Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.27 - 2005 dal 8/7 al 13/7
Repubblica Democratica del Congo Il 9 luglio un portavoce della missione delle Nazioni Unite nella RDC ha riferito di come
quasi 40 persone siano state arse vive nelle loro capanne da miliziani Hutu ruandesi. Le forze Onu hanno trovato un
villaggio bruciato fin dalle fondamenta e due fosse comuni. Secondo testimoni
circa 39 abitanti, per lo più donne e bambini, sono stati rinchiusi nelle capanne
poi messe a fuoco. Il massacro è stato compiuto 70 chilometri a ovest del capoluogo
Bukavu nel parco di Kahozi Biega, caposaldo dei ribelli dove la missione Onu ha
iniziato solo da poco dei perlustramenti.
Repubblica Centrafricana. L'11 luglio 36 ribelli uccisi e una cinquantina d’ostaggi liberati il risultato di una incursione
delle ‘Faca’, Forze armate centrafricane, al confine tra Camerun e Repubblica
democratica dal Congo,. L’operazione nasce da una collaborazione tra camerunesi
e centrafricani diretta contro i ribelli ‘Zakawas’, provenienti dal Ciad. Tra
gli ostaggi liberati ci sono 20 minatori camerunesi, per il resto nomadi; erano
stati sequestrati vicino la località di Tocktoyo. I ‘Zakawas’ che si definiscono
‘Liberatori’, avevano aiutato nel marzo 2003 il generale Francois Bozizé a prendere
il potere a Bangui. Dopo aver lasciato la capitale, sono rimasti attivi nella
zona al confine tra Camerun, Ciad e Centrafricana.
Burundi. Almeno 14 i civili sono stati uccisi dall’ultimo movimento ribelle rimasto attivo, le ‘Forze nazionali di liberazione’
(Fnl, Forces nationales de liberation), secondo quanto riferito dall’esercito
regolare l'11. Il Burundi cerca di uscire da 12 anni di guerra civile, che ha
causato 300mila morti; su sette movimenti ribelli, solo uno è rimasto attivo,
mentre gli ex miliziani del Fdd (‘Forze per la Difesa della Democrazia’) hanno
stravinto con il 58 per cento le ultime elezioni legislative.
Kenya. Il 12 ci sono stati almeno 52 morti e 29 feriti, negli scontri avvenuti nel villaggio di Torbi, nord
del Kenya, tra gruppi armati dei clan rivali di popolazioni locali Burana e i
rivali Gabra, provenienti da una zona oltre il confine Etiope. Padre Alex Serreira della
missione di Marsabit, 150 chilometri a sud di Torbi, assicura che si tratti in
gran parte di donne e bambini. Le violenze tra i clan rivali Gabra e Borana non
sarebbero del tutto infrequenti, quasi sempre motivate dal controllo delle terre
destinate a foraggio per l’allevamento e delle risorse idriche.
Cecenia (Fed Russa). Il 7 luglio nella zone di Kurchaloy, distretto di Shali, un mezzo della polizia cecena
è stato attaccato dai guerriglieri a colpi di granata: 2 agenti sono stati uccisi.
L’8 luglio nei pressi della base russa di Khankhala, fuori Grozny, 2 poliziotti ceceni sono morti quanto il loro mezzo è stato fatto esplodere con un ordigno artigianale piazzato
sulla strada dai guerriglieri ceceni. Lo stesso giorno un poliziotto ceceno e 2 guerriglieri sono morti nel corso di sparatorie verificatesi nella capitale quando alcuni guerriglieri
hanno aperto il fuoco contro l’auto su cui viaggiava.
Il 9 luglio nel corso di un combattimento in un villaggio delle montagne del sud,
un soldato russo è stato ucciso. Nel villaggio di Kargalinovskaya, distretto di Shelkov, un poliziotto ceceno è stato ucciso nell’attacco contro la locale stazione di polizia.
Il 10 alla periferia di Grozny, zona di Staropromyslovskeye, un soldato russo è morto nell’esplosione della sua auto. Un altro soldato è stato ucciso dai guerriglieri in una sparatoria nel villaggio di Kharseneye, distretto di
Shali.
