“Quando una cosa ci mette più di sei mesi, o è una gravidanza o non ne vale la
pena”. Così si legge all’inizio del libro che ha scritto con il Sub Marcos. La
rivolta zapatista vale la pena?
La frase è di Marcos, non mia. Dovete chiederlo a lui. Sicuramente vale la pena.
E’ evidente che non si può stare qui a discutere molto sull’importanza di questa
rivolta. La ribellione degli indigeni zapatisti è basata su un fatto storico,
è basata su una situazione di ingiustizia, e pertanto si giustifica.
Lei ha scritto diversi libri, anche sul Comandante Ernesto "Che" Guevara, protagonista
della rivoluzione cubana. Si possono paragonare i due personaggi?
No, assolutamente no. Non si possono paragonare questi due personaggi per un
motivo decisamente fondamentale. Il comandante Ernesto Guevara per me è stato
molto importante ed è una personalità che già vive nella storia. Pertanto bisogna
trattarlo come un personaggio storico. Il Sub comandante Marcos, invece, è un
personaggio attuale, il nostro rapporto si è basato sulla scrittura di questo
volume, é un personaggio che bisogna trattare con l'arte del giornalismo dell’attualità
e non con quella della storia.
Secondo lei quali sono i pregi e quali i difetti del movimento zapatista ?
Beh, che dei difetti ne parli il nemico degli zapatisti, che in questo momento
si sta incaricando di farlo costantemente e con grande abilità. Per quanto riguarda
i pregi, gli zapatisti hanno senza dubbio una indiscutibile dignità, hanno una
visione critica della
situazione che viene vissuta dalle minoranze indigene del Messico e di tutta
l'America Latina. Gli indios sono stati esclusi dalla fase di progresso del ventunesimo
secolo, dove invece è andato il mondo "occidentale" lasciandoli fermi, abbandonandoli
al sedicesimo secolo. Questa esclusione di una parte della società dal “diritto”
ad avere un futuro giustifica pienamente la loro ribellione.
Alla luce dei fatti di questi ultimi giorni, cosa accadrà in Chiapas?
Questa è una risposta che potrei dare se avessi una palla di vetro, di quelle
che servono per vedere il futuro...ma le bocce le uso solamente durante le partite
di bowling. La nostra capacità di previsione del futuro è molto limitata, realmente inesistente,
come il socialismo polacco.
Come può la letteratura fare da trait d’union, come può essere in qualche modo d’aiuto alle lotte indigene?
La letteratura è sempre di aiuto. La letteratura è il lampo, l'illuminazione,
la costruzione del pensiero critico, la costruzione della solitudine che si crea
fra il lettore
e l'autore del pensiero utopico. La letteratura sempre esprime la qualità della
società.
I proventi dei diritti di autore del libro scritto a quattro mani con il Sub
Comandante Marcos andranno a Enlace Civil, un’organizzazione che aiuta i progetti
zapatisti e alla quale da poco sono stati chiusi i conti correnti bancari per
paura di un eventuale riciclaggio. Come farete a portare loro i soldi?
Questo non è un problema. In un modo o nell’altro
soldi li faremo arrivare ugualmente. Non esistono al mondo cose impossibili. Se
nel lontano 1913 Pancho Villa riuscì a contrabbandare, alla frontiera con gli
Stati Uniti, circa ventimila vacche per comprare le munizioni per fare la rivoluzione
messicana, a due autori intelligenti, come il Sub Comandante Marcos e Paco Ignacio
Taibo II, non costerà nessuna fatica far arrivare i soldi a Enlace Civil.
Questo è un momento storico per gli indigeni zapatisti messicani?
La realtà si costruisce a partire dalla continuità di momenti storici. Questo
è un altro dei momenti storici.