Dal nostro inviato
Per i fan di Jack Kerouac e del viaggio on the road, quei torpedoni col levriero grigio disegnato sulle fiancate sono il mitico
mezzo con cui scoprire la vera America. Quella fatta di piccole città e di sconosciuti
che quando li incontri ti chiedono come sta andando la tua giornata.
Ma a parte
qualche fricchettone che si avventura ancora in estenuanti coast to coast, a bordo degli autobus Greyhound oggi trovi semplicemente l’America più povera:
le minoranze, gli immigrati, i disoccupati. Quelli che non hanno i soldi per comprarsi
un biglietto aereo, e che per spostarsi su grandi distanze non hanno altra scelta
che sorbirsi decine di ore, se non giorni interi, seduti in un pullman.
In passato era diverso. Non è più come negli anni Trenta. A quel tempo, su una rete stradale ancora
precaria in molte zone e prima del boom dell’automobile, era quasi una gioia salire
su un Greyhound: i veicoli erano nuovi, lucidi nel loro grigio-azzurrino, pionieri
del trasporto di massa negli Stati Uniti.
Come ha scritto Alex Roggero nel suo
libro La corsa del levriero, “le superbe stazioni art déco (disegnate dai più famosi architetti dell'epoca)
rappresentavano in ogni città, anche quelle più sperdute, il simbolo del progresso
e dell'avventura”.
Oggi la situazione è ben diversa. Le stazioni sono spesso anonimi
edifici sistemati nelle aree più malfamate delle città. In centro, sì, ma comunque
meta principale di personaggi loschi che gravitano nella zona. Gli autobus sono
vecchi, i posti sono scomodi. I sedili sono spartani e ben poco reclinabili all’indietro,
lo spazio per le gambe è ristretto. Il servizio di trasporti extraurbano in Turchia,
in confronto, è un lusso e costa molto meno.
Non c'è altra scelta. Resta il fatto che sulle grandi distanze, se non si ha una macchina, spesso
non c’è alternativa.
Se uno deve andare da Chicago a New York, distanti tra loro
1300 chilometri, con tutte le compagnie low cost che ci sono adesso può anche
trovare un biglietto aereo sotto i cento dollari.
Ma se deve spostarsi tra località
che non stanno sulle tratte più frequentate, i prezzi degli aerei salgono subito
e spesso costringono a lunghe soste negli aeroporti per aspettare le coincidenze.
La rete ferroviaria della Amtrak, specie a Ovest, sembra la mappa delle rotte
delle carovane di centocinquanta anni fa: quattro linee solcano il Paese orizzontalmente.
Ma a Est non va molto meglio. Esempio: per andare da Memphis, Tennessee a Charlotte,
North Carolina, col bus ci metti una quindicina di ore per percorrere i quasi
mille chilometri che separano le due città. Con il treno, saresti costretto a
scendere fino a New Orleans e lì cambiare convoglio, triplicando così i chilometri
del tragitto.
In viaggio per giorni. “Negli Usa e in Canada, Greyhound ti porta dove vuoi”, dice sorridendo Curtis
Edwards, un conducente afro-americano che guida per le prime ore notturne il bus
Washington-Dallas (un giorno e mezzo di viaggio). Non proprio dappertutto, ma
quasi: nella parte orientale degli Usa, la rete del levriero è in effetti molto
capillare. Basta armarsi di pazienza, stare attenti a tutte le coincidenze, e
reggere bene la mancanza di sonno.
Non sono poche comunque le persone che si sottopongono
a viaggi massacranti. “Aspetto mio figlio che sta tornando dalla California”,
dice a Knoxville, Tennessee, un cinquantenne a bordo del suo fuoristrada. Da quanto
tempo è in viaggio? “Quattro giorni”. Potrebbero essere anche meno, ma molte persone
preferiscono dormire da qualche parte a metà strada, perché farsi cento ore di
fila in un bus è proibitivo.
Il viaggio più lungo che hai fatto?, chiedo a un
giovane muratore in viaggio dalla Florida all’Indiana che è un cliente abituale
dei Greyhound. “Da Bangor, Maine a Portland, Oregon”. I due opposti dell’America
settentrionale. Cinque giorni su quattro ruote. “Ma non posso fare altrimenti,
i soldi per l’aereo non li ho”, dice.
Costi contenuti. Il vantaggio dei Greyhound, infatti, è che più aumentano le distanze più sono
economici in proporzione. Un biglietto per il New York-Washington comprato il
giorno prima, con solo quattro ore di viaggio, costa 35 dollari.
Ma se ci si attrezza
per tempo, prenotando con un anticipo di almeno una settimana, i prezzi si dimezzano.
Per andare da New York a Los Angeles – quasi tre giorni su strada – si pagano
109 dollari. Sulle distanze superiori a 4.500 chilometri, questa è la tariffa
massima. Quindi, anche per chi vuole fare un coast to coast vecchio stile ma non
vuole guidare, i Greyhound rimangono una soluzione.
Un solo consiglio: è indispensabile
un cuscino.