Sciopero in
carcere Olimpiadi sì, permessi no: questa la
morale, in Grecia, per le due settimane di giochi. Ai detenuti saranno,
infatti, negati i normali permessi d’uscita, per “ragioni d’ordine
pubblico”. I carcerati non hanno gradito ed hanno iniziato uno sciopero
della fame ad oltranza, chiedendo anche che vengano migliorate le
condizioni generali di vita nelle prigioni greche, troppo spesso
sovraffollate.
Pistoleri ai
giochi Un accordo “privato” con Washington e
via: agenti Usa e inglesi potranno girare armati dentro il villaggio
olimpico, a dispetto delle regole internazionali. La notizia è
trapelata da qualche giorno ed è legata, naturalmente, alle esigenze di
“sicurezza” rispetto agli attacchi terroristici. Per il governo di
Atene è una situazione anomale: la legge greca, infatti, proibisce a
tutti i cittadini stranieri di girare armati. Per salvare la faccia, le
armi degli statunitensi e degli inglesi arriveranno con “corriere
diplomatico”, evitando alla dogana ellenica imbarazzanti
perquisizioni.
Gioca
Pulito Sono partiti da Lovanio, in Belgio, in
25, tutti in bicicletta, lo scorso 30 luglio. Meta finale: Atene, per
portare ai giochi una fiaccola di solidarietà e giustizia sociale.
L’iniziativa è del gruppo “Gioca Pulito alle Olimpiadi” (Fair Play at
the Olympics), campagna che vuole convincere il Comitato Olimpico a
spezzare i legami con le multinazionali dell’abbigliamento sportivo. La
campagna è promossa da varie associazioni e gruppi, sparsi in 25 paesi
del mondo.
Senza mamma non si
può Lisa Rumbewas, pesista indonesiana medaglia
d’argento a Sydney nel 2000, potrebbe diventare la protagonista del più
curioso rifiuto a partecipare alle Olimpiadi nella storia. L’atleta,
infatti, ha minacciato di non gareggiare se il comitato olimpico del
proprio paese continuerà a negare a sua madre il permesso di seguirla
ai giochi. Insomma, niente mamma, niente gare per Rumbewas, che per
altro è la candidata numero uno alla vittoria finale nella sua
specialità.
Una sola donna per
l’Iraq Si chiama Ala Hikmad, ha 19 anni e sarà
l’unica donna della delegazione sportiva irachena ad Atena. Hikmad
parteciperà alle gare di atletica, nei 100 e 200 metri piani. Ha detto
di essersi allenata con scarpe da gara di seconda mano, aggiungendo che
era pronta ad arrivare ad Atene anche scalza. Poi ha aggiunto: “Corro
veloce, ma nel mio paese le pallottole sono più veloci di me”.
In due per
l’Afghanistan Per la prima volta nella storia
dei Giochi e del Paese, l’Afghanistan avrà due donne in gara alle
Olimpiadi. Sono Robina Muqimyar – che correrà i 100 metri – e Friba
Rezihi – judoka. Nelle ultime settimane si sono allenate nell’isola
greca di Lesbo e si sono dette felici di poter gareggiare alle
Olimpiadi, soprattutto perché – hanno aggiunto - in Afghanistan sono
ancora molti ad opporsi alla partecipazione delle donne alle gare
sportive o agli spettacoli televisivi.
Carl Lewis conto
Bush Parole pesanti quelle dell’ex “figlio del
vento”: “Se gli atleti americani saranno fischiati alle Olimpiadi, la
colpa sarà solo del presidente Bush”. Questo ha dichiarato Carl Lewis,
plurimedagliato sprinter e saltatore in lungo. L’ex atleta si è detto
totalmente contrario alla politica estera e interna di Bush e dei neo
conservatori, aggiungendo che “piuttosto che votare Bush mi farei tagliare la
testa. Voglio
battermi per l’elezione di Kerry”.
Sicurezza: spesi 1,18 miliardi di
euro E’ da record il budget investito nella
sicurezza ai giochi di Atene: 1,18 miliardi di euro. Per fare un
paragone, a Sydney, nel 2000, la cifra spesa fu appena un quarto di
questa. Per giustifica la somma, il presidente del Comitato Olimpico,
Jacques Rogge, ha parlato di “difficoltà nell’organizzare i giochi dopo
gli attentati dell’11 settembre”. Morale: il budget inizialmente
previsto per i giochi – 5,4 miliardi di euro – è stato abbondantemente
sforato, arrivando a 6,6 miliardi di euro totali.
Olimpiadi: Usa, inviati più agenti che
atleti Secondo fonti dell'amministrazione Bush,
nella delegazione statunitense alle Olimpiadi ci sarebbero più addetti
alla sicurezza che atleti. Tra soldati e personale dei servizi segreti
sono stati inviati ad Atene 600 uomini, più dei 538 atleti che
parteciperanno alle gare. Inoltre un portavoce del dipartimento di
Stato ha affermato che in occasione dei Giochi le operazioni militari
in Iraq non verranno sospese, delegittimando la risoluzione Onu per la
tregua olimpica approvata all’unaminità a inizio settimana.
Tutto in ordine e niente a
posto Il direttore generale della televisione
greca Ert, Johnny Kalimeris, si è dimesso. La motivazione della sua
decisione è il clamoroso black out nelle trasmissioni la sera
dell'esordio della nazionale ellenica contro la Corea del
Sud.