La settimana in Afghanistan e Iraq, dove la guerra non è mai finita...(n.8 - 2005 dal 14/7 al 21/7)
Afghanistan. Dopo i
combattimenti delle scorse settimane sulle montagne del sud, quelle
del cosiddetto ‘triangolo nero’ Kandahar - Uruzgan - Zabul, gli
scontri tra forze Usa e guerriglieri talebani si sono spostati a sud,
sul confine e anche al di là del confine con il Pakistan, in
Waziristan, dove gran parte dei miliziani si sono rifugiati scappando
dall’offensiva Usa.
Il 14 luglio i guerriglieri
talebani hanno attaccato una postazione militare afgana sul confine
uccidendo un soldato afgano. Sono intervenuti elicotteri da
combattimento Usa che hanno inseguito i talebani in fuga verso il
Pakistan: 24 guerriglieri sono stati uccisi.
Lo stesso giorno nella provincia di
Khost un altro attacco talebano contro l’esercito afgano è
terminato con l’intervento delle forze Usa, che hanno ucciso 20
guerriglieri, tra cui tre ceceni e due uzbechi.
Il 15 un gruppo di guerriglieri
a bordo di cinque pickup ha attaccato una stazione della polizia nel
sud della provincia di Kandahar, vicino al confine pakistano: 7
poliziotti afgani e 5 talebani sono morti nello scontro a fuoco.
Lo stesso giorno nella provincia di
Zabul i talebani hanno rapito e impiccato un capo tribale locale,
Malik Agha, fedele a Karzai.
Il 17, su pressione Usa,
l’esercito pachistano ha iniziato un’operazione antiguerriglia in
Waziristan: i militari hanno circondato e attaccato alcuni talebani
nei pressi di Miranshah uccidendo 17 guerriglieri, oltre che
un numero imprecisato di donne e bambini. Anche un soldato
pachistano è morto.
Il 18 l’esplosione di una mina
ha ucciso 2 sminatori zimbabwesi impiegati per una compagnia
dipendente dall’Onu.

Il
19 nella provincia di Uruzgan
4 talebani sono morti nello scoppio di una mina che stavano
piazzando su una strada percorsa ogni giorno dal governatore
provinciale.
Lo stesso giorno nella provincia di
Paktika 2 soldati afgani sono morti quando il camion su cui
viaggiavano è saltato su una mina; nella provincia di Herat un
attentatore suicida è morto mentre stava cercando di
avvicinarsi all’auto del locale capo della polizia, Khawja Isa,
rimasto illeso.
Negli ultimi tre mesi e mezzo la
"guerra finita" in Afghanistan ha ucciso più di
mille persone: più di 600 talebani, 200 militari afgani, 160
civili e 49 soldati statunitensi.
Iraq. Non ha fine la scia di
lutti e sangue del mese di luglio.
Il 14, un
attacco suicida in pieno centro a Baghdad uccide 28 bambini e
ne ferisce 18. Lo stesso giorno 1 soldato americano
muore a causa di una mina anti-uomo, a distanza di qualche ora nei
pressi della zona verde una bomba ammazza 2 poliziotti
iracheni. Secondo dati del ministero dell’interno iraqeno dal 1
gennaio al 30 giugno di questo anno 257 iracheni e 620
poliziotti sono morti a causa di attacchi bomba, esecuzioni o scontri
armati.
Il
15 luglio 3 soldati del contingente britannico muoiono
a causa di una bomba nel centro della capitale. Numerose le persone
ferite.
Lo stesso giorno ben nove attacchi suicidi in diverse aree di Baghdad e
del nord dell’Iraq ammazzano 28 persone e ne feriscono più
di 100 tra le quali 7 soldati statunitensi.
Un’ autobomba esplosa nei pressi dell'abitazione del presidente
Jalal Talabani uccide 3 delle sue guardie.

Il
16, 1 soldato americano ventiduenne muore per la
deflagrazione di un ordigno posizionato vicino al suo veicolo, nei
pressi di Baghdad, lo stesso giorno, a causa di diversi attacchi
bomba , muoiono
1 sergente americano di ventiquattro anni e
3
giovani soldati britannici.
Una
nota dell’emittente Aljazeera rende nota la cifra finale della tre
giorni di attacchi bomba registrati a Baghdad. Le cifre sono
impressionanti. Nei tre giorni di fuoco più di 100
iracheni perdono la vita e circa 300 riportano ferite gravi.
Nella sola giornata del 16 si conteranno anche 58 persone
morte a causa di un attacco suicida nei pressi della moschea
principale di Musayebb, 60 km a sud di Baghdad.
Il
17 luglio è
un bilancio in costante aumento quello che si registra a seguito
dell’attentato suicida: i morti sono più di 100.
Il
18 luglio, mentre la Banca Mondiale comunica lo stanziamento di
500 milioni di dollari per la rinascita economica dell’Iraq del
dopo Saddam, muore 1 docente universitario iracheno di 52 anni.
Secondo dati delle Nazioni Unite sarebbero 52 i professori
universitari uccisi in Iraq dal 2003.
Lo
stesso giorno, 1 militare americano è ucciso dalla
deflagrazione di un ordigno.
Il
19 luglio,
3 sunniti appartenenti al comitato parlamentare incaricato di
redigere la nuova costituzione irachena vengono uccisi oggi a Baghdad
da uomini armati. L'attacco giunge solo poche ore dopo che il
presidente iracheno Jalal Talabani aveva annunciato che la nuova
Costituzione potrebbe essere presentata entro la fine del mese di
luglio. A Baquba uomini armati a bordo di due automobili attaccano
un minibus che trasporta dei lavoratori a una base americana in Iraq.
Si conteranno 13 morti. A Kirkuk 2 persone, fra cui 1
poliziotto, sono stati uccisi e altre 4 ferite, fra cui 1
poliziotto, dall'esplosione di una bomba al passaggio di una
pattuglia di polizia a Kirkuk, 250 km a nord di Baghdad.
Muore
a Nassyrya un bambino iracheno di 11 anni. Durante la giornata
si apprenderà che il blindato ha travolto il bambino mentre
questi assieme ad altri coetanei si era avvicinato per chiedere
dell’acqua.

Il
20 luglio un dettagliato resoconto dell’Oxford
Research rende noto il numero dei morti dell’inizio della guerra
in Iraq. I civili uccisi sono circa
25.000. Dal rapporto
“Dossier on Civilians Casualties in Iraq 2003-2005”emerge che il
37 percento delle morti tra i non combattenti sono state causate da truppe
Usa. Un quinto dei
24.865 morti sono donne o bambini e la metà
dei decessi si è verificata a Baghdad. Lo stesso giorno l’Iraq
dedica tre minuti di silenzio per commemorare i bambini scomparsi
durante la guerra.
Il
silenzio però non basta a placare la violenza. Lo stesso
giorno più di 10 persone restano uccise, e oltre 20
ferite, nell'esplosione di un'autobomba guidata da un kamikaze a
Baghdad nei pressi di in un centro di reclutamento dell'esercito
iracheno di Muthana.
Il
21 un'autobomba
guidata da un kamikaze è esplosa vicino ad un check-point
iracheno a sud della capitale uccidendo 5 soldati iracheni. Lo
stesso giorno 3 impiegati del Ministero dell’energia vengono
uccisi a colpi di arma da fuoco in pieno centro a Bagdhad.