10/06/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Nel 2003 è aumentata la repressione dei diritti sindacali
Lavoratori cinesiSono 129 le persone morte a causa dell'aumento della repressione dei diritti sindacali nel mondo. Lo riferisce la Confederazione internazionale dei sindacati liberi nel suo annuale rapporto sulla situazione dei sindacati in 134 paesi. Si legge: "La competizione economica globale in costante aumento si accompagna a un deterioramento dei diritti dei lavoratori".
 
I sindacalisti sono visti in molti paesi "come un ostacolo alla crescita economica" riferisce il rapporto. Primi responsabili di questa situazione sono le grandi multinazionali sorte nelle zone franche per l'esportazione, che calpestano completamente i diritti di più di 50 milioni di lavoratori assunti. Le donne sono sempre piu' vittime, anche perché aumenta continuamente il numero di quelle che vogliono sindacalizzarsi.
 
Asia Il rapporto giudica allarmante la situazione nel continente, dove scioperare provoca spesso il licenziamento. Lo scorso anno, 300 mila lavoratori sono stati licenziati per attività sindacale, in particolare dopo aver partecipato a uno sciopero. "Ma queste cifre sono sicuramente sottostimate" afferma la Confederazione internazionale dei sindacati liberi ", perché il livello d'intimidazione è talmente alto che i lavoratori non osano protestare per le violazioni che subiscono". Nella Corea del Sud, nel 2003, sono stati arrestati 1.900 rappresentanti sindacali. In Cina, il rapporto della Confederazione riferisce di una situazione molto grave: "Lo sviluppo economico non è accompagnato da alcun tipo di progresso nei diritti fondamentali dei lavoratori e le autorità continuano a soffocare qualsiasi forma di sindacalismo indipendente e a imprigionare o internare in ospedali psichiatrici coloro che hanno svolto attività sindacale".
 
Lavoratori in MaroccoAfrica In Zimbabwe il regime del presidente Mugabe continua a perseguire una politica di totale intolleranza: sono stati licenziati 2.800 impiegati postali e molti hanno perso il lavoro per la loro attivita' sindacale. Nella Repubblica Democratica del Congo la situazione non è migliore. Il Rapporto riferisce un episodio di violenza: alcuni soldati sono entrati nella casa di un elettricista e hanno violentato la figlia di 13 anni, perché il padre aveva partecipato a uno sciopero per protestare contro il mancato pagamento di otto mensilità del suo stipendio.
 
Sudamerica e Stati Uniti In Sudamerica, la Colombia è il paese più pericoloso per chi vuole svolgere attività sindacale. Secondo il rapporto della Confederazione, nel 2003 sono morti 90 sindacalisti. Nel 2003, il 31% dei lavoratori vittime delle violazioni sindacali erano donne. Nel resto del continente americano non si respira un'aria migliore: la guerra contro il sindacato colpisce anche Haiti, Bolivia, Salvador, Guatemala, Costa Rica. In Paraguay un impiegato municipale è stato ucciso durante uno sciopero. Gli Stati Uniti sono messi all'indice dal Rapporto che denuncia"intimidazioni e licenziamenti" da parte delle aziende per scoraggiare i lavoratori ad esercitare i loro diritti sindacali. La più grande azienda di distribuzione, la Wal Mart, si è sempre rifiutata di negoziare con un sindacato.
 
Medioriente Rimane la regione dove il diritto sindacale è sottoposto alla legislazione più repressiva: alcuni progressi sono stati fatti nel Sultanato di Oman e negli Emirati Arabi Uniti, l'Arabia Saudita continua a proibire i diritti sindacali.
 
Europa Nove dei dieci paesi europei entrati recentemente nell'Unione Europea hanno una disparità enorme tra le loro legislazioni sui diritti dei lavoratori. Tra gli altri paesi, la Francia non viene citata nel rapporto, ma sotto i riflettori della Confederazione ci sono Belgio, Svizzera e Gran Bretagna per le pratiche antisindacali di alcune aziende.
 
Sonia Sartori
 
Categoria: Diritti
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