30/06/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Un bambino di 11 anni muore, dilaniato da un ordigno inesploso
Un panorama della zona di San FantinoSan Fantino è un piccolo paese di contadini, a sud est di Reggio Calabria.
Tanto a sud est che dalla spiaggia di San Lorenzo a mare non si vede nemmeno più la costa siciliana.
Zona povera, zona di montagna. San Fantino è un grumo di case, di giardinetti, di orti.
La nonna di Angelo (il nome e il cognome di un minorenne, altro dettaglio afgano, sulle pagine di tutti i giornali) stava proprio zappando il suo orto.
La zappa tocca qualche cosa di duro, di metallico. Un cilindro. Strano, mai visto nulla del genere.
Angelo, ha undici anni e, come tutti gli undicenni, è curioso. Un oggetto di metallo a forma di cilindro trovato sottoterra, per lui come per tutti i bambini del mondo, è un tesoro.
Angelo se lo coccola, questo tesoro, lo stringe in grembo.
Ma dal tesoro, come in un fumetto di Dylan Dog, escono i fantasmi. I fantasmi della guerra.

una cluster bombPotente quanto basta. Sono fantasmi per nulla eterei. E' polvere esplosiva. Il cilindro, lì da chissà quanto tempo, torna vivo. Angelo invece muore. Il suo corpo dilaniato dall'esplosione di un pezzo bellico ancora non identificato. Un proiettile di contraerea, un innesco. Nulla di troppo potente: le case sono rimaste in piedi. Chissà.
Faranno l'autopsia, i medici. Cercheranno tracce, gli investigatori.
Per ora, tracce non ne sono state trovate. E Angelo Verduci, il giornalista del Quotidiano della Calabria che per primo ha raccolto la storia, racconta che "in quella zona non erano mai state fatte segnalazioni di ritrovamenti di armi che potessero ricondurre a malavita attuale. Semmai, residuati bellici. Non proprio in quel paese, ma in quella zona sì, ne sono stati trovati non pochi".
 
Era una zona di contraerea, quella fascia premontana del reggino.
E' una zona ad alto contenuto di malavita, il Reggino.
Ma sempre di guerra si tratta. E gli investigatori, non avendo trovato sul luogo alcuna traccia recente, a parte i segni neri lasciati dall'esplosione, pur non sbilanciandosi ufficialmente propendono per l'ipotesi dell'ordigno inesploso.

E l'Italia è per un giorno - meglio, per qualche ora - Afghanistan, Cambogia, Iraq, Cecenia. Posti dove, ogni giorno, centinaia di angeli smettono di crescere.

Maso Notarianni

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