14/07/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Dopo un periodo di calma sostanziale, in Israele e Palestina tornano lutti e violenze
Nessuno le aveva dimenticate, perchè sarebbe impossibile, ma da tempo ormai non si vedevano in televisione le immagini della martoriata Terra Santa squassata da bombe e morti. Questa settimana invece si è caratterizzata per una recrudescenza di violenze che annunciano un innalzamento della tensione. Intanto gli elicotteri dell'esercito di Sharon lanciano missili sulla Striscia di Gaza e su Khan Younis, in seguito agli attacchi dei palestinesi che, nella giornata di ieri, avevano provocato la morte di una ragazza israeliana di 22 anni colpita da un razzo Qassam mentre si trovava nella sua abitazione.
 
i soccorsi dopo l'attentato di netanyaIl ritorno dei kamikaze. Ahmed Sami Abu Jalil, un ragazzo di 18 anni originario della città di Tulkarem, il 12 luglio scorso, è entrato nel centro commerciale di Hasharon, a Netanya, in Israele. Non doveva fare acquisti e non doveva incontrare i suoi amici, come dovrebbe essere per un ragazzo della sua età. Ahmed portava la morte. Si è fatto esplodere all'ingresso, non riuscendo a superare i controlli, e ha ucciso 5 persone. Era dal 25 febbraio scorso che non c'erano attentati suicidi in Israele. Allora, mentre sul lungomare di Tel Aviv i giovani si godevano la frenetica vita notturna della capitale, Abdullah Badran, uno studente universitario di 21 anni proveniente dal villaggio di Dir al-Atsun, in Cisgiordania, non pensava a divertirsi ma a portare la morte tra quelli che, in una situazione diversa, avrebbero potuto essere i suoi amici. Uccise se stesso e altre 4 persone. L'esercito israeliano ha reagito subito all'attentato del 12 luglio scorso, rivendicato dalla Jihad Islamica, con un'incursione a Tulkarem. Un poliziotto palestinese è rimasto ucciso e un altro ferito nel corso dell'operazione. L'esercito israeliano è tornato a stringere la morsa attorno ai Territori Occupati e, ieri mattina, un giovane palestinese è stato ucciso durante degli scontri con i militari di Tel Aviv a Nablus. La spirale della violenza è tornata ad avvitarsi vorticosamente, dopo che la stretta di mano tra Sharon e Abu Mazen a Sharm el-Sheikh, il 9 febbraio scorso, aveva aperto spiragli positivi.
 
un colono sgomberato con la forza dall'esercito israelianoIl furore dei coloni. Ma la violenza non è tornata solo sotto forma di attentati suicidi e rappresaglie violente. Adesso la società israeliana si trova a vivere anche una lacerante polemica interna. Il governo Sharon ha deciso di sgomberare unilateralmente le colonie della Striscia di Gaza e quattro della Cisgiordania. Il piano di disimpegno comincerà a metà agosto e dovrebbe essere completato in quattro fasi. Sarebbe la prima volta che, pur con tutti i problemi che ancora restano da definire sul campo, i palestinesi avrebbero una continuità territoriale da amministrare, senza truppe d'occupazione israeliane e senza coloni. La tensione però, tra il governo e i coloni irriducibili che non si rassegnano ad abbandonare i loro insediamenti, cresce ogni giorno di più. Ieri notte, in due momenti diversi, alcune centinaia di coloni ebrei e la polizia israeliana si sono scontrati duramente al valico di Kissufim, presso la Striscia di Gaza. I coloni protestavano contro la chiusura della Striscia per i non residenti, decisa dal governo di Tel Aviv in vista dello sgombero. Le immagini degli scontri, soprattutto quelli dei giorni scorsi, con i coloni che lanciano sassi contro i poliziotti, ebrei contro ebrei, ha scosso l’opinione pubblica israeliana. Alcuni militari israeliani, religiosi ortodossi, si sono rifiutati di eseguire gli ordini dei loro superiori. Per la prima volta nella sua storia, la società israeliana è spaccata.
 
manifestazione di hamas nella striscia di gazaRischio anarchia. Abu Mazen, come Sharon, non vive certo un periodo sereno. L’Autorità Nazionale Palestinese ha dovuto rinviare le elezioni legislative per la nuova Assemblea Nazionale. Per i quadri di al-Fatah, il partito di Arafat ora guidato da Mazen, il rischio di un trionfo di Hamas e dei radicali, come è successo nelle elezioni municipali dei mesi scorsi, è troppo alto. Adesso sembra che le elezioni siano state fissate per il 21 gennaio 2006, ma il fallito tentativo di uccidere un funzionario dell’Anp a casa sua a Ramallah il 12 luglio scorso dà un’idea dell’aria che tira all’interno delle fazioni palestinesi. L'altro ieri poi, per qualche ora, nella Striscia di Gaza sono stati sequestrati due ingegneri, un austriaco e un inglese. Le voci sui possibili esecutori del rapimento si sono rincorse per tutto il giorno: rapimento a scopo di lucro, tentativo da parte di un clan palestinese di ottenere con gli ostaggi la liberazione di alcuni parenti detenuti o una forma di pressione per costringere l’Anp a eseguire la condanna a morte di un nemico dei rapitori. I due ingegneri stanno bene e sono liberi, ma resta la sensazione di una situazione difficile da gestire per Mazen. Attentati, rappresaglie, scontri e rapimenti. In molti credevano in una svolta, ma i segnali che tutto rischi di restare come prima diventano ogni giorno più forti.

Christian Elia

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