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Più paesi hanno incrementato l'uso delle mine anti-uomo lo scorso anno, provocando un picco che non si registrava dal 2004. A denunciarlo, il Landmine Monitor Report ogni anno pubblicato dal Landmine Monitor voluto nel 1998 dalla Campagna per l'abolizione delle mine. Dunque, un aumento che avviene nonostante moltissime aree siano state bonificate grazie ad accordi e impegni internazionali.
In primis sono quattro i paesi che hanno impiantato nuove mine negli ultimi mesi: Siria, Libia, Birmania e Israele. Si tratta di Stati che mai hanno accettato di sottoscrivere il Trattato internazionale che segna la fine della produzione e dell'uso di questo micidiali ordigni. Non solo. A continuare ad usarle sono anche i gruppi armati di Afghanistan, Colombia, Birmania e Pakistan. Martedì scorso, ufficiali colombiani hanno dichiarato che tre soldati sono stati uccisi nel sud-ovest del paese perché intrappolati in un campo minato creato dalle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc). Quei soldati pare stessero facendo da scorta ai contadini intenti a sradicare la coca.
L'ottanta percento dei paesi del mondo (158 nazioni) ha sottoscritto il Trattato di Ottawa, che appunto mette al bando le mine anti-personali, e molti altri paesi si stanno preparando per sottoscriverlo. Nel 2010, 200 chilometri quadrati sono stati bonificati e più di un milione di mine distrutte. Il numero delle vittime è dunque in discesa, ma lo scorso anno continua a registrare 4000 morti o feriti da mina.
Loren Persi-Vicentic del Landmine Monitor ha spiegato infine che solo il nove percento dei fondi raccolti per la Campagna è dedicato ai feriti, che invece richiedono assistenza per il resto della vita. Sono dunque troppi i feriti e troppo pochi i soldi, perché ancora troppe sono le landmines che infestano il mondo. La Campagna non può abbassare la guardia.