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Durerà fino al 15 ottobre lo sciopero della fame degli insegnanti algerini precari. Lo ha annunciato il Consiglio nazionale degli insegnanti a contratto (Cnec) in Algeria, precisando che sono tredici i docenti a portare avanti lo sciopero, iniziato domenica 9 ottobre. Si tratta di una protesta estrema per chiedere la stabilizzazione dei contratti. Inizialmente erano cinquanta i professori partecipanti, ma molti sono stati costretti ad abbandonare lo sciopero a causa dell'eccessivo affaticamento. Lo ha spiegato il portavoce del Cnec, Kabeche Mohamed, in una dichiarazione al quotidiano locale 'El Watan'. "Martedì sera il direttore delle risorse umane del ministero dell'Istruzione è venuto a trovarci pregandoci di mettere fine allo sciopero della fame, assicurandoci che il problema è risolto e che saremo presto informati sulla decisione presa", ha spiegato Mohamed, sottolineando che gli insegnanti non hanno alcuna intenzione di togliere il sit-in di fronte al ministero prima del 15 ottobre, tempo limite fissato dal gabinetto del premier Ahmed Ouyahia per dare risposta alle istanze degli scioperanti. "Noi preferiamo attendere per vedere di che decisione si tratta", ha precisato il portavoce, mettendo in evidenza che al momento non è giunta loro alcuna informazione ufficiale. "Tutto ciò che abbiamo ricevuto sono rassicurazioni ambigue", ha detto Mohamed, ricordando che una volta scaduto l'ultimatum gli insegnanti a contratto si riuniranno per valutare l'esito della loro iniziativa e decidere i passi futuri. Secondo i sindacati, sono 7.000 i docenti a contratto che chiedono l'integrazione, 2.806 secondo il ministero. Ma i precari non sono gli unici ad avanzare rivendicazioni. Anche i docenti di ruolo hanno incrociato le braccia da due giorni per reclamare un aumento dei salari e una riforma dei loro statuti. Dal canto suo, il governo algerino ha detto che questo sciopero è ingiustificato, ma lavorerà per soddisfare le rivendicazioni degli insegnanti.