25/07/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Giovani indottrinati e addestrati per difendere, nelle piazze, la patria dal nemico occidentale
Di corsaTra gli abeti della foresta risuonano da mattina a sera i canti patriottici sovietici diffusi dagli altoparlanti. Agli alberi sono appesi ritratti di eroi sovietici che combattono i ‘capitalisti’ e i ‘fascisti’ americani e scritte che inneggiano alla lotta contro questi ‘nemici della patria’. Tremila ragazzi e ragazze in divisa bianca con stella rossa, che tra loro si chiamo tovarich, alternano esercizi fisici di gruppo, bagni nel lago, adunate in stile marziale e lezioni di politica anti-occidentale tenute da alti gerarchi del Cremlino che arringano la giovane platea con discorsi del tipo: “Preparatevi a difendere fisicamente per le strade la vostra patria e l’ordine costituzionale minacciato dai progetti eversivi che il nemico occidentale sta preparando”.
Sembra la descrizione di un campo di ‘Pionieri’, l’organizzazione giovanile sovietica, durante l’epoca del comunismo.
E invece si tratta del primo campeggio estivo della ‘gioventù putiniana’ del neonato movimento nazionalista giovanile Nashi (I nostri), apertosi l’11 luglio nella foresta ai margini del lago Seliger, a nord di Mosca.
 
In marcia“Preparatevi a fronteggiare fisicamente le rivoluzioni colorate”. Il campo è stato allestito su sette ettari di terreno boscoso di proprietà della regione di Tver e della Chiesa ortodossa, che lo hanno messo gratuitamente a disposizione per l’evento. I tremila giovani ‘commissari’ del Nashi, di età compresa tra i 16 e i 21 anni, sono arrivati qui da tutta la Russia a spese del governo. E a spese del governo partecipano, per due settimane, a questo campo di educazione fisica e ideologica. La stampa non è ammessa: solo sabato scorso alcuni giornalisti russi hanno avuto il permesso di fare un breve tour guidato in occasione della visita al campo di Gleb Pavlovsky, stretto consigliere di Putin e anche del candidato presidenziale ucraino Viktor Yanukovych, uscito sconfitto dalla rivoluzione arancione di Kiev. “Queste rivoluzioni sono dei colpi di Stato organizzati dagli stranieri”, ha detto ai giovani durante la sua lezione. “Ora i nostri nemici stanno pianificando di fare lo stesso in Russia. Voi siete qui per prepararvi a fronteggiare questa minaccia, a difendere l’ordine costituzionale scendendo in piazza e contrastando fisicamente queste manifestazioni fasciste con l’uso della forza”.
 
In riga“Vi difenderemo dalle influenze occidentali. Lasceremo la Russia a voi”. Simili discorsi erano stati rivolti ai giovani del Nashi anche da Vladislav Surkov, vicecapo dell’amministrazione presidenziale venuto in visita al campo il mercoledì precedente. “Dobbiamo proteggerci e proteggere voi dalle influenze occidentali, perché in futuro lasceremo a voi, giovani del Nashi, il governo della Russia”.
Parole accolte con fastidio dai diplomatici americani a Mosca. Alexander Vershbow, ambasciatore Usa in Russia, ha dichiarato: “L’uso di questa retorica antioccidentale è in continuo aumento. Ed è un peccato, perché noi speravamo che la Russia post-comunista volesse integrarsi nella comunità internazionale. Queste dichiarazioni sulla necessità di combattere le influenze occidentali sono molto… strane”.
 
Di guardiaUn vero e proprio “lavaggio del cervello”. Nel campo del Nashi non poteva mancare il monumento ai caduti sovietici della guerra al  nazismo con tanto di fiamma perpetua: due ragazzi sull'attenti vi montano la guardia per tutta la giornata.
Le regole del campo sono ferree: vietato bere birra e dire parolacce. Chi sgarra viene immediatamente espulso, anche dal movimento.
Alexey Gorelov, 19 anni, al lago Seliger come ‘commissario’ del Nashi: “Dopo aver ascoltato i discorsi di Pavlovsky e degli altri politici, ho visto un netto cambiamento di atteggiamento nei giovani del campo. I primi giorni tutti parlavano di ragazze e di quanto mancava la birra. Ora tutti parlano solo di politica: è bellissimo!”.
La stessa stampa russa ha parlato del campo di Nashi come di un’operazione di vero e proprio “lavaggio del cervello” sulle giovani e malleabili menti dei tremila ragazzi. Ragazzi che ora, dopo le visite dei consiglieri del Cremlino, dei deputati della Duma e degli intellettuali filo-putiniani, ora i giovani del campo aspettano solo lui: Putin, il “capo della patria”. “Sappiamo che in occidente Putin viene descritto come un autoritario, ma il popolo russo ha sempre avuto bisogno di un leader forte”, dice Kalnina, neanche vent’anni.
 
Manifestazione del Nashi a MoscaIl nuovo programma nazionale di ‘educazione patriottica’. Iniziative come questa del campo estivo del Nashi rappresentano solo l’inizio di un programma di indottrinamento ideologico che Putin ha elaborato per ‘vaccinare’ la popolazione russa, e in particolare i giovani, dal virus delle ‘rivoluzioni colorate’ che minaccia di contagiare anche la Russia di Putin, dove tra due anni si terranno le elezioni presidenziali e dove già proliferano gruppi giovanili che si ispirano alle rivoluzioni ucraina e georgiana. La scorsa settimana il governo ha approvato uno stanziamento di 17,8 milioni di dollari per il programma ‘Educazione Patriottica per i Cittadini della Federazione Russa’. Il progetto, gestito dal ministero della Cultura, dell’Educazione, della Comunicazione e della Difesa, è quello di “promuovere tematiche patriottiche nei programmi televisivi, nella stampa, nella letteratura e nell’arte” e di organizzare campi estivi patriottici, competizioni sportive, addestramenti militari e altre iniziative per i giovani con l’esplicito scopo di propagandare ideali patriottici. Sono già pronti i titoli di alcune iniziative: “Pronti per la difesa della patria”, o “Crediamo in te, soldato!”.
Ciliegina sulla torta, la contemporanea approvazione da parte del governo di una legge che reintroduce l’istruzione militare obbligatoria nelle scuole, che era stata abolita dopo il crollo dell’Urss.
 

Enrico Piovesana

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