12/10/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



L'inaugurazione è prevista a novembre, dopo che il progetto è stato depositato nel 1959. Ospiterà cento detenuti

Con 50 anni di ritardo, aprirà, in novembre, il carcere di Gela. La casa di reclusione avrà cento posti, disponibili per detenuti di bassa pericolosità e che devono scontare pene brevi. Nella struttura lavoreranno 93 agenti di polizia penitenziaria e 13 uomini del comparto Ministeri, compreso il direttore.

La notizia è stata annunciata dal vicesegretario generale del sindacato di polizia penitenziaria Osapp Mimmo Nicotra, subito dopo l'incontro sindacale avvenuto a Roma presso il Dipartimento di amministrazione penitenziari a Roma.

Il progetto del carcere risale al 1959, ma per la sua approvazione il percorso è stato infinito. I lavori sono iniziati nel 1982, con vent'anni di ritardo rispetto alla tabella di marcia. Poi si sono interrotti nel '90, per la costruzione del Tribunale nella città siciliana: da "casa mandamentale", la vecchia dicitura delle carceri sotto la giurisdizione dei pretori, la struttura di Gela doveva diventare una "casa circondariale". E lo stato ha investito nuovo denaro nel progetto. L'edificio era pronto nel 2007 ma mancavano ancora alcuni servizi fondamentali come la cucina e i collegamenti alla rete idrica: la prima inaugurazione promessa dall'allora ministro Clementa Mastella, così, è saltata. Stessa sorte al tentativo più recente, del 2010: all'epoca ancora non arrivava acqua all'interno del carcere.

La disponibilità del carcere siciliano sono ancora una goccia nel mare rispetto alle carenze del sistema penitenziario italiano. I 206 centri di detenzione sparsi sul territorio sulla carta possono ospitare al massimo 45.600 persone. Al ministero di Grazia e giustizia, però, risultano più di 67mila reclusi.

 

Parole chiave: gela, carcere
Categoria: Diritti
Luogo: Italia