29/06/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Gli autobus del mito americano oggi sono usati dalla popolazione più povera
Dal nostro inviato 
 
 
 
Tre passeggeri si rilassano durante una sosta
Per i fan di Jack Kerouac e del viaggio on the road, quei torpedoni col levriero grigio disegnato sulle fiancate sono il mitico mezzo con cui scoprire la vera America. Quella fatta di piccole città e di sconosciuti che quando li incontri ti chiedono come sta andando la tua giornata.
Ma a parte qualche fricchettone che si avventura ancora in estenuanti coast to coast, a bordo degli autobus Greyhound oggi trovi semplicemente l’America più povera: le minoranze, gli immigrati, i disoccupati. Quelli che non hanno i soldi per comprarsi un biglietto aereo, e che per spostarsi su grandi distanze non hanno altra scelta che sorbirsi decine di ore, se non giorni interi, seduti in un pullman.
 
Sosta sigaretta alla stazione di servizioIn passato era diverso. Non è più come negli anni Trenta. A quel tempo, su una rete stradale ancora precaria in molte zone e prima del boom dell’automobile, era quasi una gioia salire su un Greyhound: i veicoli erano nuovi, lucidi nel loro grigio-azzurrino, pionieri del trasporto di massa negli Stati Uniti.
Come ha scritto Alex Roggero nel suo libro La corsa del levriero, “le superbe stazioni art déco (disegnate dai più famosi architetti dell'epoca) rappresentavano in ogni città, anche quelle più sperdute, il simbolo del progresso e dell'avventura”.
Oggi la situazione è ben diversa. Le stazioni sono spesso anonimi edifici sistemati nelle aree più malfamate delle città. In centro, sì, ma comunque meta principale di personaggi loschi che gravitano nella zona. Gli autobus sono vecchi, i posti sono scomodi. I sedili sono spartani e ben poco reclinabili all’indietro, lo spazio per le gambe è ristretto. Il servizio di trasporti extraurbano in Turchia, in confronto, è un lusso e costa molto meno.
 
La biglietteria alla stazione di Knoxville, TennesseeNon c'è altra scelta. Resta il fatto che sulle grandi distanze, se non si ha una macchina, spesso non c’è alternativa.
Se uno deve andare da Chicago a New York, distanti tra loro 1300 chilometri, con tutte le compagnie low cost che ci sono adesso può anche trovare un biglietto aereo sotto i cento dollari.
Ma se deve spostarsi tra località che non stanno sulle tratte più frequentate, i prezzi degli aerei salgono subito e spesso costringono a lunghe soste negli aeroporti per aspettare le coincidenze.
La rete ferroviaria della Amtrak, specie a Ovest, sembra la mappa delle rotte delle carovane di centocinquanta anni fa: quattro linee solcano il Paese orizzontalmente.
Ma a Est non va molto meglio. Esempio: per andare da Memphis, Tennessee a Charlotte, North Carolina, col bus ci metti una quindicina di ore per percorrere i quasi mille chilometri che separano le due città. Con il treno, saresti costretto a scendere fino a New Orleans e lì cambiare convoglio, triplicando così i chilometri del tragitto.
 
L'interno di un bus GreyhoundIn viaggio per giorni. “Negli Usa e in Canada, Greyhound ti porta dove vuoi”, dice sorridendo Curtis Edwards, un conducente afro-americano che guida per le prime ore notturne il bus Washington-Dallas (un giorno e mezzo di viaggio). Non proprio dappertutto, ma quasi: nella parte orientale degli Usa, la rete del levriero è in effetti molto capillare. Basta armarsi di pazienza, stare attenti a tutte le coincidenze, e reggere bene la mancanza di sonno.
Non sono poche comunque le persone che si sottopongono a viaggi massacranti. “Aspetto mio figlio che sta tornando dalla California”, dice a Knoxville, Tennessee, un cinquantenne a bordo del suo fuoristrada. Da quanto tempo è in viaggio? “Quattro giorni”. Potrebbero essere anche meno, ma molte persone preferiscono dormire da qualche parte a metà strada, perché farsi cento ore di fila in un bus è proibitivo.
Il viaggio più lungo che hai fatto?, chiedo a un giovane muratore in viaggio dalla Florida all’Indiana che è un cliente abituale dei Greyhound. “Da Bangor, Maine a Portland, Oregon”. I due opposti dell’America settentrionale. Cinque giorni su quattro ruote. “Ma non posso fare altrimenti, i soldi per l’aereo non li ho”, dice.
 
Un incontro particolare: una famiglia Amish aspetta la coincidenza in una stazioneCosti contenuti. Il vantaggio dei Greyhound, infatti, è che più aumentano le distanze più sono economici in proporzione. Un biglietto per il New York-Washington comprato il giorno prima, con solo quattro ore di viaggio, costa 35 dollari.
Ma se ci si attrezza per tempo, prenotando con un anticipo di almeno una settimana, i prezzi si dimezzano. Per andare da New York a Los Angeles – quasi tre giorni su strada – si pagano 109 dollari. Sulle distanze superiori a 4.500 chilometri, questa è la tariffa massima. Quindi, anche per chi vuole fare un coast to coast vecchio stile ma non vuole guidare, i Greyhound rimangono una soluzione.
Un solo consiglio: è indispensabile un cuscino.

Alessandro Ursic

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