01/07/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.25 - 2005 dal 24/6 al 30/6
Colombia. Il 26, le Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) fanno strage di soldati e Uribe trasferisce il governo nella base militare di Tresesquinas, per prendere le redini della controffensiva. Si tratta della più grave strage di militari degli ultimi tre anni. E' avvenuta nella regione meridionale di Putumayo, dove 25 soldati hanno perso la vita nello scontro a fuoco contro i guerriglieri.
La reazione governativa non si è fatta attendere: la regione è stata letteralmente invasa da mille effettivi dell'esercito, spalleggiati da elicotteri. Quindi il presidente si è riunito in un consiglio di sicurezza con le autorità militari e civili del municipio di Puerti Asís, nei pressi della frontiera con l'Ecuador. Questo stato di emergenza ha preoccupato le Nazioni Unite e le organizzazioni umanitarie, che hanno criticato la decisione del presidente colombiano. Il 29, l'esplosione di alcune mine in un campo da calcio nella Colombia meridionale ha provocato tre morti e 16 feriti. La deflagrazione è avvenuta nel villaggio La Palestina, in prossimità della città di Vistahermosa. Lo stesso insediamento era stato teatro il giorno precdente dell'esplosione di una bomba che aveva causato 7 morti e 12 feriti. Il governatore della provincia colombiana di Meta, Edilberto Castro, ha addossato la responsabilità alle Farc, la guerriglia di ispirazione marxista. Certo è che la zona è ormai teatro di una guerra aperta.

Haiti. Il 24 un soldato della Minustah, la missione di stabilizzazione delle Nazioni Unite, è rimasto ferito gravemente dopo uno scontro a fuoco avvenuto nella capitale Port au Prince. La sparatoria ha avuto luogo durante un controllo dei militari nella bidonville più degradata della capitale, Citè Soleil. Il soldato è stato immediatamente trasferito nella Repubblica Dominicana per essere sottoposto ad intervento chirurgico. Il 30, a Port au Prince si sono verificati violentissimi scontri a fuoco che hanno causato la morte di 6 rivoltosi, molto probabilmente appartenenti alle milizie ancora vicine al presidente Jean Bertrande Aristide. Fra i militari non ci sono stati morti e nemmeno feriti.

Cecenia (Fed. Russa). Il 24 alla periferia di Grozny 2 soldati del battaglione ‘Vostok’ (irregolari ceceni al servizio dei russi) sono stati uccisi dai guerriglieri indipendentisti. 4 soldati russi sono morti in altri combattimenti in diverse zone della Cecenia.Nel villaggio di Shalazhi, distretto di Urus-Martan, 3 poliziotti ceceni sono stati uccisi durante un combattimento con i ribelli.
Il 28 a Chechen-Aul, distretto di Grozny, un camion militare Ural è stato fatto saltare con una bomba telecomandata: 2 soldati russi sono morti.
Il 29 a Pervomayskaya, alla periferia est di Grozny, soldati russi e ceceni del battaglione ‘Zapad’ e guerriglieri ceceni si sono dati battaglia per ore: il bilancio finale è di due guerriglieri ceceni uccisi.
Sempre il 29 altri scontri si sono verificati nella regione che circonda la capitale tra guerriglieri e soldati del battaglione ‘Vostok’: almeno tre soldati sarebbero stati uccisi.
Secondo i guerriglieri altri otto militari russi e ceceni sono morti in scontri e agguati verificatisi nei distretti di Urus-Martan e Itum-Kalé.
Il 30 altri combattimenti nel distretto di Urus-Martan sono finiti con la morte di un soldato russo e di 2 guerriglieri ceceni.
Lo stesso giorno nel distretto meridionale di Nojai-Yurt 2 soldati russi sono morti nell’esplosione di una mina esplosa al passaggio del loro mezzo.

Israele-Palestina. Il 24, a Jenin in Cisgiordania, è avvenuta una sparatoria nella notte fra miliziani delle Brigate dei Martiri di al-Aqsa e la polizia. Un agente dell'Autorita' Nazionale Palestinese è rimasto ucciso. Il 26, è morto il ragazzo israeliano di 16 anni che era rimasto ferito due giorni prima durante gli scontri con miliziani palestinesi in Cisgiordania. Il 29, al confine tra Libano e Israele, le milizie Hezbollah hanno lanciato razzi contro una base israeliana uccidendo un militare di Tel Aviv. Un palestinese è rimasto ucciso nel tentativo di attaccare l'insediamento ebraico di Morag, nella Striscia di Gaza.

Algeria. Il 25, un ordigno piazzato vicino alla strada è esploso al passaggio di un convoglio militare algerino nei pressi della cittadina di Tizi Ouozou uccidendo un militare e ferendone un altro.

Sudan. Il 23 è iniziata la controffensiva del governo di Khartoum contro i ribelli dell’’Eastern Front’ intorno alla città di Toker, 120 chilometri a sud di Port Sudan, vicino alle coste del Mar Rosso. Cacciabombardieri Antonov hanno colpito indiscriminatamente postazioni delle milizie Beja e Rashaida come villaggi abitati da civili. L'aviazione ha bombardato per quattro giorni. Gli ospedali di Port Sudan e Toker hanno prestato le prime cure a centinaia di vittime dei bombardamenti, ma i governativi hanno proibito l’accesso ai nosocomi agli operatori umanitari, il che impedisce di tracciare un bilancio esatto di morti e feriti. L’offensiva dei ribelli del ‘Fronte orientale’ era iniziata domenica 19 giugno contro gli avamposti governativi di Toker.

