Nonostante i recenti controlli abbiano condotto all'arresto di molti dei suoi
membri, la Fratellanza Musulmana dichiara che continuerà nella sua battaglia per
le riforme politiche in Egitto.
Fondata nel 1928 in proprio in questo Paese, l'organizzazione Fratellanza Musulmana
ha tentato di introdurre riforme morali e sociali nell'Islam attraverso l'applicazione
di principi basati sul Corano e sulle tradizioni orali (
) del profeta Maometto.
Una lunga storia. La Fratellanza Musulmana ha visto le sue file ingrossarsi durante la seconda
guerra mondiale e si è alleata per breve tempo con i movimenti nazionalisti egiziani
che volevano scacciare i britannici dal Paese
. Il primo ministro egiziano Fahmi Nokrashi,
nel 1848
fu ucciso da un membro della Fratellanza e questo generò una serie di rappresaglie
contro l'organizzazione. La polizia segreta egiziana assassinò il
murshid (leader morale e guida) Hassan El-Banna nel 1949 e da quel momento la rottura
dei rapporti tra i successivi governi egiziani e la Fratellanza non si risanò
mai più.
Il tentato omicidio del presidente egiziano Gamal Abdel Nasser nel 1954 ha portato
alla repressione su larga scala della Fratellanza. Molti furono arrestati e giustiziati.
Nel 1970, il presidente Anwar al-Sadat promise che la
sharia sarebbe stata introdotta in Egitto e che sarebbero stati migliorati i rapporti
con la Fratellanza. Ma questi degenerarono rapidamente dopo la pace del 1979 con
Israele, a cui i Fratelli si opponevano.
Dopo che migliaia di membri furono arrestati e torturati per la loro posizione
contro il trattato, al-Sadat fu assassinato da quattro membri della Fratellanza
nel 1981.
Quando fu ufficialmente posta fuori legge come partito, i membri si sono presentati
come indipendenti alle elezioni parlamentari e sindacali, e hanno lentamente aumentato
il numero dei seggi vinti.
Alla fine degli anni '90, la Fratellanza assunse un ruolo più attivo, chiedendo
riforme democratiche nel Paese.
Molte dimostrazioni a favore delle riforme che chiedevano al presidente Hosni
Mubarak di dimettersi hanno portato all'arresto di migliaia di esponenti, alcuni
dei quali hanno denunciato di essere stati torturati e vessati dalle forze governative.
Il governo ha giurato che non permetterà mai che la Fratellanza sia riconosciuta
come un gruppo di opposizione legittimo.
Il segretario di Stato statunitense Condoleezza Rice, in una recente visita nel
Paese, ha incontrato gruppi all'opposizione ma ha ignorato la Fratellanza Musulmana.
Aljazeera.net ha recentemente intervistato Mahdi Akef,
murshid e portavoce attuale della Fratellanza in Egitto.
Aljazeera.net: Siete stati banditi ufficialmente come partito, però avete un certo peso nel
Parlamento e nel consiglio della
Shura. Alcuni media vi dichiarano banditi, ma tollerati dal governo egiziano. Qual'è
il vostro rapporto con il governo egiziano?
Mahdi Akef: I governi e i regimi dittatoriali hanno una terminologia e gli piace usarla
con i media e la stampa. All'inizio, il governo era solito chiamarci un gruppo
sbandato. Dopo ci hanno chiamato un gruppo bandito. E io gli dico che la Fratellanza
Musulmana è un'organizzazione islamica che acquisisce la propria legittimazione
dalle masse popolari.
Questa è la vera democrazia; la Fratellanza Musulmana ha la maggioranza della
popolazione egiziana dalla sua parte. La prova è nei risultati elettorali: sia
nei sindacati che nelle commissioni la Fratellanza Musulmana ha la maggioranza.
E ci chiamano ancora un gruppo bandito nonostante tutti i media ci stiano intervistando.
Quando abbiamo partecipato ad una manifestazione simbolica, hanno arrestato tremila
dei nostri membri. Nonostante questi divieti, esistiamo, persistiamo. L'oppressione
non sta prendendo di mira solo noi ma tutti i partiti d'opposizione nel Paese.
Il punto è che non permetteremo a nessuno di sopprimerci. Questa è la nostra
religione e aderiamo ai suoi principi. Oltre ventimila membri della nostra organizzazione
sono stati arrestati negli ultimi dieci anni.
