09/11/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Di Falluja, o della vergogna della guerra
"Qualunque uomo sotto i 45 anni sorpreso ad entrare o uscire dalla città di Falluja sarà arrestato", perché terrorista.
Con questo avviso distribuito con dei volantini è cominciata l'offensiva angloamericana sulla città che tutti - e a torto - indicano come la capitale della resistenza, o della ribellione contro gli occupanti.
Secondo la Bbc, che è fonte autorevole, Falluja era una città di trecentomila abitanti.
Le nostre fonti ci dicono che almeno il sessanta per cento della popolazione è già scappato. Chi poteva, chi ne aveva i mezzi, ha abbandonato quel sanguinoso teatro di guerra.
Sarebbero rimaste, sempre secondo la Bbc, circa trentamila persone. I combattenti sarebbero duemila e cinquecento. Trentamila, invece, i militari della coalizione occupante e quelli dell'esercito iracheno, pronti ad entrare in città.
L'ospedale, l'unico della città, è stato occupato. Non era il massimo della vita nemmeno lo scorso maggio, quando andammo a visitarlo. Ora semplicemente non c'è più. Il ponte, unica strada percorribile per raggiungerlo, è presidiato dai militari.
L'acqua già scarseggiava la scorsa primavera, con Emergency ne portammo, insieme ad altri generi di prima necessità, a camionate. Ma era un goccia in confronto al bisogno. Per non parlare del cibo, delle coperte, dell'elettricità, delle cose di cui ci si serve normalmente per vivere. O anche per morire, visto che essendo la città stretta d'assedio i morti sotto i bombardamenti vengono, quando va bene, sepolti nei giardini pubblici o privati. Altrimenti rimangono per strada a marcire.
 
Se lo stile degli annunci alla popolazione ricorda da molto vicino quell'Achtung Banditen, con cui venivano indicati i partigiani o i ribelli o i rivoltosi dopo essere stati impiccati dai nazisti, lo stile con cui Falluja è stata rasa al suolo ricorda Dresda. Dove nel 1945, prima di cominciare il bombardamento a tappeto, vennero volutamente bersagliati gli ospedali e le infrastrutture di vigili del fuoco.
Ci sono ancora trentamila persone, a Falluja. Vogliamo aspettare che siano morte tutte prima di dire qualche cosa?
 
 
 

Maso Notarianni

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