05/11/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Le attese e le reazioni degli israeliani di fronte alla malattia di Arafat
militari israelianiDal nostro corrispondente in Israele - Lo squilibrio già
esistente nell’Autonomia Palestinese potrebbe sfociare in uno scontro aperto tra le diverse fazioni per assicurarsi il potere. E’ però possibile che l’emergenza determinata dalla successione al rais invece riunisca i palestinesi e permetta così di fare l’ultimo passo verso la costruzione dello stato di Palestina.
 
Il primo Ministro israeliano Ariel Sharon ha apertamente accettato lo stato palestinese (“non vogliamo dominare milioni di Palestinesi” ha dichiarato tempo fa) quello di cui necessita e’ però la sicurezza militare e il blocco del terrorismo.
 
Arafat domina la scena politica palestinese da sempre, ha fondato il movimento nazionalista Al Fatah nel 1959 che nel 1967 converge nella Organizzazione per la Liberazione della Palestina (Olp), coordinamento di tutte le organizzazioni palestinesi. Nel 1969 Arafat diventa Presidente del Comitato Esecutivo dell’Olp.
La sue egemonia e’ indiscussa.
 
Nel 1974 rivendica il diritto all’autodeterminazione e alla creazione dello stato palestinese, lo stesso anno parla alle Nazioni Unite e chiede una soluzione pacifica concordata in Medio Oriente.
Arafat è un politico accentratore e ha dominato la scena per piu’ di 40 anni : lui era la Palestina, o come amava dire lui stesso “era sposato alla causa della Palestina”. La sua personalità, il suo modo di gestire i rapporti militari, economici  e politici con altri stati non ha mai permesso la “crescita” di un gruppo dirigente adatto a sostituirlo,
 
Perfino negli ultimi momenti di agonia , nell’Ospedale militare francese di Percy, Arafat da indicazioni e direttive senza mai indicare un successore. Il governo israeliano ha deciso di mantenersi sulla difensiva finchè la successione non determinerà un nuovo gruppo dirigente con il quale trattare.
 
Sono intanto state rafforzate le difese per eventuali attacchi terroristici  che vogliano
incidere con la violenza  sul prossimo destino delle Medio Oriente. Si pone adesso un’importante quesito per Israele: si deve continuare la politica del ritiro unilaterale
dalla Striscia di Gaza? Il piano Sharon si deve sospendere? Bisogna trattare i confini tra
Israele e Palestina con pacifiche trattative?
 
Sharon aveva proposto il suo Piano in base al rifiuto di Arafat di dare sufficienti poteri decisionali ad Abu Mazen e poi ad Abu Ala. La situazione di stallo portò Sharon a considerare che Arafat fosse “l’ostacolo della pace”.
 
manifestante palestinese contro il muroDa quando Arafat rifiuto’ le proposte di Barak a Camp David nel 2000 e cominciò la seconda Intifada, quella di al-Aqsa, gli Israeliani considerano Arafat come colui che ha paura della pace, che non vuole una pace decisa a tavolino, ma vinta sui campi di battaglia, o con le stragi di persone semplici nei mercati o sugli autobus.
Non bisogna dimenticare che per gli israeliani Arafat è il colpevole di morti e feriti
tra civili inermi, colui che ha fatto la scelta del terrorismo come strumento di liberazione nazionale
 
Arafat ha saputo rappresentare le aspirazioni del popolo palestinese, spesso ne ha espresso i suoi furori (come nel caso dell’appoggio all’Iraq nel 1991costato molto caro
A lui e alla causa palestinese).
Ora chi dirigera’ l’Autonomia Palestinese deve fermare le bande armate e costruire
un’unica polizia al servizio dello stato nascente. Traghettare I Palestinesi dal Movimento di Liberazione allo Stato.
 
Dan Rabà