25/07/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Intervista di al-Jazeera al portavoce dei Fratelli Musulmani in Egitto
Nonostante i recenti controlli abbiano condotto all'arresto di molti dei suoi membri, la Fratellanza Musulmana dichiara che continuerà nella sua battaglia per le riforme politiche in Egitto. Fondata nel 1928 in proprio in questo Paese, l'organizzazione Fratellanza Musulmana ha tentato di introdurre riforme morali e sociali nell'Islam attraverso l'applicazione di principi basati sul Corano e sulle tradizioni orali (hadith) del profeta Maometto.
 
akefUna lunga storia. La Fratellanza Musulmana ha visto le sue file ingrossarsi durante la seconda guerra mondiale e si è alleata per breve tempo con i movimenti nazionalisti egiziani che volevano scacciare i britannici dal Paese . Il primo ministro egiziano Fahmi Nokrashi, nel 1848 fu ucciso da un membro della Fratellanza e questo generò una serie di rappresaglie contro l'organizzazione. La polizia segreta egiziana assassinò il murshid (leader morale e guida) Hassan El-Banna nel 1949 e da quel momento la rottura dei rapporti tra i successivi governi egiziani e la Fratellanza non si risanò mai più. Il tentato omicidio del presidente egiziano Gamal Abdel Nasser nel 1954 ha portato alla repressione su larga scala della Fratellanza. Molti furono arrestati e giustiziati. Nel 1970, il presidente Anwar al-Sadat promise che la  sharia sarebbe stata introdotta in Egitto e che sarebbero stati migliorati i rapporti con la Fratellanza. Ma questi degenerarono rapidamente dopo la pace del 1979 con Israele, a cui i Fratelli si opponevano. Dopo che migliaia di membri furono arrestati e torturati per la loro posizione contro il trattato, al-Sadat fu assassinato da quattro membri della Fratellanza nel 1981. Quando fu ufficialmente posta fuori legge come partito, i membri si sono presentati come indipendenti alle elezioni parlamentari e sindacali, e hanno lentamente aumentato il numero dei seggi vinti. Alla fine degli anni '90, la Fratellanza assunse un ruolo più attivo, chiedendo riforme democratiche nel Paese.  Molte dimostrazioni a favore delle riforme che chiedevano al presidente Hosni Mubarak di dimettersi hanno portato all'arresto di migliaia di esponenti, alcuni dei quali hanno denunciato di essere stati torturati e vessati dalle forze governative. Il governo ha giurato che non permetterà mai che la Fratellanza sia riconosciuta come un gruppo di opposizione legittimo.  
Il segretario di Stato statunitense Condoleezza Rice, in una recente visita nel Paese, ha incontrato gruppi all'opposizione ma ha ignorato la Fratellanza Musulmana. Aljazeera.net ha recentemente intervistato Mahdi Akef, murshid e portavoce attuale della Fratellanza in Egitto.
 
Aljazeera.net: Siete stati banditi ufficialmente come partito, però avete un certo peso nel Parlamento e nel consiglio della Shura. Alcuni media vi dichiarano banditi, ma tollerati dal governo egiziano. Qual'è il vostro rapporto con il governo egiziano?
 
Mahdi Akef: I governi e i regimi dittatoriali hanno una terminologia e gli piace usarla con i media e la stampa. All'inizio, il governo era solito chiamarci un gruppo sbandato. Dopo ci hanno chiamato un gruppo bandito. E io gli dico che la Fratellanza Musulmana è un'organizzazione islamica che acquisisce la propria legittimazione dalle masse popolari. Questa è la vera democrazia; la Fratellanza Musulmana ha la maggioranza della popolazione egiziana dalla sua parte. La prova è nei risultati elettorali: sia nei sindacati che nelle commissioni la Fratellanza Musulmana ha la maggioranza. E ci chiamano ancora un gruppo bandito nonostante tutti i media ci stiano intervistando. Quando abbiamo partecipato ad una manifestazione simbolica, hanno arrestato tremila dei nostri membri. Nonostante questi divieti, esistiamo, persistiamo. L'oppressione non sta prendendo di mira solo noi ma tutti i partiti d'opposizione nel Paese. Il punto è che non permetteremo a nessuno di sopprimerci. Questa è la nostra religione e aderiamo ai suoi principi. Oltre ventimila membri della nostra organizzazione sono stati arrestati negli ultimi dieci anni. Qualunque oppressione non riuscirà a impedirci di dire quello che vogliamo.
Questo è quello che ci fa guadagnare popolarità tra le masse che credono in noi perchè crediamo nella nostra causa.
 
