09/07/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



In minima parte a una piccola quota di debitori
Scritto per noi da
Gianluca Ursini
 
 
Nonostante l’attenzione sia stata sviata da altri traumatici eventi, alla riunione del G8 in Scozia i Paesi più ricchi hanno deciso di abbonare il proprio credito alle 18 nazioni più povere e indebitate del pianeta. Ma a tenere il cordone della borsa sono in genere due istituzioni, Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale, con sede a Washington. Molte associazioni di cittadini sono critiche con la loro gestione, come la 'Campagna per la Riforma della Banca Mondiale'. ‘Peacereporter’ ha raggiunto telefonicamente nella città scozzese Antonio Tricarico di ‘Crbm’, che attacca frontalmente i due istituti chiedendosi 'chi controlla i controllori'. "Esiste una grave commistione d'interessi nel finanziamento internazionale dei Paesi in via di sviluppo, perchè Bm e Fmi che concedono i crediti, devono anche decidere se i Paesi beneficiari sono poi nelle condizioni di ricevere altri finanziamenti in base alla loro condotta economica".
 
 
manifesto di protesta contro Bm e ImfChi beneficia di questo provvedimento?
“I paesi che usufruiranno di una cancellazione sono 18, definiti dalla Banca ‘Paesi poveri altamente indebitati’. Ma va ricordato che esistono almeno 62 Paesi oppressi da un debito complessivo di 600 miliardi di dollari. Non solo, consideriamo che il totale dei debiti dovuti da nazioni in via di sviluppo è di 2500 miliardi di dollari e che, a causa degli interessi passivi sul debito, è aumentato nell’ultimo decennio del 25 percento. Dei 18 paesi che potrebbero usufruire della cancellazione totale, 14 sono africani, ossia Benin, Burkina Faso, Etiopia, Ghana, Madagascar, Mali, Mauritania, Mozambico, Niger, Ruanda, Senegal, Tanzania, Uganda e Zambia.
 
Di che tipo di debito si sta parlando?
“In gran parte inesigibile, dato che da parecchi anni per gran parte dei Paesi non veniva comunque riscosso, e inoltre più di metà di esso non è stato rispettato fin dall’inizio da parte degli indebitati. Quel che stanno facendo i G8 è solo cancellare dal loro attivo una partita che era solo virtuale, senza nessuna speranza di poter essere riscossa. Tony Blair sta regalando soldi mai esistiti. Non solo. Bisogna parlare di un requisito molto importante perché la cancellazione sia effettiva: l’addizionalità”.
 
 
proteste in WashigtonAddizioniamo, allora.
“Per addizionalità s’intende che il debito che mi viene condonato non si somma, o non viene computato, insieme con gli altri aiuti destinati ai Paesi poveri. Invece, tra le condizioni poste dalla Banca mondiale per dare il placet alla cancellazione, c’è il congelamento dei fondi già stanziati per la cooperazione internazionale, per una cifra corrispondente al debito cancellato. Si abbuona con una mano e si toglie dunque con l’altra. Se non esigo più un debito, ma per i prossimi crediti già negoziati, decurto una somma corrispondente al debito  teoricamente condonato, non ho cancellato un bel niente. Non solo, il decurtamento dei fondi stanziati per una somma pari al debito condonato, viene legato all’applicazione pedissequa delle ricette stabilite dal Fondo monetario. Per cui solo se le politiche liberiste di Washington verranno applicate, i fondi decurtati potrebbero essere realmente stanziati. Le politiche che a Fmi e Bm interessa applicare sono note e divise in tre filoni principali: privatizzazione delle risorse principali in mano alla economia pubblica, contenimento della spesa pubblica, soprattutto attraverso il taglio della spesa sociale, dalla sanità all’istruzione all’edilizia pubblica; liberalizzazione dei mercati, ossia apertura delle dogane africane ai prodotti che vengono dall’Ovest ricco".
 
 
Ma chi sono i debitori di cui si parla?
“Qui sta un’altra beffa della proposta G8: a venire coinvolti in questo provvedimento sarebbero solo tre istituzioni mondiali che possono attualmente concedere credito, ossia Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale e Banca africana per lo sviluppo. Mentre nella categoria del credito multilaterale (ossia il credito dovuto ad istituzioni internazionali, e non a un singolo Paese straniero, ndr) esistono ben 18 istituti che concedono questi prestiti. Quindi non solo su di una platea di 62 Paesi bisognosi, beneficeranno di questa cancellazione solo 18, ma sui debiti di solo 3 istituzioni delle18 che possono concedere prestiti. Da tenere anche a mente che queste decisioni potrebbero in realtà non risolvere nulla, perché se anche i grandi riuniti sono gli azionisti principali di Banca e Fondo monetario, esistono anche gli altri Paesi, che potrebbero non sottoscrivere l'accordo. Il vero appuntamento quindi non è stato questa settimana a Gleneagles, ma sarà alla prossima riunione di queste istituzioni internazionali , in settembre a Washington".
 
Logo della Banca mondialeI soldi. Diamo anche un’occhiata alle cifre. Si parla di 40 miliardi di dollari necessari a far scomparire il debito di questi 18 Paesi. Ma le 62 nazioni povere più indebitate, da sole ogni anno devono spendere 10 miliardi di dollari Usa per pagare gli interessi sui propri debiti. Smobilitare queste risorse non è alle volte così difficile, visto che dopo l’insediamento del governo provvisorio a Baghdad, i paesi che avevano crediti verso l’Iraq hanno deciso di dare una mano alla democrazia nel Paese invaso cancellando in un giorno crediti per 30 miliardi di dollari.
 
 
Categoria: Diritti, Risorse