Sono 129 le persone morte a causa dell'aumento della
repressione dei diritti sindacali nel mondo. Lo riferisce la
Confederazione internazionale dei sindacati liberi nel suo annuale
rapporto sulla situazione dei sindacati in 134 paesi. Si legge: "La
competizione economica globale in costante aumento si
accompagna a un deterioramento dei diritti dei
lavoratori".
I sindacalisti sono visti in
molti paesi "come un ostacolo alla crescita
economica" riferisce il rapporto. Primi responsabili di questa
situazione sono le grandi multinazionali sorte nelle zone franche per
l'esportazione, che calpestano completamente i diritti di più di 50
milioni di lavoratori assunti. Le donne sono sempre piu' vittime, anche
perché aumenta continuamente il numero di quelle che vogliono
sindacalizzarsi.
Asia Il rapporto giudica allarmante la situazione nel
continente, dove scioperare provoca spesso il licenziamento. Lo scorso
anno, 300 mila lavoratori sono stati licenziati
per attività sindacale, in particolare dopo aver partecipato a
uno sciopero. "Ma queste cifre sono sicuramente sottostimate" afferma
la Confederazione internazionale dei sindacati liberi ", perché il
livello d'intimidazione è talmente alto che i lavoratori non osano
protestare per le violazioni che subiscono". Nella Corea del Sud, nel 2003, sono
stati arrestati 1.900 rappresentanti
sindacali. In Cina, il rapporto della Confederazione riferisce di una
situazione molto grave: "Lo sviluppo economico non è accompagnato da
alcun tipo di progresso nei diritti fondamentali dei lavoratori e le
autorità continuano a soffocare qualsiasi forma
di sindacalismo indipendente e a imprigionare o internare in
ospedali psichiatrici coloro che hanno svolto attività
sindacale".
Africa In Zimbabwe il regime del presidente Mugabe
continua a perseguire una politica di totale intolleranza:
sono stati licenziati 2.800 impiegati postali e molti
hanno perso il lavoro per la loro attivita' sindacale. Nella Repubblica
Democratica del Congo la situazione non è migliore. Il Rapporto
riferisce un episodio di violenza: alcuni soldati
sono entrati nella casa di un elettricista e hanno violentato la figlia
di 13 anni, perché il padre aveva partecipato a uno sciopero
per protestare contro il mancato pagamento di otto mensilità del suo
stipendio.
Sudamerica e Stati Uniti In Sudamerica, la Colombia è il paese più pericoloso per chi vuole svolgere
attività sindacale. Secondo il rapporto della Confederazione, nel 2003
sono morti 90 sindacalisti. Nel 2003, il 31% dei lavoratori vittime
delle violazioni sindacali erano donne. Nel resto del
continente americano non si respira un'aria migliore: la
guerra contro il sindacato colpisce anche Haiti, Bolivia, Salvador,
Guatemala, Costa Rica. In Paraguay un impiegato municipale è stato
ucciso durante uno sciopero. Gli Stati Uniti sono messi all'indice dal
Rapporto che denuncia"intimidazioni e licenziamenti" da parte delle
aziende per scoraggiare i lavoratori ad esercitare i loro diritti
sindacali. La più grande azienda di distribuzione, la Wal Mart, si è
sempre rifiutata di negoziare con un sindacato.
Medioriente Rimane
la regione dove il diritto sindacale è sottoposto alla legislazione più
repressiva: alcuni progressi sono stati fatti nel Sultanato di Oman e
negli Emirati Arabi Uniti, l'Arabia Saudita continua a proibire i
diritti sindacali.
Europa Nove dei
dieci paesi europei entrati recentemente nell'Unione
Europea hanno una disparità enorme tra le loro legislazioni sui diritti
dei lavoratori. Tra gli altri paesi, la Francia non viene
citata nel rapporto, ma sotto i riflettori della Confederazione ci sono
Belgio, Svizzera e Gran Bretagna per le pratiche antisindacali di
alcune aziende.