20/07/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Si riapre il discorso sulla Tripla Frontera.
La Tripla FronteraEsiste una zona in America Latina che è conosciuta al mondo con il nome di Tripla Frontera. Questo lembo di terra si trova a cavallo dei confini di tre grandi nazioni: Argentina, Brasile e Paraguay.
In questa parte di America Latina che comprende le città di Puerto Iguazù (Argentina), Foz do Iguaçu (Brasile) e Ciudad del Este (Paraguay) sono concentrate una miriade di piccole attività, soprattutto illecite, che ormai da tempo, preoccupano i governi degli stati interessati. A cominciare dagli Stati Uniti che registrano nella zona la presenza di Hezobollah libanesi e di Hamas, ma anche di gruppi egiziani e di mafia cinese, di trafficanti di droga sud americani e di faccendieri cosmopoliti che, in una regione dove vige la legge del più forte, la fanno da padroni.
 
Immigrazione e proselitismo. In questa regione di frontiera si calcola che ci siano poco meno di 500mila abitanti. Il 5 per cento della popolazione totale (poco più di 25mila persone) è parte integrante della comunità araba, ben divisa fra musulmani e cristiani. Questa comunità, ampia e residente nella zona da più di trent’anni, ha in maggioranza origini libanese e siriana e può contare anche sulla presenza di una Ciudada del Estemoschea a Foz do Iguaçu, in Brasile e due a Ciudad del Este, in Paraguay. La certezza della presenza di gruppi di Hezbollah di origine libanese e di numerosi organizzazioni legate alla Jihad islamica ha di fatto innalzato il livello di preoccupazione, soprattutto degli Usa e dei paesi loro alleati.
Ma non sono solo le forze islamiche a fare paura. Nel corso degli ultimi anni si è concentrata in questa parte del continente latinoamericano un’enorme quantità di persone provenienti dalla Cina, da Taiwan e dalla Corea del Sud, implicate in traffici illeciti gestiti dalla mafia cinese e dai clan che proliferano nella zona. Facilmente scavalcabili, i controlli da parte delle forze dell’ordine sono pochi e poco fruttuosi, e c’è chi sostiene che la corruzione regni sovrana. Da molto tempo le autorità cercano di combattere tutte le attività illecite come il contrabbando, il traffico di droga e armi, il lavaggio del danaro sporco e molti reati contro la persona, dalla prostituzione al traffico illegale di organi.
 
Anche gli Usa hanno timore. La data fatidica la conoscono tutti: 11 settembre 2001. Da quel giorno, dal tristemente famoso attacco alla torri gemelle di New York, il mondo non è stato più lo stesso. La paura di continui attacchi terroristici ha fatto dichiarare al dipartimento Usa che la zona della Tripla Frontera andava tenuta sotto stretto controllo perchè caratterizzata da attività (illegali) legate ad Hamas e agli Hezbollah che nella zona gestivano i contatti logistici e gli aspetti finanziari. Secondo Juan Carlos Duarte, che sovraintende i lavori della procura paraguayana della zona di Ciudad del Este, negli ultimi due anni sono stati fatti movimenti in denaro, in favore di banche libanesi, per centinaia di milioni di dollari. Ma ci sono prove che questi soldi vadano a finanziare i gruppi estremisti in Foz de Iguacu, Brasile Medio Oriente? “Noi non abbiamo prove concrete - dice Duarte in una intervista alla Bbc-  che ci sia un finanziamento per i terroristi attraverso la spedizione di denaro dal Paraguay”.
Notizie che non vengono confermate (ma che escono direttamente dagli uffici dell’intelligence di Asuncion) sostengono che anche i gruppi rivoluzionari presenti nel territorio latinoamericano, come ad esempio le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia, le Farc, abbiano in più di una circostanza cercato di comprare armi per la loro lotta, proprio in questa regione del mondo. Purtroppo le leggi che regolamentano la vendita di armi da fuoco in Paraguay sono troppo permissive. Infatti se comprare  un’arma (in negozio specializzato e non al mercato nero) a Rio de Janeriro o a Buenos Aires è diventata una cosa quasi impossibile per merito delle leggi restrittive recentemente entrate in vigore, in Paraguay è diverso ed è qui che la nazione diventa terreno fertile per le organizzazioni criminali. Chiunque e in qualsiasi momento può comprare una pistola di grosso calibro in questo paese.
 
Le bandiere dei Paesi della tripla FronteraVivere nella zona. “Qui i turisti sono tranquilli. Terrorismo e terroristi? – dice un commerciante paraguayano di origine libanese della Tripla Frontera – qui non ce ne sono. E’ solo propaganda. Qui il 99 per cento della popolazione lavora nel commercio”.  La maggioranza degli studenti della regione è di origine libanese. La scuola libanese, che si trova a Ciudad del Este, è la più grande e importante di tutta la Tripla Frontera. Gli studenti arrivano anche dal Brasile soprattutto dalla città di Foz do Iguaçu, ma anche dall’Argentina. La scuola si mantiene con sovvenzione di privati cittadini e si insegnano lo spagnolo, l’inglese ma anche l’arabo.
Questo angolo di modo rinchiuso fra tre frontiere è misterioso sotto tutti i punti di vista.

Alessandro Grandi

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