Si è chiuso venerdì scorso il summit del G8 in Scozia. Le nazioni più ricche
del mondo avevano l’ambizione di cancellare il debito dei Paesi poveri africani
e aumentare gli aiuti delle nazioni più ricche per il continente meno sviluppato.
A rappresentare gli africani c’erano alcuni dei loro capi di Stato, che non hanno
ascoltato le voci delle organizzazioni non governative che cercavano di farsi
sentire dall’esterno del lussuoso ‘resort’ in cui i presidenti erano riuniti.
Peacereporter ha raccolto la testimonianza di una cooperante italiana che lavora
a Maputo a contatto con i ragazzi mozambicani, e ha voluto sentire dalla loro
voce cosa pensano i cittadini dell’impegno dei potenti della terra a risolvere
i loro problemi.
Scritto per noi da Giulia Cavallo
Dallo scorso aprile lavoro a Maputo a Radio ‘Voz Coop’, un progetto della ong
‘Servizio Civile’, che vive grazie al contributo volontario di 60 ragazzi. Ogni
giorno trasmette dal bairro di Bagamoio (15 chilometri dal centro), entra tra le case della capitale e arriva
fino a 80 chilometri da Maputo.
E’ uno dei progetti sociali dell’Unione Generale delle Cooperative di Maputo,
con l’appoggio del Progetto Media Unesco (agenzia Onu). Nasce nel luglio 2002,
per fornire informazione locale, più vicina alla persone dei bairros. Si comunica in portoghese, ma soprattutto nelle lingue locali, changane e ronga. Ho raccolto le idee dei ragazzi sulla cancellazione del debito, per fare arrivare
i loro pensieri lontano, molto più di dove arrivino le onde della radio.
Gonçalves Muhai “Prima ancora di un intervento in Africa da parte dei Paesi membri del G8, è
necessario prima di tutto che cambi la politica dei nostri Paesi. Questo discorso
vale anche per la cancellazione del debito. Se si cancella il debito attuale,
rimarrà la tendenza ad accumulare altri debiti, finché i nostri Stati non cambieranno
e adotteranno delle vere politiche di sviluppo.
I nostri governi devono aprirsi alla popolazione, alla società civile. Ancora
oggi in tante nazioni manca la libertà di espressione. Ma oltre ai nostri governi,
siamo anche noi africani a dover cambiare mentalità, a rivendicare il nostro futuro
e a difenderlo.
Sembra che la nostra vita, invece di andare avanti, faccia sempre un passo indietro,
ma dobbiamo contribuire anche noi al miglioramento delle nostre condizioni, prima
di tutto liberandoci del disprezzo che abbiamo di noi stessi, perché ci riteniamo
poveri, impossibilitati ad agire. Ma io non mi ritengo povero. Se fossi povero,
non sarei qui, non potrei alzarmi e lavorare con le mie mani. Finché non diverremo
consapevoli di poter decidere di noi stessi, non andremo avanti.”
Artur Pedro “Per quanto riguarda la cancellazione del debito, penso che sia utile, ma non
deve essere accompagnata da altre condizioni, da costringimenti. Sarebbe meglio
se si lasciasse camminare ciascun Paese per conto proprio. Infatti spesso la cancellazione
del debito non ha portato quello che si desiderava. L’incontro del G8 avrebbe
dovuto dare priorità al sostegno dell’agricoltura in Africa. Da qui parte il nostro
reale sviluppo, perché l’agricoltura è l’attività più diffusa, che può garantire
il nostro sostentamento e l’esportazione. Le donazioni di cibo esterne non ci
aiutano. Dobbiamo migliorare invece la nostra capacità produttiva. Sono scettico
sul fatto che i paesi europei toglieranno le tariffe doganali all’Africa. Credo
inoltre che da tempo siano state identificate le azioni risolutive per l’Africa,
ma manca la volontà di attuarle da parte dei paesi più sviluppati. In più i governi
africani sono in gran parte lontani dalle reali esigenze della popolazione. Tutto
questo crea barriere alla nostra situazione.”
Edoardo Antonio “Ai membri del G8 chiederei di eliminare i debiti dei nostri paesi, per iniziare
a sollevarci da un problema. Ma la soluzione vera sta nel lavoro. Solo con un
aumento di impiego possiamo davvero andare avanti. Chiederei quindi al G8 di sollecitare
l’invio di impresari dai paesi più sviluppati affinché aprano qui le loro imprese
e creino nuove possibilità di lavoro. Avere solo donazioni non serve. Dobbiamo
creare attività”.
Manuel Chongo, 19 anni “I grandi problemi che affliggono l’Africa per me sono analfabetismo, corruzione
e diffusione del virus Hiv. Chiederei quindi ai leader del G8 di concentrarsi
su queste tematiche, per trovare una soluzione. La cancellazione del debito è
un’azione positiva, può essere un primo passo per il nostro sviluppo”.
Antonio Matola “Ritengo che il maggiore problema dell’Africa sia la corruzione dei nostri governi.
I Paesi del G8 dovrebbero creare una forma di controllo sui finanziamenti che
arrivano qui ed esercitare pressione affinché si creino dei reali processi di
democratizzazione all’interno delle nostre nazioni. Quante elezioni fantoccio
ci sono state in questo Paese? Troppe. L’incontro dei leader del G8 dovrebbe quindi
concentrarsi ad ideare un piano contro la corruzione, che sostenga progetti di
sviluppo portati a termine nel rispetto della giustizia e dei diritti umani. Se
questi passi non verranno fatti, qualsiasi altra azione non sarà efficace e non
porterà alla soluzione dei nostri problemi. Ho molti dubbi sulle azioni di cancellazione
del debito. Credo si accompagnino sempre ad una contropartita che per noi non
è vantaggiosa. Inoltre, se non si ferma la corruzione, il condono del nostro debito
sortisce un effetto quasi nullo”.