e anche del
candidato presidenziale ucraino Viktor Yanukovych, uscito sconfitto dalla
rivoluzione arancione di Kiev. “Queste rivoluzioni sono dei colpi di Stato
organizzati dagli stranieri”, ha detto ai giovani durante la sua lezione. “Ora
i nostri nemici stanno pianificando di fare lo stesso in Russia. Voi siete qui
per prepararvi a fronteggiare questa minaccia, a difendere l’ordine
costituzionale scendendo in piazza e contrastando fisicamente queste
manifestazioni fasciste con l’uso della forza”.
“Vi difenderemo dalle
influenze occidentali. Lasceremo la Russia a voi”. Simili discorsi erano
stati rivolti ai giovani del Nashi anche da Vladislav Surkov,
vicecapo dell’amministrazione presidenziale venuto in visita al campo il
mercoledì precedente. “Dobbiamo proteggerci e proteggere voi dalle influenze
occidentali, perché in futuro lasceremo a voi, giovani del Nashi, il governo della Russia”.
Un vero e proprio “lavaggio del cervello”. Nel campo del Nashi non
poteva mancare il monumento ai caduti sovietici della guerra al
nazismo con tanto di fiamma perpetua: due ragazzi sull'attenti vi montano
la guardia per tutta la giornata.
Il nuovo programma nazionale
di ‘educazione patriottica’. Iniziative come questa del campo estivo del Nashi rappresentano solo l’inizio di un
programma di indottrinamento ideologico che Putin ha elaborato per ‘vaccinare’
la popolazione russa, e in particolare i giovani, dal virus delle ‘rivoluzioni
colorate’ che minaccia di contagiare anche la Russia di Putin, dove tra due anni
si terranno le elezioni presidenziali e dove già proliferano gruppi giovanili che si ispirano alle rivoluzioni ucraina e georgiana. La scorsa settimana il governo ha
approvato uno stanziamento di 17,8 milioni di dollari per il programma ‘Educazione
Patriottica per i Cittadini della Federazione Russa’. Il progetto, gestito dal
ministero della Cultura, dell’Educazione, della Comunicazione e della Difesa,
è
quello di “promuovere tematiche patriottiche nei programmi televisivi, nella
stampa, nella letteratura e nell’arte” e di organizzare campi estivi patriottici,
competizioni sportive, addestramenti militari e altre iniziative per i giovani
con
l’esplicito scopo di propagandare ideali patriottici. Sono già pronti i titoli
di alcune iniziative: “Pronti per la difesa della patria”, o “Crediamo in te,
soldato!”. Enrico Piovesana