08/07/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Intervista al segretario nazionale dell’UCOII, Hamza Piccardo
Soccorsi a King's Cross StationAbbiamo chiesto ad Hamza Roberto Piccardo, italiano convertito all’Islam e segretario nazionale dell’Unione delle Comunità e Organizzazioni Islamiche in Italia (Ucoii - www.islam-ucoii.it) e conoscitore della comunità islamica londinese, un commento a caldo sugli attentati di Londra. Abbiamo parlato con lui anche del ‘Londonistan’, come viene chiamata la nutrita comunità integralista islamica rifugiata nella capitale britannica, tollerata dalle autorità – sostengono alcuni – in cambio dell’assicurazione che la Gran Bretagna non sarebbe mai divenuta obiettivo del terrorismo islamico internazionale.
Londra negli ultimi anni era effettivamente diventata una sorta di rifugio sicuro per molti islamici fanatici che in Gran Bretagna trovavano asilo e un clima di tolleranza inesistente altrove: il governo li lasciava stare, anche se predicavano un Islam violento e un aperto sostegno al terrorismo islamico internazionale.
Abu Hamza, Abu Qatada e Omar BakriBasta pensare a personaggi come l’egiziano Abu Hamza, il pittoresco imam della moschea di Finsbury Park che sembra Capitan Uncino, senza un occhio e una mano, persi combattendo in Afghanistan. O al paffuto palestinese Abu Qatada, descritto come l’ambasciatore spirituale di al Qaeda in Europa. O ancora il siriano Omar Bakri, fondatore del ramo londinese dell’Hizb-ut-Tahrir (Partito della Liberazione) e oggi leader del movimento al Muhajiroun (gli Emigranti).
E’ stato lo stesso Omar Bakri a parlare spesso di un ‘patto di sicurezza’: un tacito accordo tra governo britannico e integralisti locali secondo cui questi venivano lasciati liberi di fare propaganda violenta e di raccogliere fondi per la jihad armata in cambio del loro impegno a non compiere azioni terroristiche sul territorio britannico in virtù dell’obbligo islamico di rispettare chi ti offre ospitalità.
Ma dopo l’11 settembre, su pressione degli Stati Uniti, la situazione è cambiata e anche Londra ha introdotto una legislazione antiterrorismo che ha portato all’arresto o all’estradizione in altri paesi di moltissimi predicatori dell’odio verso l’occidente.
E lo scorso 10 gennaio era stato proprio il leader di al Muhajiroun ad annunciare pubblicamente che il ‘patto di sicurezza’ veniva meno a causa dell’applicazione delle nuove leggi antiterrorismo e che quindi la Gran Bretagna sarebbe diventata dar al-harb (territorio di guerra), preannunciando “terribili conseguenze”, “attentati suicidi” e “altri 11 settembre” se l’atteggiamento anti-islamico del governo di Londra non fosse cambiato. Disse: “Se l’atteggiamento delle autorità verso gli islamici britannici rimarrà questo, allora anche i musulmani di Gran Bretagna si uniranno al campo islamico globale contro il campo crociato globale”.
 
 
Hamza PiccardoHamza Roberto Piccardo, qual è la sua idea su quello che è successo a Londra?
Penso sia una drammatica conferma del fallimento della guerra al terrorismo. Anzi, penso sia un effetto diretto di questa guerra: una guerra che non potrà mai essere vinta perché non ci sono eserciti da sconfiggere. La violenza militare e poliziesca non sconfigge il terrorismo internazionale, perché esso si alimenta con la violenza, si rigenera con la violenza. Gli attentati di Londra, come quelli di Madrid, di Casablanca, di Baghdad, di Kabul, di Gaza e di Grozny sono la dimostrazione evidente che la risposta violenta al terrorismo genera solo altra violenza terroristica, in una cieca spirale di reazioni e controreazioni. I governi giustificano le loro guerre con la necessità di sconfiggere la minaccia terroristica, di garantire la sicurezza dei propri cittadini: ma da quando queste guerre sono cominciate il terrorismo non si è indebolito, ma si è rafforzato con il moltiplicarsi di attentati in tutto il mondo. E più attentati ci saranno, più i governi potranno continuare a offrire all’opinione pubblica una giustificazione per portare avanti le loro guerre. Una spirale senza fine.
 
Cosa pensa delle dichiarazioni di Bush e dei leader del G8?
Bush ha detto che la guerra al terrorismo deve continuare con più risolutezza di prima e gli altri capi di Stato del G8 hanno emesso un comunicato sulla necessità di essere d’ora in avanti più uniti e determinati nello sconfiggere il terrorismo.
Ogni attentato viene utilizzato dai governi per giustificare la prosecuzione delle guerre, per rafforzare il consenso interno e internazionale attorno alle loro politiche estere e interne. Questo è un fatto. C’è chi dà a questi attentati una lettura addirittura peggiore, in chiave di ‘strategia della tensione’, una realtà che noi italiani conosciamo bene. Ma senza arrivare a questo, appare comunque evidente che chiunque ci sia dietro questi attentati essi hanno solo un effetto: giustificare la guerra.
 
Logo dell'UcoiiLei e l’Ucoii avete contatti con la comunità islamica londinese?
Certo, abbiamo molti amici, conosciamo molti musulmani a Londra. Tutte persone molto integrate nel tessuto sociale locale e che credono nella convivenza pacifica e nel rispetto reciproco. Come del resto la quasi totalità dei membri della comunità islamica di Londra: 700 mila persone che rappresentano quasi il 10 per cento della popolazione della città. I fanatici, gli integralisti sono pochissimi, ma ovviamente i media mettono in luce quelli, dando l’impressione che siano tutti come loro. A mio parere il gioco è assolutamente chiaro: questi loschi personaggi sono organici alla creazione di un clima di razzismo e islamofobia, sono figure funzionali agli interessi del governo e dei servizi segreti britannici, ben contenti di mostrare all’opinione pubblica nazionale il volto peggiore dell’Islam.
 
Quindi lei non crede all’esistenza di un ‘patto di sicurezza’?
No. Ripeto, penso più che altro a una convergenza di interessi tra soggetti teoricamente avversari, ma che in realtà condividono uno scopo: la guerra. La propaganda e la pratica della violenza hanno solo l’effetto di generare altra violenza. Questi attentati colpiscono chi crede nella pace e nella convivenza, e aiutano che crede nella guerra e nelle divisioni. Per questo vanno condannati senza esitazioni. Per questo è necessario interrompere una spirale di violenza cieca e sanguinaria con un’azione coesa e coerente di tutti coloro i quali hanno a cuore la pace e il benessere dell’umanità. 

Enrico Piovesana

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