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I sem terra brasiliani continuano la loro lunga scalata
verso il diritto al possesso della terra, ma proprio per questo continuano a
subire violenze e maltrattamenti.
La testimonianza. “Gridavano:
dovete andarvene. Dovete andarvene. E
dicevano di essere agenti di polizia”, ha raccontato Luis Alberto
Barbosa, uno
dei leader dell'accampamento, che è stato catturato e torturato per
ore. Sevizie e barbarie che sono toccate anche a molti altri capi del villaggio.
E non solo. Nessuno, infatti, è stato risparmiato, nemmeno le donne e i
bambini. Non solo i banditi hanno
aggredito tutti, armi alla mano, ma hanno ferito alcuni
bambini e
una donna incinta, bruciato capanne, fatto a pezzi mobilio e
vettovaglie,
distrutto documenti e vestiario. Hanno
anche
compiuto ruberie. Tutto sempre rigorosamente con il viso coperto. Nella
furia hanno
assaltato anche la casa del funzionario della fazenda,
Severino Bernardo:
l’hanno invasa aggredendo il figlio 16enne, lanciando così un chiaro
messaggio: essendo solidale con le rivendicazioni dei sem terra, anche
Bernardo è un nemico giurato del
latifondista, quindi deve essere punito.
La difesa. “Vogliamo che questo caso venga sottoposto a
investigazioni serie e complete – ha commentato José Octavio Paes de Barros,
consigliere dell’Incra, l’Istituto internazionale rurale cattolico – e che sia
garantita la sicurezza di questa gente, che è stata minacciata addirittura di
morte. E comunque, anche noi dell'Incra siamo molto propensi a credere che dietro
ci sia la mano del
fazendeiro".
Per la terra. Continua così la lotta per la terra, la resistenza dei
contadini che non la possiedono ma che da sempre la coltivano. Una lotta in salita,
molto complessa, difficile, che molte volte si conclude con pesanti sconfitte.
Se i sem
terra di Paraiba, infatti, hanno subito la prepotenza dei pistoleiros assoldati
dal fazendeiro di turno, si possono consolare pensando che presto riceveranno gli
appezzamenti espropriati, molti contadini del Pernambuco, del Rio Grande
do Norte e del Maranhao non possono fare altrettanto. Sono 1300, infatti, le
famiglie sgomberate dai poliziotti, intervenuti per ordine di giudici che hanno
applicato alla lettera la legge che regola lo spinoso argomento terra. Alla base
di tutto, infatti, c'è l’art. 184 della Costituzione federale che stabilisce come
tutte le grandi
proprietà che non compiano la
loro funzione sociale, relativamente alla produttività, al rispetto
dell'ambiente,
al rispetto dei diritti dei lavoratori, debbano venire espropriate dal governo
e
distribuite ai lavoratori. Ma, se molte
occupazioni di territori incolti riescono a resistere
gli anni previsti e quindi arrivano a ottenere l'agognato esproprio,
altre vengono letteralmente spazzate via prima della scadenza. E i risultati sono
facilmente immaginabili.Stella Spinelli