A.J. Molti anni fa, avete rinunciato alla violenza e vi siete concentrati sul diventare una macchina politica. Credete, insieme ai movimenti che richiedono riforme e pressioni sul governo per permettere elezioni multipartitiche che sarete riconosciuti come un partito legittimo?
 
akefM.A. Sono uno studente di El-Banna che durante tutta la sua vita ha ripudiato la violenza. Lui [Maometto?] ha detto una volta: "Non ci si pur confrontare sui principi eccetto che con i principi e non ci si pur confrontare sui pensieri eccetto che con i pensieri e non con i bastoni o le lotte." Quindi non abbiamo mai accettato la violenza come mezzo. Ogni partito o movimento chiede riforme a suo modo e noi supportiamo chiunque chieda riforme. Quest'era di attivismo politico con tutti i suoi movimenti, tendenze e partiti h senza precedenti in Egitto. Questa h la risposta alla corruzione in Egitto, che ha raggiunto livelli senza precedenti. La Fratellanza Musulmana fu la prima a richiedere riforme nel marzo del 2004. Come ho detto, la Fratellanza Musulmana h un'organizzazione islamica che trae la sua legittimazione dalle masse. Di che altro abbiamo bisogno?
 
A.J. Vi immaginate al potere in Egitto un giorno? State cercando di far cadere il governo egiziano?
 
M.A. Siamo gi` una potenza in Egitto. Se consideriamo che la democrazia deriva dalla massa, allora siamo un potere legittimato perchi il nostro potere deriva dalle masse. Il governo si affida alle forze di sicurezza e le mobilita perchi servano il suo interessa, ma noi ci affidiamo alle masse, alla loro fiducia e al loro supporto.  
 
A.J. Ci sono molti esperti di media e di politica che dicono di temere la vostra ascesa al potere perchi voi instaurereste una teocrazia di tipo iraniano. E' vero?
 
M.A. Siamo in Egitto e abbiamo la nostra visione e la nostra cultura, e il nostro modo di pensare e principi che servono l'interesse di questa nazione. Ma non ci curiamo di coloro i quali siedono su poltrone bizzarre e dicono parole che essi stessi non comprendono. Ci sono uffici [ufficiali?] che sono pagati solo per insultare, criticare e attaccare la Ikhwan (Fratellanza) e tutto cir che diciamo e facciamo.
 
A.J. Che ruolo avranno le minoranze (cristiani, ebrei e gli altri non musulmani) nella societ` secondo voi?
 
M.A. Seguiamo la nostra religione e il nostro Profeta nel relazionarci con rispetto verso tutte le persone. L'Islam riconosce la dignit` di cristiani ed ebrei e speriamo che ci trattino allo stesso modo. E' l'ignoranza della gente che sta causando rancori tra di loro e non la loro religione.
 
A.J. Boicotterete le elezioni presidenziali?
 
M.A. E' troppo presto per decidere. Non siamo nemmeno sicuri di chi saranno i candidati.
 
nour, uno dei leader di khyfaiaA.J. Come vedete il Kifaya (Basta!) e gli altri movimenti riformisti nella politica egiziana? State lavorando con loro per fare pressione sul governo egiziano perchi operi cambiamenti vitali alla legge elettorale?
 
M.A. Non siamo contro alcuno di quei movimenti; anzi siamo abbastanza d'accordo con loro. Richiediamo tutti e lavoriamo tutti per le riforme e quando le loro richieste coincidono con le nostre richieste io li incoraggio e supporto, ma non mi oppongo a loro perfino quando le nostre richieste differiscono. La Ikhwan rispetta tutti i partiti e le tendenze nonostante le loro differenze.
 
A.J. Che opinione avete del referendum e dei suoi risultati?
 
M.A. Il referendum h stato uno scandalo e semplicemente disgustoso. L'articolo della costituzione emendato di cui tutti i media erano soddisfatti h stato posto fuori del contesto ed ha perso il suo senso.   Hanno reso quasi impossibile candidarsi per qualunque candidato e in piy ci sono altri 55 articoli della costituzione che definiscono i poteri presidenziali. Anche questi devono essere emendati ma in effetti non sono stati toccati.
Questo emendamento della costituzione non h un passo lungo la strada delle riforme ma piuttosto uno scandalo.
 
Doha Al Zohairy
 
Categoria: Politica, Popoli
Luogo: Egitto
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