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Il presidente del Venezuela Hugo Chavez ha fatto sapere, durante il programma
radiofonico che tiene abitualmente la domenica mattina sulla radio nazionale,
dell’esistenza di un piano segreto degli Stati Uniti per attaccare ed invadere
il Venezuela.
Il “controbalboa”. “Alla loro discesa li aspetteremo” ha detto il capo di Stato che ha continuato:
“Che non vi venga in mente di sbagliare. Avete già sbagliato molto qui. Non sbagliate
perché ve ne pentirete per 500 anni”. Intanto i generali dell’esercito venezuelano
hanno già predisposto un piano di difesa nazionale che si chiama “Contro Balboa”.
“I nostri generali” ha fatto sapere Chavez durante la trasmissione radiofonica
Alò Presidente “stanno studiando tutto questo”. Sempre secondo quanto detto dal
presidente Chavez, il Venezuela dispone di 500mila riservisti e, nelle ultime
settimane, sarebbero oltre due milioni le persone che si sarebbero iscritte nelle
liste dei potenziali partecipanti alla difesa della nazione. Inoltre Chavez ha
detto che nelle caserme i soldati sono al lavoro per aggiustare i carri armati,
gli aerei e oliare le armi e la popolazione verrà preparata affinché possa, in
caso di necessità, difendere il territorio e aiutare la Guardia Territoriale.
esportatore di greggio e uno dei maggior membri dell’Opec, è un dato di fatto.
Secondo quanto affermato dal giornalista Eleazar Diaz Ranger, la paura di Chavez
sarebbe fondata. Soprattutto alla luce di quello che è avvenuto dopo un anno dalle
esercitazioni del “Piano Balboa”. Racconta Diaz Ranger che nel mese di aprile
del 2002, infatti, Chavez venne deposto da un colpo di stato militare (durato
solo due giorni), e dai risvolti ancora molto confusi. Una certezza però il presidente
Chavez la deve avere. L’intelligence Usa conosce alla perfezione sia i piani di
difesa, sia la quantità di armi a disposizione del Venezuela, fatto che ha obbligato
il primo cittadino venezuelano ad ammettere che “non abbiamo armi sufficienti
per tenere testa alla potenza Usa”.Alessandro Grandi