Scritto per noi da
Gianluca Ursini
Nonostante l’attenzione sia stata sviata da altri traumatici eventi, alla riunione
del G8 in Scozia i Paesi più ricchi hanno deciso di abbonare il proprio credito
alle 18 nazioni più povere e indebitate del pianeta. Ma a tenere il cordone della
borsa sono in genere due istituzioni, Banca Mondiale e Fondo
Monetario Internazionale, con sede a Washington. Molte associazioni di cittadini
sono critiche con la loro gestione, come la 'Campagna per la Riforma della Banca
Mondiale'. ‘Peacereporter’ ha raggiunto telefonicamente nella città scozzese Antonio
Tricarico di ‘Crbm’, che attacca frontalmente i due istituti chiedendosi 'chi
controlla i controllori'. "Esiste una grave commistione d'interessi nel finanziamento
internazionale dei Paesi in via di sviluppo, perchè Bm e Fmi che concedono i crediti,
devono anche decidere se i Paesi beneficiari sono poi nelle condizioni di ricevere
altri finanziamenti in base alla loro condotta economica".
Chi beneficia di questo provvedimento?
“I paesi che usufruiranno
di una cancellazione sono 18, definiti dalla Banca ‘Paesi poveri altamente indebitati’.
Ma va ricordato che esistono almeno 62 Paesi oppressi da un debito complessivo
di 600 miliardi di dollari. Non solo, consideriamo che il totale dei debiti dovuti
da nazioni in via di sviluppo è di 2500 miliardi di dollari e che, a causa degli
interessi passivi sul debito, è aumentato nell’ultimo decennio del 25 percento.
Dei 18 paesi che potrebbero usufruire della cancellazione totale, 14 sono africani,
ossia Benin, Burkina Faso, Etiopia, Ghana, Madagascar, Mali, Mauritania, Mozambico,
Niger, Ruanda, Senegal, Tanzania, Uganda e Zambia.
Di che tipo di debito si sta parlando?
“In gran parte inesigibile, dato che da parecchi anni per gran parte dei Paesi
non veniva comunque riscosso, e inoltre più di metà di esso non è stato rispettato
fin dall’inizio da parte degli indebitati. Quel che stanno facendo i G8 è solo
cancellare dal loro attivo una partita che era solo virtuale, senza nessuna speranza
di poter essere riscossa. Tony Blair sta regalando soldi mai esistiti. Non solo.
Bisogna parlare di un requisito molto importante perché la cancellazione sia effettiva:
l’addizionalità”.
Addizioniamo, allora.
“Per addizionalità s’intende che il debito che mi viene condonato non si somma,
o non viene computato, insieme con gli altri aiuti destinati ai Paesi poveri.
Invece, tra le condizioni poste dalla Banca mondiale per dare il placet alla cancellazione,
c’è il congelamento dei fondi già stanziati per la cooperazione internazionale,
per una cifra corrispondente al debito cancellato. Si abbuona con una mano e si
toglie dunque con l’altra. Se non esigo più un debito, ma per i prossimi crediti
già negoziati, decurto una somma corrispondente al debito teoricamente condonato,
non ho cancellato un bel niente. Non solo, il decurtamento dei fondi stanziati
per una somma pari al debito condonato, viene legato all’applicazione pedissequa
delle ricette stabilite dal Fondo monetario. Per cui solo se le politiche liberiste
di Washington verranno applicate, i fondi decurtati potrebbero essere realmente
stanziati. Le politiche che a Fmi e Bm interessa applicare sono note e divise
in tre filoni principali: privatizzazione delle risorse principali in mano alla
economia pubblica, contenimento della spesa pubblica, soprattutto attraverso il
taglio della spesa sociale, dalla sanità all’istruzione all’edilizia pubblica;
liberalizzazione dei mercati, ossia apertura delle dogane africane ai prodotti
che vengono dall’Ovest ricco".
Ma chi sono i debitori di cui si parla?
“Qui sta un’altra beffa della proposta G8: a venire coinvolti in questo provvedimento
sarebbero solo tre istituzioni mondiali che possono attualmente concedere credito,
ossia Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale e Banca africana per lo sviluppo.
Mentre nella categoria del credito multilaterale (ossia il credito dovuto ad istituzioni
internazionali, e non a un singolo Paese straniero, ndr) esistono ben 18 istituti
che concedono questi prestiti. Quindi non solo su di una platea di 62 Paesi bisognosi,
beneficeranno di questa cancellazione solo 18, ma sui debiti di solo 3 istituzioni
delle18 che possono concedere prestiti. Da tenere anche a mente che queste decisioni
potrebbero in realtà non risolvere nulla, perché se anche i grandi riuniti sono
gli azionisti principali di Banca e Fondo monetario, esistono anche gli altri
Paesi, che potrebbero non sottoscrivere l'accordo. Il vero appuntamento quindi
non è stato questa settimana a Gleneagles, ma sarà alla prossima riunione di queste
istituzioni internazionali , in settembre a Washington".
I soldi. Diamo anche un’occhiata alle cifre. Si parla di 40 miliardi di dollari necessari
a far scomparire il debito di questi 18 Paesi. Ma le 62 nazioni povere più indebitate,
da sole ogni anno devono spendere 10 miliardi di dollari Usa per pagare gli interessi
sui propri debiti. Smobilitare queste risorse non è alle volte così difficile,
visto che dopo l’insediamento del governo provvisorio a Baghdad, i paesi che avevano
crediti verso l’Iraq hanno deciso di dare una mano alla democrazia nel Paese invaso
cancellando in un giorno crediti per 30 miliardi di dollari.