01/12/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Approvata alla Camera dei deputati con una maggioranza schiacciante, ora manca il voto del Senato

"E' veramente umano mantenere in vita un morto?". Questa la domanda che il deputato argentino del Gen (Generazione per un Incontro Nazionale), Gerardo Milman, ha posto alla seduta della Camera, riunitasi ieri notte per discutere la legge 26.529, concernente i "Diritti dei Pazienti", per una morte degna.

Con un consenso di 140 voti a favore e 6 contrari è stata approvata ieri alla Camera dei deputati una modifica della normativa 26.529, con la revisione di alcuni articoli riguardanti l'accanimento terapeutico. Nell'ordinamento non si parla nè di eutanasia, nè di suicidio assistito, ma viene evidenziato come fondamentale "l'autonomia e la volontà" del paziente: "L'assistito ha il diritto di accettare o rifiutare determinate terapie o procedimenti medici o biologici, come di revocare una scelta o cambiare la sua decisione rispetto alle cure che gli vengono somministrate". Il paziente potrà inoltre decidere anticipatamente se sottoporsi ai trattamenti medici o meno, senza dover forzatamente sperimentare un periodo di assistenza clinica.

Uno dei punti fondamentali discussi nella normativa è la deresponsabilizzazione civile e penale del medico: "Nel caso di minori sarà la famiglia o il rappresentante legale ad assumersi la responsabilità delle proprie scelte. I medici non dovranno più temere ripercussioni giuridiche e la legge gli solleverà da ogni ritorsione civile e penale."

Ora per l'approvazione definitiva della legge bisognerà aspettare la risposta del Senato, chiamati ad una sessione straordinaria per risolvere la questione entro la fine dell'anno.