Qualunque oppressione non riuscirà a impedirci di dire quello che vogliamo.
Questo è quello che ci fa guadagnare popolarità tra le masse che credono in noi
perchè crediamo nella nostra causa.
A.J. Molti anni fa, avete rinunciato alla violenza e vi siete concentrati sul diventare
una macchina politica. Credete, insieme ai movimenti che richiedono riforme e
pressioni sul governo per permettere elezioni multipartitiche che sarete riconosciuti
come un partito legittimo?
M.A. Sono uno studente di El-Banna che durante tutta la sua vita ha ripudiato la
violenza. Lui [Maometto?] ha detto una volta: "Non ci si pur confrontare sui principi
eccetto che con i principi e non ci si pur confrontare sui pensieri eccetto che
con i pensieri e non con i bastoni o le lotte." Quindi non abbiamo mai accettato
la violenza come mezzo.
Ogni partito o movimento chiede riforme a suo modo e noi supportiamo chiunque
chieda riforme. Quest'era di attivismo politico con tutti i suoi movimenti, tendenze
e partiti h senza precedenti in Egitto. Questa h la risposta alla corruzione in
Egitto, che ha raggiunto livelli senza precedenti. La Fratellanza Musulmana fu
la prima a richiedere riforme nel marzo del 2004.
Come ho detto, la Fratellanza Musulmana h un'organizzazione islamica che trae
la sua legittimazione dalle masse. Di che altro abbiamo bisogno?
A.J. Vi immaginate al potere in Egitto un giorno? State cercando di far cadere il
governo egiziano?
M.A. Siamo gi` una potenza in Egitto.
Se consideriamo che la democrazia deriva dalla massa, allora siamo un potere
legittimato perchi il nostro potere deriva dalle masse.
Il governo si affida alle forze di sicurezza e le mobilita perchi servano il
suo interessa, ma noi ci affidiamo alle masse, alla loro fiducia e al loro supporto.
A.J. Ci sono molti esperti di media e di politica che dicono di temere la vostra
ascesa al potere perchi voi instaurereste una teocrazia di tipo iraniano. E' vero?
M.A. Siamo in Egitto e abbiamo la nostra visione e la nostra cultura, e il nostro
modo di pensare e principi che servono l'interesse di questa nazione. Ma non ci
curiamo di coloro i quali siedono su poltrone bizzarre e dicono parole che essi
stessi non comprendono. Ci sono uffici [ufficiali?] che sono pagati solo per insultare,
criticare e attaccare la Ikhwan (Fratellanza) e tutto cir che diciamo e facciamo.
A.J.
Che ruolo avranno le minoranze (cristiani, ebrei e gli altri non musulmani) nella
societ` secondo voi?
M.A. Seguiamo la nostra religione e il nostro Profeta nel relazionarci con rispetto
verso tutte le persone. L'Islam riconosce la dignit` di cristiani ed ebrei e speriamo
che ci trattino allo stesso modo. E' l'ignoranza della gente che sta causando
rancori tra di loro e non la loro religione.
A.J.
Boicotterete le elezioni presidenziali?
M.A. E' troppo presto per decidere. Non siamo nemmeno sicuri di chi saranno i candidati.
A.J. Come vedete il Kifaya (Basta!) e gli altri movimenti riformisti nella politica
egiziana? State lavorando con loro per fare pressione sul governo egiziano perchi
operi cambiamenti vitali alla legge elettorale?
M.A. Non siamo contro alcuno di quei movimenti; anzi siamo abbastanza d'accordo con
loro.
Richiediamo tutti e lavoriamo tutti per le riforme e quando le loro richieste
coincidono con le nostre richieste io li incoraggio e supporto, ma non mi oppongo
a loro perfino quando le nostre richieste differiscono. La Ikhwan rispetta tutti
i partiti e le tendenze nonostante le loro differenze.
A.J. Che opinione avete del referendum e dei suoi risultati?
M.A.
Il referendum h stato uno scandalo e semplicemente disgustoso.
L'articolo della costituzione emendato di cui tutti i media erano soddisfatti
h stato posto fuori del contesto ed ha perso il suo senso.
Hanno reso quasi impossibile candidarsi per qualunque candidato e in piy ci sono
altri 55 articoli della costituzione che definiscono i poteri presidenziali. Anche
questi devono essere emendati ma in effetti non sono stati toccati.
Questo emendamento della costituzione non h un passo lungo la strada delle riforme
ma piuttosto uno scandalo.