Burundi. Il 24, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa missionaria ‘Misna’, militari regolari e gruppi armati delle ‘Forze di liberazione nazionale’ (Fnl) si sono scontrate nei dintorni di Mutambu, 20 chilometri a sud della capitale Bujumbura. Non sono disponibili dati sul numero di morti e feriti.

Zimbabwe. Il 24 la BBC ha riferito che due bambini sono rimasti uccisi nelle baracche in cui abitavano con le loro famiglie nei sobborghi di Harare. Sono le prime vittime della campagna di sgomberi forzati a colpi di bulldozer lanciata dal presidente Robert Mugabe. L’operazione, battezzata ‘Sgomberiamo la spazzatura’ (Murambatsvina), ha attirato le critiche di oltre 200 associazioni umanitarie e ha richiesto l’intervento della direttrice dell'agenzia Onu per l’abitazione ‘Habitat’ Anna Kajumlo Tibaijuko. I due bimbi avevano 18 mesi e due anni e vivevano nel sobborgo di Chitungwiza; sono morti per le ferite cerebrali riportate nel crollo dei muri delle loro abitazioni.

Kashmir indiano. Il 24, 9 soldati indiani sono morti e altri 15 sono rimasti feriti per l’esplosione di un’autobomba fuori da un sito turistico della capitale Srinagar. L’attentato ha colpito un convoglio dell’esercito che stava passando accanto ai giardini di Nishat.
L’insurrezione dei ribelli musulmani contro l’esercito indiano è cominciata nel 1989 e finora ha provocato almeno 40mila vittime.
Il 26, 3 presunti ribelli islamici sono stati uccisi dai soldati indiani mentre cercavano di attraversare il confine tra il Kashmir indiano e quello pachistano.
Il 27, uno studente del college di Baramulla è rimasto ferito per l’esplosione di una granata fuori dall’istituto. Il 28, un militante islamico e 3 poliziotti sono morti in una battaglia nel distretto meridionale di Doda. Il 29, 17 persone, tra le quali diversi civili, sono rimaste ferite in due attacchi guerriglieri.

Sri Lanka. Il 30, tre soldati sono stati uccisi in un attacco di presunti ribelli delle Tigri tamil nel distretto orientale di Batticaloa. Dai primi anni ’80 nell’Est e nel Nord del Paese i guerriglieri separatisti delle Tigri combattono contro l’esercito governativo e finora sono morte 65mila persone.

India. Il 24, almeno 20 persone sono rimaste uccise in uno scontro a fuoco tra ribelli maoisti e poliziotti a Champaran est nello Stato nord-orientale del Bihar. I guerriglieri potrebbero avere legami con i maoisti nepalesi.

Nepal. Il 25, almeno 5 maoisti e 1 soldato sono rimasti uccisi in uno scontro nel Nepal occidentale. I ribelli avrebbero attaccato un checkpoint nel distretto di Bardiya.
Il 27, 12 militari nepalesi sono stati uccisi e 21 feriti dai ribelli maoisti nel Sud-Ovest del Paese. Gli scontri si sono verificati nel villaggio di Khandaha, distretto di Arghakhanchi. I ribelli, secondo quanto hanno reso noto fonti militare, hanno teso un'imboscata a soldati e poliziotti.
Dal 1996 i ribelli maoisti combattono contro l’esercito reale per rovesciare la monarchia e instaurare una repubblica comunista. Nel conflitto finora sono morte almeno 11mila persone.

Aceh (Indonesia). Il 23, l’operatrice umanitaria della Croce Rossa Eva Yeung, di 28 anni e originaria di Hong Kong, è morta per un colpo di arma da fuoco mentre stava viaggiando lungo una strada nei pressi di Lamno, 80 chilometri a sud della capitale Banda Aceh. Ad uccidere la Yeung potrebbero essere stati i guerriglieri separatisti attivi nella provincia indonesiana o alcuni banditi.

Thailandia.
Il 28, 3 buddisti sono stati uccisi da colpi d'arma da fuoco. Le vittime erano un impiegato edile, un bidello di scuola, assassinati nella provincia di Yala, e un commerciante di polli, ucciso nella provincia di Pattani. Il 29, un buddhista è stato decapitato, portando così ad otto il numero dei morti dall'inizio del mese nella regione. Il corpo della vittima è stato ritrovato dietro una moschea nella provincia di Narathiwat, una delle tre a maggioranza musulmana e colpite dall’odio religioso.


Filippine. Il 28, un commando di uomini armati ha ucciso 15 persone, in un villaggio nella regione meridionale del Paese. Le vittime sono perlopiù donne e bambini. La notizia è stata resa nota da fonti militari, secondo le quali si tratterebbe di un regolamento di conti tra clan avversari.

Bangladesh. Il 24, decine di piccoli ordigni artigianali sono esplosi nelle vicinanze di una moschea della minoranza musulmana Ahmadiya, nel centro del Bangladesh. Gli Ahmadiya sono musulmani perseguitati dagli estremisti religiosi della maggioranza sunnita che non li considerano veri credenti, perché non credono che Maometto sia stato "l'ultimo profeta". Questa comunità religiosa conta in Bangladesh circa 100mila persone.
Categoria: Guerra
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