scritto per noi da
Giorgio Trucchi

Il maestro Orlando Pineda ci accoglie nel
cortile della struttura che da anni ospita la
Asociación de Educación Popular
"Carlo Fonseca Amador" (Aepcfa). E' puntuale come sempre, un'eccezione in
Nicaragua, e
stranamente senza il suo sombrero che lo contraddistingue da una vita e che indosserà
appositamente per la foto.
Il maestro Pineda è un po' la memoria storica
della Cruzada Nacional de Alfabetización,
la storica mobilitazione che nel 1980 vide più di centomila persone
percorrere il Paese in lungo e in largo nel tentativo di ridurre il
drammatico livello di ignoranza ereditato dalla dittatura somozista. Ma
per lui e
per la sua organizzazione, l'impegno
ad alfabetizzare non si è mai fermato. E' proseguito
fino ai giorni nostri, con un entusiasmo contagioso.
Con la sua associazione, sorta nel 1990 dopo
la sconfitta elettorale del Frente Sandinista, ha
continuato per anni a percorrere paesi e città con l'unico proposito di
dichiararle "libere dall'analfabetismo".
Gli uffici della Aepcfa sono pieni delle foto di coloro che negli anni
hanno coadiuvato il lavoro di alfabetizzazione in giro per il Nicaragua.
Ci sediamo e inizia a parlare.
Cultura e libertà. "Il mondo dell'alfabetizzazione è il mondo
della liberazione. Non ci possono essere libertà e rispetto per i diritti umani
senza educazione e alfabetizzazione. Oggi, ormai prossimi al 25esimo anniversario
della grande Cruzada Nacional de Alfabetización (Cna)
- in cui migliaia di
giovani insegnarono a leggere e a scrivere con amore ad altrettante
migliaia di
persone - continuo a credere che sia stata la più grande mobilitazione
mai esistita in America Latina in nome dell'educazione. Nonostante nel
1969 la Unesco avesse firmato un accordo con i
presidenti di tutta l'America Latina per impegnarli a eliminare
l'analfabetismo entro il 2000, negli anni 80 ben poco era
stato ancora fatto. Di base era mancata la volontà politica da parte
dei governanti. Con
il trionfo della Rivoluzione nel 1979, invece, il Frente Sandinista concretizzò uno dei
punti principali del suo Programma storico in cui il leader Carlos Fonseca diceva
che il
Frente avrebbe
lottato per eliminare l'analfabetismo dal Nicaragua. E nacque il Cna.
Fu allora che la Unesco guardò a questo atto con grande speranza.
Finalmente si dimostrò come l'unione della volontà governativa con
quella della società intera riuscì ad
abbassare l'indice di analfabetismo dal 64 per cento (la percentuale è
dubbia.
Altri
dicono fosse del 52, ma noi siamo convinti che durante la dittatura
somozista
andasse oltre il 60) al 12,9 per cento. Cosa vuol dire questo? Che se i
governi
si
unissero con la società civile non ci sarebbe analfabetismo in America
Latina! Ecco cosa vuol dire.
Il premio. “Per questa opera della
Cruzada, la Unesco premiò
il Nicaragua per ben due volte con il riconoscimento
Nadiezdha Krupskaya –
continua a
raccontare il maestro -. Uno venne assegnato per la nascita del Cna e
l’altro
per essere riusciti in poco tempo
a
dichiarare l'intera regione del Rio San Juan libera da analfabetismo
quando
agli inizi degli anni 80 toccava il livello drammatico di oltre il 90
per cento. Ancora oggi, il Nicaragua resta l'unico paese ad avere
ricevuto due volte questo
premio.
La storia, poi, è cambiata. Dal governo di Violeta
Chamorro in poi, ben poco è stato fatto a livello governativo per
l'educazione in Nicaragua. E l’alfabetizzazione si è arrestata. Quando la Chamorro
lasciò
il suo governo ad Arnoldo Alemàn l’indice era al 24 per cento. E quando
è subentrato l'attuale presidente Enrique Bolaños eravamo al 30. Attualmente
l'indice tocca il 35. In 15 anni, dunque, per l'indifferenza dei
governi, il tasso d'analfabetismo è triplicato, nonostante alcuni
gruppi tra cui la Aepcfa abbiano continuato a lavorare per permettere
alla gente,
soprattutto ai contadini, di avere un futuro migliore, lontano dallo
sfruttamento.
L'orgoglio in festa. "Crediamo comunque che dopo
25 anni ci sia qualcosa da festeggiare il prossimo 23 agosto - sottolinea Pineda
-. Nonostante
tutto abbiamo mantenuto sempre alta la bandiera
dell'alfabetizzazione e tuttora continuiamo a essere la speranza del
Centroamerica, un esempio.
Per l'occasione, infatti, organizzeremo un Forum
Centroamericano in cui saranno discussi progetti e interventi.
C’è
ancora tanto da fare.
Il Nicaragua vive una situazione drammatica. Sono circa un milione i
bambini
che non vanno a scuola e che presto formeranno un esercito di
analfabeti. A questi si
aggiungono almeno 750 mila persone, il 15 per cento, che si sono
fermati alla terza elementare e che nel giro di qualche anno perderanno
anche quel poco che hanno
imparato. Se a questo 15 per
cento aggiungiamo
il 35 di analfabetismo riconosciuto dallo stesso governo, ci troviamo
di fronte a
un potenziale 50 per cento di analfabeti nel giro di dieci anni".
"Yo sì
puedo". "Per sconfessare queste infauste previsioni - conclude - stiamo lanciando una
nuova
Cruzada de Alfabetización che si servirà del metodo "
Yo, sì
puedo". Si tratta di un metodo unico in America Latina che ha la capacità
di insegnare a leggere e a scrivere in soli 65 giorni. E' un
metodo inventato e applicato a Cuba che utilizza una tecnologia avanzata
attraverso l'uso di televisori, videoregistratori, cassette video e un insieme
di materiale didattico scritto (cartillas). Attualmente il governo cubano ci ha
già inviato 5 mila televisori, 5 mila videoregistratori, 87.500 videocassette
e
mezzo milione di
cartillas.
Ci saranno due persone a
condurre la lezione basata su immagini televisive e per ogni televisore si formeranno
gruppi di 15 alunni. Se consideriamo le 5 mila persone già
preparate per insegnare e le moltiplichiamo per 15, che sono le persone in
ogni gruppo, otteniamo che in 12 settimane (i giorni di corso saranno da lunedì
a venerdì) si potranno alfabetizzare 75 mila persone.
Se questo calcolo lo
estendiamo a un anno vuol dire almeno 300 mila persone alfabetizzate
all'anno. Parallelamente, in accordo con le università, è iniziato un lavoro di
censimento da parte di studenti che in forma volontaria stanno individuando le
persone analfabete da coinvolgere in questa importante opera.
Ci svilupperemo piano
piano ma saremo inarrestabili. Aspetteremo che, seguendo l'esempio di quei
Comuni che già hanno aderito all’iniziativa, ogni amministrazione comunale si
faccia avanti, al di là dello schieramento politico, sandinisti o non sandinisti.
Noi
non abbiamo nessuna preclusione. Questa è un'iniziativa per il bene del popolo
nicaraguense e non per gli interessi di uno specifico partito politico".