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Dopo aver sorvolato le bollenti pianure
desertiche a nord di Kandahar, uno stormo di elicotteri militari americani, un
Blackhawk, due Apache e due Chinook si infila nella valle di Khakeran
risalendola verso est e sfiorando le pendici meridionali della catena montuosa
del Kafar Jar Ghar, che separa le province di Zabul e Uruzgan.
Talebani, anzi no:
invitati a un matrimonio. La gente del posto interrompe le proprie attività
osservando, con un misto di curiosità e nervosismo, l’attività frenetica dei
soldati stranieri che con i fucili spianati passano da una capanna all’altra,
senza però trovare traccia di guerriglieri.
Bilanci discordanti
sull’operazione ‘Catania’. Il giovane luogotenente Luke Langer comanda un
plotone della brigata 173. “Siamo penetrati in questa valle domenica e ancora
non siamo entrati in contatto con il nemico" dice. "Ma sappiamo per certo che
almeno
trecento talebani si sono rifugiati qui dopo i combattimenti dei giorni scorsi.
Da quello che ci dice la gente i ribelli sono molto nervosi per il nostro
arrivo in questa loro roccaforte”.
“Siamo venuti qui per
restare!”. Dopo aver sfiorato l’ennesima strage di invitati a un
matrimonio, gli elicotteri Usa ripartono alla volta di Mangal Khan, l’abitato
più grande della valle di Khakeran. Dopo essere atterrati ai bordi del villaggio,
i soldati si incamminano verso il centro facendo irruzione in tutte le
abitazioni e perquisendole. Terminato il rastrellamento senza risultati, i
soldati Usa si riuniscono attorno alla ex stazione di polizia del villaggio: un
edificio con le finestre sfondate, le mura crivellate dai proiettili e il tetto
bruciato. Dentro non c’è nessuno: gli agenti sono fuggiti tre mesi fa quando i
talebani hanno attaccato Mangal Khan. Il capitano Michael Kloepper ordina ai
suoi uomini di convocare gli anziani del posto e poi inizia un breve discorso
tradotto da un interprete. “Siamo venuti qui per restare! Ricostruiremo la
stazione di polizia!”. Congedati i capivillaggio, il tenente Kloepper spiega al
giornalista americano dell’Ap che
segue la missione: “E’ vero, sono venuto qui per aiutare la gente, ma anche per
uccidere i talebani: amo dare la caccia ai talebani!”.
Abbatutto elicottero Usa: 17 morti. L’altro fronte su cui le
forze Usa stanno combattendo la guerriglia talebana si trova
cinquecento chilometri a nordest delle montagne di Zabul, nella
provincia di Kunar, ai piedi dell’Indu Kush sul confine con il
Pakistan. Qui l’esercito americano e quello afgano sono impegnate da
giorni nell’operazione ‘Ala Rossa’: l’obiettivo è in sostanza
riconquistare la provincia, attualmente controllata dai talebani.
Enrico Piovesana