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Il governo Monti vede la luce con il più largo consenso dell'Europa e delle forze politiche italiane. Nomi di alto profilo tecnico e di grandi capacità: tre donne alla guida di ministeri chiave, Interno, Giustizia e Welfare e altrettanti esperti assegnati agli altri ministeri. Nella squadra di governo spiccano le nomine di Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa San Paolo, e di Piero Gnudi, consigliere di amministrazione di Unicredit. Abbiamo chiesto un giudizio del nuovo esecutivo all'economista francese Jean Paul Fitoussi.
Professor Fitoussi, qual è il suo giudizio sulla squadra di governo?
Mi pare che si tratti di un governo molto competente che ha come obiettivo la crescita e ritengo che il ministero più strategico in questo senso, sia quello occupato da Corrado Passera. Monti ha fatto una scelta intelligente accorpando nel portafoglio del ministero per lo Sviluppo anche le deleghe per le infrastrutture, perché è da quelle attività che dipenderà la ripartenza della crescita in Italia. L'esecutivo, sulla carta, mi sembra ottimo. Comunque il governo andrà giudicato per i suoi atti.
Non è stata politicamente inopportuna la scelta di Passera?
Non credo che ci possa essere alcun problema. Penso, almeno me lo auguro, che Monti vigilerà molto sulla questione del conflitto d'interessi. A quanto pare la scelta di Monti si è basata essenzialmente sulla competenza: non è che un uomo, solamente perchè banchiere, non abbia le competenze a ricoprire un ruolo di governo. Monti ha tutti gli strumenti per evitare il sorgere di siffatti conflitti.
Ma il rischio è grosso, e noi abbiamo vissuto per 17 anni con l'incubo del conflitto d'interessi...
In questo caso il conflitto sarebbe molto più evidente anche se non capisco come possa verificarsi. Il conflitto potrebbe esserci tra le imprese private che partecipano al mercato pubblico delle costruzioni e alle infrastrutture.
Ecco, appunto, intendevo questo: Intesa San Paolo finanzia progetti di grandi imprese per grandi opere, ad esempio, ed ecco spuntare il conflitto...
Parleremmo allora di un conflitto indiretto, e come ho già detto, facilmente rintracciabile.
Sembra che i mercati siano rimasti impassibili di fronte al nuovo esecutivo
Tempo al tempo, diceva François Mitterand: i mercati non giudicano la fotografia della squadra, giudicheranno il programma e la sua attuazione.
Nicola Sessa