12/10/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Il capo di al-Qaeda incita i libici all'emirato islamico e gli algerini ad attaccare lo Stato

"La prima cosa che la Nato farà, sarà chiedervi di abbandonare l'Islam". Questo ha detto Ayman al Zawahiri, medico egiziano, ritenuto il successore di Osama bin Laden alla guida di al-Qaeda. E come accadeva con i messaggi del suo predecessore, la scelta dei tempi è sempre strategica.

Nel video diffuso ieri su internet, della durata di tredici numeri, al-Zawahiri ha tessuto le lodi dei ribelli libici, capaci di scacciare il colonnello Gheddafi, ritenuto leader di regime empio e nemico degli islamisti. Il video, scovato dal Centro Americano di monitoraggio dei Siti Islamici (Site), un network finanziato dal governo Usa, il leader integralista chiede ai combattenti libici un ulteriore sforzo, volto all'instaurazione di un vero emirato islamico in Libia.

La scelta del momento non è casuale. Senza farvi alcun riferimento, al-Zawahiri parla della cronaca. Mentre Sirte e Bani Walid, le ultime due trincee dei lealisti, sono ormai prossime alla caduta, con Gheddafi ancora introvabile ma messo in un angolo, si sono mostrate le prime crepe e i conflitti all'interno dello schieramento dei ribelli. Con alcuni scontri non solo verbali tra islamisti e laici. Come se, nella migliore tradizione di tutti i cambi di regime, già si delineassero gli schieramenti per decidere le sorti della Libia del futuro.

L'altro Paese al quale al-Zawahiri ha fatto riferimento, dopo aver spronato anche egiziani e tunisini sulla strada del fanatismo religioso, è stata l'Algeria. Ancora una volta mostrando un elevato tasso di interesse per l'attualità. Il massacro dei copti in Egitto e gli scontri sulla laicità dello Stato in Tunisia , nella visione di al-Zawahiri, sono già processi in atto e comunque hanno liberato la strada agli islamisti, liberandosi di due carcerieri come Mubarak e Ben Alì.

In Algeria, invece, il regime tiene. Ma per la prima volta, dopo la fine della guerra civile degli anni Novanta, gli integralisti rialzano la testa e l'esercito e il governo di Algeri tentennano, per non compattare il fronte delle opposizioni.

Non è mai stata chiara l'agenda politica di al-Zawahiri, come non lo era stata quella di Osama bin Laden, ma di sicuro entrambi hanno orologi sempre pronti a cogliere l'attimo.

Christian Elia

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