17/10/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Hollande al 57 percento, Aubry al 43. Con quasi tre milioni di votanti, circa il 6 percento in più del primo turno

da Marsiglia,
Bruno Giorgini

Martine Aubry ha riconosciuto la sconfitta, riferendosi subito alla politica di rassemblement necessaria da oggi in poi. Rassemblement, la parola più usata stasera. Nel contempo Aubry annuncia che da domani riprenderà il suo posto di segretaria generale del PS, mentre alcuni all'interno del partito avrebbero voluto che desse le dimissioni. Ovvero la macchina militante sarà sotto la sua direzione, appoggiando ovviamente Hollande contro Sarkozy, in una campagna elettorale che si preannuncia addirittura "brutale" per dirla con un noto commentatore televisivo, ma forse questo significa anche che non ha alcuna intenzione di entrare in un possibile governo, se Hollande vincesse. Come a dire: rassemblement per battere la destra, ma poi se si vince, sul programma e l'azione di governo il partito socialista non sarà solo un portatore d'acqua, o la cinghia di trasmissione burocratica delle decisioni presidenziali e ministeriali, come accadeva con Mitterand. Comunque sia, il PS ha dato una prova precisa e forte di capacità organizzativa e di mobilitazione lungo otto settimane di campagna e due turni elettorali, nonché di dibattito anche puntuto senza produrre eccessive lacerazioni, almeno in pubblico. Dibattito che ha letteralmente invaso i media, non c'era televisione o radio o giornale senza che a ogni ora del giorno e della notte spuntasse un socialista. Tanto che qualche uomo della destra ha chiamato in causa l'Autorità di controllo sui media, qualcun altro addirittura il Consiglio Costituzionale adducendo che l'elezione in due turni è soltanto quella prevista dalla Costituzione della V Repubblica.

La sconfitta di Aubry significa per molti una occasione perduta di rinnovamento della politica e per inventare un progetto di società alternativo alla meccanica liberista, seppure temperata da iniezioni di socialdemocrazia, un progetto di autogestione e auto-organizzazione. Ma gli elettori di sinistra hanno scelto in maggioranza la sinistra di sistema, conforme al sistema, col che quel 43% di aubrysti sta lì, e seppure probabilmente costituirà il nerbo delle truppe più decise e combattive contro la destra, starà però anche pronto a far sentire il suo fiato sul collo di Hollande e del suo governo, se vincerà. Infine sulla campagna elettorale socialista, e sulle elezioni, aleggia un incubo; quello di Jospin che Primo Ministro con Chirac Presidente, la coabitazione, e dopo una serie impressionante di vittorie elettorali della sinistra, quando arrivarono le presidenziali riuscì a farsi battere dal Fronte Nazionale di Le Pen al primo turno, obbligando gli elettori di sinistra a votare Chirac al secondo, per fermare l'estrema destra che sarebbe potuta arrivare all'Eliseo, e da lì la destra ha governato fino a oggi.

Oggi il FN è diretto da Marine Le Pen, donna intelligente e affabile, che cura una sua immagine nazionale e populista, ma non esplicitamente fascista, né tantomeno coinvolta nelle torture durante la guerra d'Algeria come il padre, e che ha relazioni strette con alti commis di stato e entrature di non poco conto nei media. Per altro Sarkozy, alle prese con le crepe sempre più evidenti della sua maggioranza, e pressato dalle inchieste che mettono in stato d'accusa alcuni dei suoi più stretti collaboratori e consiglieri, favorisce in modo quasi esplicito questa estensione dell'influenza del FN, sapendo che per il primo turno a sinistra si presenteranno un candidato verde e uno della diversa sinistra (comunisti e raggruppamenti di estrema sinistra), oltre a Hollande, nella speranza che la maledizione di Jospin si ripeta. I socialisti lo sanno, e almeno a parole promettono che metteranno in atto tutto perché lo spettacolo umiliante di elettori di sinistra che votano la destra, non si ripeta.

Intanto oggi lunedì 17 ottobre 2011 è il cinquantenario di uno dei peggiori crimini coloniali:quando la polizia a Parigi uccise decine e decine,  se non centinaia, secondo le diverse fonti- il numero esatto non si conoscerà mai- di algerini che manifestavano pacificamente per l'indipendenza.

Una strage che l'establishment di destra e di sinistra dell'epoca tentò di nascondere  e negare, mentre nella Senna gallegiavano i cadaveri.

 

Parole chiave: Aubry, Hollande, Francia, Primarie
Categoria: Politica
Luogo: Francia