28/10/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Altri Paesi alleati diventano partner commerciali degli Usa per la gestione delle comunicazioni satellitari durante i conflitti. Anche quelli nucleari

Il Canada parteciperà, finanziandolo con 477 milioni di dollari, al progetto statunitense Wideband Global Satellite System, il più avanzato sistema di gestione delle comunicazioni durante i conflitti, che il Pentagono ha fortemente voluto.

Il programma ha un ritardo di sette anni e un sovraccarico di spese rispetto alle stime iniziale. Oggi il sistema potrebbe venire a costare circa un miliardo e trecento milioni di dollari, circa il 40 percento in più rispetto a quella che era stata la cifra ipotizzata alcuni anni fa.

Il sistema dovrebbe essere in grado di far comunicare durante un conflitto, senza problemi, tutti i contingenti militati stranieri e quelli a loro alleati. E, secondo quanto raccontato, sarebbe in grado di funzionare durante qualsiasi tipo di conflitto, anche, eventualmente, durante un conflitto nucleare.

I lievitare veloce dei preventivi per la sua messa in opera però, ha costretto Washington a cercare soci fra gli alleato in grado di investire denaro. E allora, dopo una serie di consultazioni alla ricerca di partner finanziari si sono aggiunti agli Usa e al Canada anche Nuova Zelanda, Lussemburgo, Danimarca e Olanda. Tutti hanno finanziato l'ingresso nel progetto con un milione di dollari a testa.

Differente la posizione dell'Australia che avrebbe proposto un finanziamento molto sostanzioso in cambio, però, di una porzione funzionale del progetto e, probabilmente, il controllo del satellite che monitora l'area sopra l'Oceano Indiano.

In una fase storica dove il mondo è orientato verso la riduzione delle armi nucleari ci si chiede perchè tanti investimenti per un sistema che prevede anche la guerra atomica.

Ne abbiamo discusso con Germano Dottori, professore di studi strategici alla Luiss di Roma.
"La tendenza alla riduzione della armi nucleari riguarda esclusivamente i Paesi protagonisti della prima era nucleare, quella che noi inquadriamo nel periodo storico della guerra fredda. Riducono le armi nucleari gli Stati Uniti, la Russia, la Francia e la Gran Bretagna. Ma in realtà nel mondo esistono anche altre potenze che sono in possesso di armi nucleari e non pensano minimamente a ridurle, anzi le stanno aumentando di quantità. Penso ad esempio al Pakistan. Poi dobbiamo tenere conto anche della proliferazione orizzontale, cioè quel numero di Paesi che aspirano ad acquisire questo tipo di armamenti" dice Dottori.

L'esperto di strategie continua
: "Penso ad esempio all'Iran, ma non solo a lui. Raggiungesse Teheran la capacità di dotarsi di ordigni nucleari molto verosimilmente noi avremmo un problema nella penisola arabica e uno anche in Turchia. Siccome poi questi Paesi si trovano nelle aree più turbolente del mondo, dove si è concentrato il grosso degli interventi militari degli ultimi anni, non c'è nulla di sorprendente se poi a un certo punto qualcuno da questa parte di mondo cerca di cautelarsi rispetto a questa evenienza. Io però sono convinto che un paese che si dota di armi nucleari diventa sostanzialmente inviolabile. Ed è una delle grandi lezioni che ci ha dato la guerra di Libia.

Ma oggi quanto è importante avere il totale controllo dei satelliti?
Sono decisivi. Chi ha il controllo militare dell'aerospazio, e i satelliti sono una componente essenziale di questa supremazia, in realtà controlla militarmente il mondo. Una delle ragioni per le quali gli Stati Uniti stanno cessando di contribuire attivamente alla stabilizzazione delle periferie dell'Eurasia è proprio il fatto che intendono a trasferire il costo di questa stabilizzazione in capo ai paesi che loro giudicano potenzialmente rivali, in modo tale che questi abbiano meno risorse da investire nello sviluppo di programmi nucleari.

Alessandro Grandi

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