22/11/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Grossa societÓ di lobbying suggerisce alle banche una campagna mediatica denigratoria contro il movimento

Una delle più note società di lobbying degli Stati Uniti, la Clark Lytle Geduldig & Cranford (Clgc) - che tra i suoi clienti annovera il partito Repubblicano, Goldman Sachs, Mastercard, il gruppo industriale Koch e diverse aziende petrolifere - ha offerto all'Associazione delle banche americane (Aba) un piano da 850mila dollari per costruire in due mesi una campagna mediatica denigratoria contro il movimento Occupy Wall Street.

Il piano della Clgc, svelato dalla Msnbc (network televisivo vicino ai Democratici), invita i banchieri a riflettere sui rischi che i loro interessi corrono nel caso in cui il movimento continui a crescere e venga cavalcato dai Democratici alle prossime scadenze elettorali.

"I principali strateghi del partito Democratico stanno apertamente discutendo i benefici elettorali che potrebbero trarre da un sostegno al crescente e sempre più organizzato movimento Occupy Wall Street". "Questa eventualità causerebbe problemi di non breve termine alle società di Wall Street" poiché "avrebbe un impatto politico e finanziario di lunga durata sulle compagnie messe sotto i riflettori".

C'è anche il rischio, secondo il rapporto, che sull'onda del movimento e delle sue "sovrapposizione con le posizioni populiste del Tea Party" "gli stessi Repubblicani smettano di sostenere le compagnie di Wall Street".

"E' di vitale importanza scoprire chi finanzia il movimento e per quali motivi. Se si può dimostrare che hanno ragioni ciniche di opportunismo politico, questo minerebbe la loro credibilità in maniera profonda" e renderebbe possibile "costruire una narrativa mediatica negativa sul movimento". Il rapporto lancia anche un suggerimento: "I media hanno speculato sul ruolo di George Soros".

Tra gli altre misure che la Clgc offre ai banchieri c'è anche "il monitoraggio dei social media" del movimento "per anticipare le loro mosse e per evidenziare linguaggio e idee estremisti in contrasto con il pensiero dell'americano medio".

Jeff Sigmund, portavoce dell'Aba, ha dichiarato alla stampa che il piano non è stato commissionato dall'associazione bancaria e che non verrà nemmeno preso in considerazione. Queste, almeno, le dichiarazioni ufficiali. In ogni caso la vicenda è rivelatrice del nervosismo che il movimento sta creando in certi ambienti politici ed economici.

Enrico Piovesana

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