31/08/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Una carovana di artisti partirà da Perugia diretta verso l'India
Il Mahatma GandhiUna carovana nomade, composta da un gruppo di artisti a bordo di un autobus assai policromo, è in partenza da Perugia e farà rotta verso l’India. Attraversando l’Europa dell’est, la Turchia, l’Iran e il Pakistan, tenteranno di lasciare alle persone che coinvolgeranno in ogni città, tracce della filosofia che li ha motivati: un pensiero giunto in Italia proprio dall’India, dall’insegnamento e dalle opere del Mahatma Gandhi.
 
Il progetto si chiama: Da Capitini a Gandhi, una strada per la non violenza. Nato un anno fa dalla collaborazione fra il Gruppo Teatrale Alia e i Comuni di Perugia e Bologna, si pone l’obbiettivo di rianimare la cultura della non violenza attraverso una serie di iniziative, che si svilupperanno sulla rotta fra Perugia e New Delhi (India), che verrà percorsa in pullman da 14 artisti, nel periodo compreso fra l’11 Settembre e il 22 Ottobre. La prima data sarà a Bologna, nell’anniversario dell’attentato alle Torri Gemelle, a partire dalle 18:00, in Piazza Nettuno, dove Alia presenterà un evento di notevole interesse, un intreccio di teatro di strada, filosofia, dramma, riflessione e comicità grottesca. La Carovana presenta anche una mostra itinerante, con opere pittoriche e installazioni, sul tema della non violenza, che giungerà fino a New Delhi per essere regalata al Museo Mondiale della Non Violenza presso la Fondazione Gandhi, la cui Presidentessa, Sonia Gandhi, si è mostrata da subito interessata allo sviluppo del progetto. Gabriele Bassoli, membro del Gruppo ALIA, ci ha spiegato quali sono le loro aspettative nei confronti di un viaggio così lungo e quali, i messaggi che intendono lanciare con la carovana della non violenza.
 
"La Carovana Alia in poco più di un mese attraverserà l’Est Europa, la Turchia, l’Iran, il Pakistan fino all’India con lo scopo di instaurare dialoghi, contatti e proporre approfondimenti con popoli così lontani, sul tema universale della non violenza. Convocheremo vere e proprie assemblee popolari, discuteremo di diritti civili, di rifiuto alla guerra, di tortura, di collettivismo e alfabetizzazione. In realtà non pretendiamo di lanciare alcun messaggio, piuttosto, tenteremo di lasciare tracce della filosofia di Aldo Capitini, fondata sull’apertura al prossimo, attraverso l’attenzione agli altri come singoli individui, attraverso l’interesse per la libertà e la fantasia altrui, e il rifiuto della menzogna e il desiderio dello sviluppo di tutti (che è la non violenza in sé ). Giocando alla non-violenza con i bambini delle comunità comunicheremo anche coi loro genitori, abbiamo l’illusione di emancipare le loro coscienze e far si che si pongano nuove domande, esigendo delle risposte da sé stessi. "
 
Una delle questioni aperte, destinate a trovare qualche risposta concreta solo durante il viaggio, è il problema del registro da scegliere per comunicare i principi della non violenza a persone vissute in situazioni conflittuali e di disagio, per esempio, ai bambini iraniani. Gabriele motiva la scelta dei linguaggi dell'arte di strada e del teatro raccontando come le performance che verranno proposte potranno variare a seconda del contesto, in modo da interagire teatralmente con le persone; basandosi ad esempio sul canovaccio della storia di un gruppo di soldati che impazziscono. "Inviati al fronte, al confine col deserto, per combattere nemici invisibili, e non potendo scappare in alcun luogo, cuciono toppe colorate sulle grigie uniformi e, invece di sparare fuoco cominciano a sputarlo, piuttosto di combattere con la spada, cominciano a ingoiarla, costruiscono marionette per dar loro ordini e trasformano le armi in strumenti musicali e imparano a suonarli come fiati e cornamuse…diventando inconsapevolmente dei clown. Il rifiuto della guerra, vista come madre infanticida, è lo psicodramma dei clown contro le stragi di innocenti, contro la sottrazione di enormi mezzi allo sviluppo civile, contro l’involuzione dell’educazione democratica e aperta, contro il soffocamento di ogni proposta di miglioramento, contro la fame, la morte, la fine…"
 
"Certamente -continua Gabriele - la dimensione artistica non è il fine ultimo ma solo un mezzo, useremo le dinamiche comunicative, del teatro e della musica, per instaurare un rapporto socievole e amichevole con le popolazioni locali, poiché secondo Aldo Capitini “la festa è la piena realizzazione della compresenza e dell’omnicrazia, unendo i singoli in una collettività”. Le nostre culture solo lontane solo in un'ottica politica, poiché concettualmente, sempre secondo Capitini “fa sempre comodo costruire due blocchi politico-militari, per poi separarli culturalmente, cosicché siamo portati inconsciamente a scegliere il male minore, che coincide sempre col nostro maggior vantaggio”. Oltre l’ipocrisia e l’indurimento dei due blocchi, al di là del terrorismo e la forza della violenza espansionistica neoliberista senza scrupolo , "oggi è certamente evidente che ci sono popoli, società civili e apparati istituzionali che cercano di vincere la paura del confronto e curiosamente si affacciano oltre il proprio confine, e ribellandosi comprendono il valore della dimensione collettiva dell'Uno-Tutti" identificandosi al di là del proprio bene, al di là del male altrui. Questa tendenza, secondo Capitini "guarisce la politica dalla fretta e dalla sua impazienza, poiché la violenza, la frode, anche se strumenti di un processo con un obiettivo puro, finiscono per far perdere il fine reale, per il bene del singolo, a scapito della giustizia collettiva". "
 
Il percorso di 8mila km attraverso l'Europa e l'Asia del Sud si concluderà a New-Delhi, ma prima dell'arrivo in India la carovana si fermerà in alcune città dove saranno consegnati anche presidi sanitari, cassette del pronto soccorso e attrezzi da lavoro. Tra questi aiuti ci saranno anche degli impianti idraulici donati dai Vigili del Fuoco, che contribuiranno alla ricostruzione di Bam (Iran) colpito da un terremoto di quinto grado della scala Richter il 30 dicembre 2003.
 
"Bam è solo una delle 21 città in cui ci fermeremo, per proporre le nostre riflessioni in chiave teatrale, le altre saranno Sofia, Istanbul, Ankara, Teheran, Jaipur, Karachi fino a New Delhi, dove termineremo il progetto consegnando le opere d'arte, di cui siamo custodi, nelle mani di Sonia Gandhi, come simbolo di unione pacifista integrale fra Italia e India.
 
Stiamo già pensando al futuro, stringendo rapporti con organizzazioni importanti, affinché questa Carovana in gestazione diventi un evento visibile e fruibile da tutti coloro lo desidereranno, magari a cadenza biennale, per creare simbolicamente, un'alleanza di opposizione non violenta all'inciviltà che pare immortale e alla disumanità di chi sfrutta la parola democrazia, per fare guerra, per garantirsi poltrone e profitti."
 
Naoki Tomasini
Categoria: Guerra, Pace