L’11 nel sud della Cecenia, dove si sono registrati anche bombardamenti dell’aviazione
e dell’artiglieria russa, si sono verificati attacchi e agguati degli indipendentisti
che hanno causato la morte di altri 3 soldati russi.
Il 12 in una serie di attacchi della guerriglia nel distretto meridionale di Vedenò 3 soldati russi sono stati uccisi. Lo stesso giorno ad Argun le forze russe hanno ucciso un capo guerrigliero locale di spicco, detto l’emiro di Argun.
Israele e Palestina. Il 7, un giovane palestinese appartenente alle 'Brigate Martiri di Al Aqsa', ha perso
la vita in una violenta sparatoria contro uomini dell'esercito israeliano. Il
12, a Netanya, un'attentatore suicida si è fatto esplodere e ha causato la morte di 4 persone.
Turchia. Il 9, al confine con l'Iraq, una bomba è esplosa al passaggio di un convoglio militare
uccidendo 3 militari e ferendone altri 8.
Il 10, un ordigno è esploso a Cesme. Il bilancio è di venti feriti, due dei quali in gravi
condizioni. La polizia turca sospetta, come esecutori dell'attentato, i separatisti
curdi.
Nepal. Il 12, due bambini sono stati uccisi e altri tre feriti dallo scoppio di alcuni ordigni rudimentali abbandonati dai ribelli maoisti,
in un villaggio a 600 chilometri da Katmandu.
E' dal 1996 che i ribelli maoisti si oppongono alle forze militari regolari
per rovesciare la monarchia ed instaurare una repubblica comunista. Sono almeno
11mila le persone morte finora nel conflitto.
India. Il 9, le forze di polizia hanno ucciso nello stato meridionale dell'Andhra Pradesh 4
sospetti affiliati alla guerriglia maoista.
I guerriglieri indiani potrebbero avere legami con i maoisti nepalesi.
Aceh (Indonesia). L'8, un'operatrice umanitaria olandese è stata ferita a colpi di pistola. Marije Mellegers, 24 anni, stava viaggiando con sette bambini su un pulmino
quando è stata raggiunta da due proiettili.
Nella provincia indonesiana, situata all'estremità nord dell'Isola di Sumatra,
è attivo il Gam, il "Movimento Aceh Libera" formato da guerriglieri che vogliono
l'indipendenza dal governo di Giacarta.
Thailandia del Sud. L'11, due uomini sono statii uccisi a colpi di arma da fuoco da un gruppo di assalitori a circa mille chilometri a sud di Bangkok.
Le province all'estremo sud della Thailandia sono investite dall'odio religioso
che contrappone musulmani e buddhisti.
Kashmir indiano. L'8, quattro soldati indiani e almeno altrettanti militanti islamici sono morti in
una battaglia scoppiata sulla linea di controllo nel settore indiano del Kashmir.
L’insurrezione dei ribelli musulmani contro l’esercito indiano è iniziata nel
1989 e sinora ha mietuto almeno 40mila vittime.
Pakistan. Il 9, un religioso sunnita è stato ucciso a colpi di arma da fuoco nei pressi di una moschea a Karachi.
Sri Lanka. Il 10, almeno quattro persone sono morte in un attacco sferrato con granate nell'est dello Sri Lanka, contro la sede di un sito internet che sostiene la
causa delle Tigri Tamil.
Il 13, da cinque a dieci persone sono rimaste ferite in un attacco sferrato da presunti ribelli delle "Tigri per la liberazione della
patria tamil" (Ltte) contro una postazione militare a Muttur, nell'est dello Sri
Lanka.
E' dai primi anni ’80 che nell’Est e nel Nord del Paese i guerriglieri separatisti
delle Tigri tamil combattono contro l’esercito governativo. Sinora sono morte
circa 65mila persone.
Colombia. L'11 4 persone sono state uccise in un attacco contro un gruppo di consiglieri comunali a Campo Alegre, nel dipartimento sud di Huila. Secondo fonti della polizia locale,
un commando di otto guerriglieri delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia
(Farc) ha fatto irruzione in un ristorante aprendo il fuoco contro i funzionari,
che pranzavano in compagnia delle famiglie.
Dal 2002 ad oggi sono 184 i funzionari delle amministrazioni locali assassinati
in Colombia.