19/07/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Parla un maestro della Cruzada Nacional de Alfabetización nel 25esimo anniversario. Bilanci e progetti
scritto per noi da
Giorgio Trucchi 
 
Orlando PinedaIl maestro Orlando Pineda ci accoglie nel cortile della struttura che da anni ospita la Asociación de Educación Popular "Carlo Fonseca Amador" (Aepcfa). E' puntuale come sempre, un'eccezione in Nicaragua, e stranamente senza il suo sombrero che lo contraddistingue da una vita e che indosserà appositamente per la foto.
Il maestro Pineda è un po' la memoria storica della Cruzada Nacional de Alfabetización, la storica mobilitazione che nel 1980 vide più di centomila persone percorrere il Paese in lungo e in largo nel tentativo di ridurre il drammatico livello di ignoranza ereditato dalla dittatura somozista. Ma per lui e per la sua organizzazione, l'impegno ad alfabetizzare non si è mai fermato. E' proseguito fino ai giorni nostri, con un entusiasmo contagioso.
Con la sua associazione, sorta nel 1990 dopo la sconfitta elettorale del Frente Sandinista, ha continuato per anni a percorrere paesi e città con l'unico proposito di dichiararle "libere dall'analfabetismo".
Gli uffici della Aepcfa sono pieni delle foto di coloro che negli anni hanno coadiuvato il lavoro di alfabetizzazione in giro per il Nicaragua.
Ci sediamo e inizia a parlare.
 
Cultura e libertà. "Il mondo dell'alfabetizzazione è il mondo della liberazione. Non ci possono essere libertà e rispetto per i diritti umani senza educazione e alfabetizzazione. Oggi, ormai prossimi al 25esimo anniversario della grande Cruzada Nacional de Alfabetización (Cna) - in cui migliaia di giovani insegnarono a leggere e a scrivere con amore ad altrettante migliaia di persone - continuo a credere che sia stata la più grande mobilitazione mai esistita in America Latina in nome dell'educazione. Nonostante nel 1969 la Unesco avesse firmato un accordo con i presidenti di tutta l'America Latina per impegnarli a eliminare l'analfabetismo entro il 2000, negli anni 80 ben poco era stato ancora fatto. Di base era mancata la volontà politica da parte dei governanti. Con il trionfo della Rivoluzione nel 1979, invece, il Frente Sandinista concretizzò uno dei punti principali del suo Programma storico in cui il leader Carlos Fonseca diceva che il Frente avrebbe lottato per eliminare l'analfabetismo dal Nicaragua. E nacque il Cna. Fu allora che la Unesco guardò a questo atto con grande speranza. Finalmente si dimostrò come l'unione della volontà governativa con quella della società intera riuscì ad abbassare l'indice di analfabetismo dal 64 per cento (la percentuale è dubbia. Altri dicono fosse del 52, ma noi siamo convinti che durante la dittatura somozista andasse oltre il 60) al 12,9 per cento. Cosa vuol dire questo? Che se i governi si unissero con la società civile non ci sarebbe analfabetismo in America Latina! Ecco cosa vuol dire.
 
Studentessa anziana alle prese con carta e pennaIl premio. “Per questa opera della Cruzada, la Unesco premiò il Nicaragua per ben due volte con il riconoscimento Nadiezdha Krupskaya – continua a raccontare il maestro -. Uno venne assegnato per la nascita del Cna e l’altro per essere riusciti in poco tempo a dichiarare l'intera regione del Rio San Juan libera da analfabetismo quando agli inizi degli anni 80 toccava il livello drammatico di oltre il 90 per cento. Ancora oggi, il Nicaragua resta l'unico paese ad avere ricevuto due volte questo premio.
La storia, poi, è cambiata. Dal governo di Violeta Chamorro in poi, ben poco è stato fatto a livello governativo per l'educazione in Nicaragua. E l’alfabetizzazione si è arrestata. Quando la Chamorro lasciò il suo governo ad Arnoldo Alemàn l’indice era al 24 per cento. E quando è subentrato l'attuale presidente Enrique Bolaños eravamo al 30. Attualmente l'indice tocca il 35. In 15 anni, dunque, per l'indifferenza dei governi, il tasso d'analfabetismo è triplicato, nonostante alcuni gruppi tra cui la Aepcfa abbiano continuato a lavorare per permettere alla gente, soprattutto ai contadini, di avere un futuro migliore, lontano dallo sfruttamento.
 
L'orgoglio in festa. "Crediamo comunque che dopo 25 anni ci sia qualcosa da festeggiare il prossimo 23 agosto - sottolinea Pineda -. Nonostante tutto abbiamo mantenuto sempre alta la bandiera dell'alfabetizzazione e tuttora continuiamo a essere la speranza del Centroamerica, un esempio.
Per l'occasione, infatti, organizzeremo un Forum Centroamericano in cui saranno discussi progetti e interventi.
C’è ancora tanto da fare. Il Nicaragua vive una situazione drammatica. Sono circa un milione i bambini che non vanno a scuola e che presto formeranno un esercito di analfabeti. A questi si aggiungono almeno 750 mila persone, il 15 per cento, che si sono fermati alla terza elementare e che nel giro di qualche anno perderanno anche quel poco che hanno imparato. Se a questo 15 per cento aggiungiamo il 35 di analfabetismo riconosciuto dallo stesso governo, ci troviamo di fronte a un potenziale 50 per cento di analfabeti nel giro di dieci anni".
 
Scolaro "Yo sì puedo". "Per sconfessare queste infauste previsioni - conclude - stiamo lanciando una nuova Cruzada de Alfabetización che si servirà del metodo "Yo, sì puedo". Si tratta di un metodo unico in America Latina che ha la capacità di insegnare a leggere e a scrivere in soli 65 giorni. E' un metodo inventato e applicato a Cuba che utilizza una tecnologia avanzata attraverso l'uso di televisori, videoregistratori, cassette video e un insieme di materiale didattico scritto (cartillas). Attualmente il governo cubano ci ha già inviato 5 mila televisori, 5 mila videoregistratori, 87.500 videocassette e mezzo milione di cartillas.
Ci saranno due persone a condurre la lezione basata su immagini televisive e per ogni televisore si formeranno gruppi di 15 alunni. Se consideriamo le 5 mila persone già preparate per insegnare e le moltiplichiamo per 15, che sono le persone in ogni gruppo, otteniamo che in 12 settimane (i giorni di corso saranno da lunedì a venerdì) si potranno alfabetizzare 75 mila persone.
Se questo calcolo lo estendiamo a un anno vuol dire almeno 300 mila persone alfabetizzate all'anno. Parallelamente, in accordo con le università, è iniziato un lavoro di censimento da parte di studenti che in forma volontaria stanno individuando le persone analfabete da coinvolgere in questa importante opera.
Ci svilupperemo piano piano ma saremo inarrestabili. Aspetteremo che, seguendo l'esempio di quei Comuni che già hanno aderito all’iniziativa, ogni amministrazione comunale si faccia avanti, al di là dello schieramento politico, sandinisti o non sandinisti. Noi non abbiamo nessuna preclusione. Questa è un'iniziativa per il bene del popolo nicaraguense e non per gli interessi di uno specifico partito politico".
Categoria: Diritti, Storia
Luogo: Nicaragua
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