01/07/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



L'Italia è stata un fidato alleato nella guerra contro il terrore e ha prodotto significativi contributi in Afghanistan e Iraq. L'Italia ha dispiegato una task force composta da mille uomini in Afghanistan, il maggiore contingente militare dalla Seconda Guerra Mondiale. Il governo italiano mantiene circa 3mila soldati, personale civile e paramilitare (Carabinieri) in Iraq. A dispetto dell'attacco terroristico del 2 novembre al quartier generale dei Carabinieri a Nassiria, Iraq, che ha ucciso 19 cittadini italiani, l'Italia rimane uno dei quattro più importanti contribuenti di truppe e personale per le operazioni di stabilizzazione in Iraq.

Le autorità giudiziarie italiane conducono una efficace e persistente iniziativa contro i sospetti terroristi di stanza nel Paese, un'iniziativa fatta di inchieste, detenzioni, condanne ed espulsioni. Secondo dati del ministero dell'Interno, le autorità italiane nel 2003 hanno arrestato 71 individui sospettati di aver pianificato o fornito sostegno ad attività terroristiche. Molti di coloro che sono stati arrestati erano sospetti membri operativi di al Qaeda o reclutatori o collaboratori legati ad Ansar al Islam e ad altre organizzazioni estremistiche connesse ad al Qaeda.

A novembre, il ministero degli Interni italiano ha per la prima volta esercitato la propria autorità per espellere sette sospetti terroristi che lo stesso ministero riteneva costituissero una seria minaccia terroristica alla sicurezza nazionale italiana. Il governo italiano ha dichiarato che, sebbene le prove per l'arresto dei sospetti possano essere state 'insufficienti', una lunga inchiesta ha invece confermato come i 7 fossero estremisti islamici che minacciavano la sicurezza nazionale.

Combattere i finanziamenti al terrorismo è stato un altro obiettivo del governo italiano, come parte della lotta contro il terrore. Ad oggi, l'Italia ha adempito a quanto stabilito dal Consiglio di sicurezza Onu e altri provvedimenti della Ue in merito al congelamento dei beni. A gennaio l'Italia ha ratificato e reso applicativa la Convenzione internazionale per la soppressione dei finanziamenti al terrorismo, e adottato una serie di provvedimenti per modificare conformemente la legislazione italiana. Sulla base di tale ratifica, le sanzioni per il reato di riciclaggio di denaro - se commesso durante attività bancarie o professionali - sono estese anche ai reati collegati al finanziamento terroristico. Il governo italiano nel 2003 ha sottoposto 30 nomi di individui sospettati di legami con al Qaeda alla Commissione Onu per la Risoluzione 1267 affinché venissero inseriti nell'elenco consolidato di individui e/o entità associate con al Qaeda, i Talebani, o Osama bin Laden, al fine di renderli soggetti passibili di sanzioni. Il governo ha congelato i loro beni in Italia.

Anche il gruppo terroristico di sinistra italiano, le Nuove brigate rosse-Partito comunista combattente (Brccp), costituisce una persisente minaccia terroristica alla sicurezza nazionale. Le autorità italiane continuano i loro sforzi per smantellarlo e per prevenire attacchi terroristici da parte di questi ultimi, che negli ultimi anni hanno assassinato funzionari del governo come strumento terroristico. A marzo, due attivisti delle Br-Ccp hanno ingaggiato una sparatoria contro agenti di polizia su un treno. Uno dei leader del gruppo è stato arrestato ed è attualmente in carcere; un altro membro è stato ucciso. Successivamente, sulla base delle testimonianze di tale leader, le autorità italiane hanno arrestato in ottobre alcuni sospetti militanti delle Br-Ccp. Le stesse autorità hanno dichiarato di aver compiuto progressi significativi nello smantellamento del gruppo terroristico.

L'Italia aderisce a tutti e 12 i protocolli e le convenzioni internazionali relativi al terrorismo.

Categoria: Guerra
Luogo: Italia