05/07/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



La guerra della soia causa ogni anno decine di feriti
 
contadini del ParaguayIn Paraguay due campesinos del Movimento sin Terra perdono la vita, negli scontri con alcuni contadini brasiliani, molto probabilmente entrati illegalmente nel paese.
 
Bilancio pesantissimo quello degli scontri avvenuti le scorsa settimana a Vaqueria, una località a 250 chilometri dalla capitale paraguayana, Asuncion fra campesinos locali e latifondisti: oltre ai due contadini del Movimento Sin Terra che hanno perso la vita (uno aveva 20 anni e l’altro 49), altri due sono rimasti feriti e più di cinquanta tende sono state date alle fiamme mentre alcuni raccolti sono stati danneggiati.
Secondo le ricostruzione della polizia, cha ha anche effettuato una cinquantina di arresti fra i campesinos paraguayani, gli incidenti sarebbero scoppiati quando un latifondista della soia, accompagnato da alcuni campesinos brasiliani sarebbe entrato all’interno di una fattoria occupata da tempo e avrebbe cercato di distruggere tutto quello che trovava. Da questo sarebbe nata la violenta sparatoria.
 
I problemi agricoli. Non è la prima volta che si verificano incidenti di questo tipo, sono questioni legate alle attività rurali della zona. Al centro l’espansione della soia, un prodotto geneticamente modificato che nel corso degli ultimi anni ha causato notevoli problemi in molti paese del Sudamerica.  In Paraguay addirittura sono anni la zona degli scontriche si combatte un conflitto sotterraneo che vede da una parte “coloni” brasiliani che vogliono impossessarsi dei terreni utili per la coltivazione della soia anche se non sono all’interno del Brasile. Dall'altra i campesinos del Paraguay che, con le occupazioni, cercano di ottenere il riconoscimento al loro diritto a coltivare e a sopravvivere.
Anche la coordinadora nacional de organizaciones de mujeres rurales y indigenas de Paraguay, impegnata a combattere per la causa dei campesinos del Paragauy, ha più volte lanciato appelli affinchè si possa far luce sulle difficoltà che i contadini paraguayani sono costretti a affrontare. I diritti umani spesso vengono calpestati e sempre secondo quanto affermano nei loro comunicati ci sarebbe anche una forte collusione da parte delle forze dell’ordine e dell’esercito del Paraguay nelle azioni dei latifondisti brasiliani, anche in quelle avvenute la settimana scorsa. “Chiediamo alle organizzazioni internazionali di far conoscere questa situazione, e di trasmettere agli osservatori internazionali il fatto che in Paraguay non si rispettino i diritti dell'uomo” dicono nel loro comunicato. “Il presidente Duarte e il suo governo sono responsabili della presenza illegale straniera in terreni che dovrebbero essere destinati agli agricoltori poveri” ha detto Luis Aguayo dell’organizzazione campesina che ha rincarato la dose: “Le autorità non fanno niente per assicurare ai più poveri almeno un piccolo pezzo di terra da poter coltivare per la la bandiera del Paraguay propria sopravvivenza.”
 
Le necessità. I campesinos del Movimento sin Terra lamentano da tempo il fatto di non essere sufficientemente protetti dalle istituzioni. Le Comunità agricole hanno bisogno di molto aiuto, sia sottoforma di supporto legale (non si lasciano intimidire e, come avvenuto negli scontri con i brasiliani, reagiscono duramente) sia dal punto di vista sanitario. La sanità è stata privatizzata e nella stragrande maggioranza dei casi i contadini non vi hanno accesso. E, come se non bastasse, l’attività di fumigazione antiparassitaria li ha esposti a problemi di salute seri che prima non esistevano. Queste mancanze hanno spinto le organizzazioni dei campesinos sin terra a manifestare per le strade della capitale Asuncion in diverse occasioni.

Alessandro Grandi

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità