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Confermata la vittoria del leader filo russo del partito socialdemocratico del Kirghizistan (Sdpk), Almazbek Atambayev, alle elezioni presidenziali che si sono svote ieri.
Il primo ministro ha ottenuto il 62,8 percento dei voti, mentre al secondo posto si è piazzato Adakhan Madumarov con il 14,9 per cento, seguito da Kamtshybek Tashiyev.
La nomina giunge dopo il travagliato periodo di crisi diplomatica e di scontri etnici nel 2010 tra la componente uzbeka (13 per cento della popolazione) e quella kirghiza (65 per cento della popolazione), che causarono almeno 400 morti e 200 mila profughi, e a seguito della quale seguirono le dimissioni dell'ex reggente Kurmanbek Bakiyev, aprendo di fatto, per la prima volta nella storia di tutta l’Asia centrale, le porte ad una repubblica parlamentare. Roza Otunbayeva, che da allora aveva guidato il governo, non si è presentata alle elezioni.
Ma la vittoria del leader ha già creato perplessità e discussioni. Gli osservatori dell'Osce hanno rilevato "irregolarità significative" nella fase dello spoglio, mentre i due principali membri dell'opposizione, Adakhan Madumarov e Kamtchybek Tachiev, hanno chiesto l'annulamento del voto, rifiutandosi di riconoscere la vittoria del premier Almazbek Atambayev.
Parole chiave: Kirghizistan, elezioni presidenziali, brogli