19/07/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Reportage dal Mar Morto tra Giordania, Palestina e Israele
Scritto per noi da
Alice Colombi
 
 
il mar mortoMar Morto, 40 minuti a sud di Amman, Giordania, 400 metri sotto il livello del mare.
I check-points dell’esercito giordano sono il contraddittorio preludio di un litorale degno di un film. Le strutture alberghiere più prestigiose del paese si succedono ai piedi delle montagne che si affacciano sul punto più basso dell’intero pianeta, dove nessun essere vivente riesce ad avere la meglio sull’elevato tasso di salinità dell’acqua del Mar Morto. Impossibile toccare il fondo da queste parti, almeno fisicamente.
 
Lo sfarzo. Piscine, bar, negozi e ristoranti internazionali per tutti i gusti rompono l’incantesimo di un paesaggio naturale selvaggio e accompagnano il turista nel suo cammino verso la riva alla ricerca di sollievo in un’atmosfera surreale. Sull’altra sponda la Palestina. E tutte le sue tragedie.
filo spinato lungo la strada “La gente da questa parte è consapevole di ciò che accade laggiù, ma la sensazione che non ci sia nulla da fare per cambiare le cose ha preso il sopravvento”, racconta Omar, un giordano di Amman che fa da guida, “si vive come in una bolla di sapone, preservando il clima pacifico che le autorità riescono a garantire scendendo a compromessi sul piano internazionale. Il 75 per cento della popolazione rientra in una fascia di età compresa tra i 15 e i 27 anni e conosce solo parzialmente la situazione della Palestina. Si cerca di cancellarne la memoria storica. Di recente mi è capitata fra le mani una cartina geografica della Palestina nella quale erano indicati i nomi di decine di villaggi di cui non avevo mai sentito parlare. Nel corso degli anni i testi scolastici sono stati modificati al fine di proporre una versione parziale della realtà e forme di attivismo in università sono rare perché si temono ripercussioni”.
 
MappaParadossi. Da queste parti chiunque sembra essere legato in qualche modo a quel lembo di terra dove il dramma di un popolo si consuma di generazione in generazione: tutti hanno un parente o un amico residente sull’altra sponda, in Palestina, per non parlare di chi da quelle terre è scappato rifugiandosi nei campi profughi locali e ottenendo il passaporto senza particolari difficoltà (in Giordania i palestinesi rappresentano il 60 per cento della popolazione). Anche se pochi possono ritenersi neutrali, la maggioranza dei giordani tende a soffocare il senso di colpa e frustrazione verso la Palestina dedicando tutte le loro attenzioni a uno stile di vita mutuato, nelle forme e nella sostanza, dai parametri occidentali. Per le strade di Amman spiccano i colori sgargianti delle insegne luminose dei negozi che vendono i prodotti delle stesse aziende che vanno per la maggiore in Europa e in America. Ma gli squilibri nella distribuzione della ricchezza sono evidenti. Un esempio: il castello reale, dove di norma vengono accolti i potenti del mondo in visita ufficiale, sorge a pochi passi da alcuni dei quartieri più poveri della città.
 
stele d'invocazione alla paceStato di pace apparente. “Di fronte a una donna palestinese mi sento quasi in soggezione. La loro forza è impressionante: ci sono casi di mamme che hanno perso 4-5 figli e sono ancora in piedi, con orgoglio”, spiega Omar, dopo aver incrociato lo sguardo sicuro di un donnone con le spalle larghe e il volto segnato dall’età. La donna saluta e sorride, augurandoci buon lavoro, quando scopre che siamo diretti a Nablus, in Cisgiordania, per un progetto di volontariato rivolto ai giovani locali. Forse si starà chiedendo il perché uno straniero dovrebbe operare una scelta del genere. Come Omar del resto che, dopo aver elencato una serie di dati e situazioni storico-politiche e sociali, non si spiega perché vengano il più delle volte taciuti all’estero e in patria. In Giordania, come altrove, si predilige uno stato di pace apparente al rischio di sacrificare parzialmente il proprio benessere. Omar, al momento, non vede soluzioni, ma la conversazione di un pomeriggio di mezza estate alimenta la speranza.
Categoria: Politica, Popoli
Luogo: Giordania