18/11/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Il leader dei Labour, Ed Miliband, attacca il capitalismo predatorio e propone un manifesto in cinque punti

Il nuovo manifesto in cinque punti per una riforma del capitalismo porta la firma del leader dei Labour, Ed Milliband. In un'appassionato intervento alla conferenza della Social Market Foundation, il fratello dell'ex ministro degli Esteri ha attaccato con veemenza il capitalismo 'predatorio', responsabile della crisi, facendo appello a un'inversione di marcia che responsabilizzi il mercato: "Austerità in patria - ha tuonato Miliband - e austerità collettiva all'estero non sono le ricette per il lavoro, la crescita e il deficit". E' necessario quindi elaborare una serie di riforme, che interessino cinque aree.

La prima è il rapporto tra la finanza e l'economia reale. La necessità è quella di nuove relazioni, basate su un sistema bancario in grado di sostenere i prestiti all'imprenditoria. Il successo - secondo la guida dei Labour - non si misura solo sul profitto a breve termine, o sul pagamento delle tasse. "Gli imprenditori hanno bisogno di un sistema finanziario che dia riscontri a lungo termine, affinché i risultati si giudichino attraverso le ricadute nell'economia reale". Miliband ha citato la creazione di una Banca di investimento britannica e portato ad esempio i programmi statunitensi per la piccola e media impresa, grazie ai quali sono diventate leader mondiali società in principio modeste, come la Apple, FedEx e la Intel.

La seconda è la presa in prestito del lavoro di Michael Porter, scuola Harvard, ideatore di una teoria della competitività basata sulle 'cinque forze', una ricetta per ottenere profitto e al contempo soddisfare la clientela. Le aziende non devono cercare il profitto immediato, così come gli investitori istituzionali. "Dobbiamo capire perché i fondi istituzionali sembrano essere gestiti in modo che l'unica preoccupazione sia quella del rendiconto trimestrale. Gli imprenditori hanno bisogno di essere sostenuti nel lungo periodo". Miliband suggerisce di dare più potere agli azionisti che hanno scadenze a lungo termine, specie in un periodo di forti acquisizioni e fusioni. Il riferimento è al matrimonio Cadbury-Kraft del 2010. I Cda delle società oggetto di offerte di acquisto sono divisi tra l'obbligo di massimizzare i profitti per gli azionisti (vecchi e nuovi) e il desiderio di piani di crescita a lungo termine che potrebbero generare nuovi profitti.

Il terzo punto è l'incoraggiamento alle abilità vocazionali, per incontrare la domanda inevasa dal mercato. Ribadita la necessità di un sistema dove i benefici dell'apprendistato siano condivisi tra l'azienda, il lavoratore e la società.

Al quarto, il : "Come nel nostro sistema del welfare, dobbiamo assicurare rapporti equi tra contributo e ricompensa. Una regola che deve valere anche ai piani alti".

Infine, il richiamo alle grandi concentrazioni di potere privato 'non controllabili', che determinano l'aumento dei prezzi, sfruttano i consumatori e portano all'inefficienza. Poiché la crisi finanziaria sta disgregando i governi, "ciò significa che l'approccio di Blair e Brown, con il progresso sociale legato a doppio filo agli investimenti, deve terminare". In questo caso, il riferimento è ai monopoli bancari, energetici e della comunicazione. "Il capitalismo deve essere responabile, perché ad oggi il risultato è stato quello di minacciare i governi e lo stesso tessuto imprenditoriale del nostro Paese e dell'Europa intera".

Luca Galassi

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