10/06/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Nel 2004 Daniele Mastrogiacomo è scampato a una imboscata in Iraq, mentre era sulle tracce degli ostaggi italiani
Spari per le strade di Baghdad"Sono arrivato stamattina ad Abu Grahib, in Zaitun street. Cercavamo la casa del signor Abu-Kaiza al-Alzawi. Nessuno ci diceva nulla, anzi, la gran parte degli abitanti di Zaitun, negava addirittura che in quella via abitasse il signor Abu-Kaiza al-Alzawi". Comincia così il racconto dell'inviato di Repubblica Daniele Mastrogiacomo al telefono con PeaceReporter.
 
Poi, la guida ha un lampo di genio. Ha chiesto ad un ragazzino dove abitava quel signore. Gli ha detto che eravamo amici, e che avevamo una macchina da lasciargli.
 
"Il ragazzino - continua Mastrogiacomo- ci ha indicato subito la casa, che spiccava rispetto alle altre. L'unica pitturata di fresco, linda e pulita in una strada dove le case sono tutte piuttosto malandate". Gli accompagnatori dell'inviato, una guida e l'autista, suonano al cancello. Il signor Abu-Kaiza al-Alzawi esce. E da subito il suo nervosismo è evidente. Mastrogiacomo è ancora in macchina, i primi scambi sono affidati alla guida. Poi, anche l'inviato di Repubblica scende dall'auto, e comincia a chiacchierare con il signor Abu-Kaiza al-Alzawi. "Non so nulla - dice al-Alzawi a Mastrogiacomo - di quello che mi state chiedendo. Qui non è successo proprio nulla. E qualsiasi cosa succeda da queste parti - gli dice al-Alzawi- state certi che lo saprei". Ma il suo nervosismo si fa sempre più evidente. Come succede quasi sempre, Mastrogiacomo, la guida e l'autista vengono invitati a fermarsi per la colazione. Gentilmente rifiutano. "Dovevamo tornare al lavoro".
 
Fanno quattro passi per la strada, e Mastrogiacomo telefona al giornale. Subito dal bazar vicino arriva un gruppo di iracheni che, con fare minaccioso, chiedono al gruppo di qualificarsi. Chiedono che fanno lì, perché sono lì a telefonare. "Andiamo via, qui si mette male, mi dice il nostro autista. E ripartiamo. Torniamo sulla via principale di Abu Grahib, dove c'è il bazar. Tempo sei minuti e ci piomba davanti una macchina che ci blocca tagliandoci la strada. Scendono quattro iracheni, sui 25 anni, armati di pistole. Ci chiedono di fermarci. Per fortuna il mio autista è bravissimo. Scarta sulla sinistra, sperona la macchina e riesce a prendere contromano la via della fuga. In quegli attimi, i quattro cominciano a sparare. Non miravano a noi, Volevano fermarci, probabilmente rapirci. Sparavano verso le gomme e nel motore della nostra auto. Ci hanno inseguito, continuando a spararci, per un bel pezzo. Abbiamo attraversato Abu Grahib e siamo rientrati a Baghdad a 180 all'ora" conclude Mastrogiacomo.
 
La casa che erano andati a cercare l'inviato di Repubblica e i suoi accompagnatori è quella di uno dei testimoni oculari di quel che è accaduto in Zaitun street la mattina della liberazione degli ostaggi.
 
Maso Notarianni
Categoria: Guerra
Luogo: Iraq