03/05/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



La situazione della libertà di stampa in Libia
Giornale libicoSe da un lato il Colonnello Gheddafi e la "sua" Libia stanno vivendo un 2004 che entrerà nella storia per le decisioni su Lockerbie, sulle armi di distruzione di massa, sull'avvicinamento all'Europa, dall'altro viene meno il rispetto dei diritti umani e la libertà di stampa.
 
Se, come anticipato più di una volta da PeaceReporter, il 2004 è stato l’anno della svolta politica per la Libia la situazione del rispetto dei diritti umani è ancora criticata da buona parte dell’opinione pubblica mondiale. Nonostante le ultimissime concessioni sulle armi di distruzione di massa, il rimborso di azioni terroristiche del passato (anche se mai ammese), alcuni discorsi di apertura alla democrazia e agli investimenti esteri, il regime del Colonnello Gheddafi resta uno dei più repressivi al mondo.
 
Non esistono partiti politici né libertà di stampa né di religione. La forma di governo è unica al mondo, Gheddafi la chiama jamahiriyah, cioè stato delle masse, ma in realtà decide tutto lui. Recentemente, alla fine di gennaio del 2004, è stato chiuso il giornale indipendente Al-Zahf al-Akhdar per avere pubblicato alcuni articoli che criticavano l’operato del governo libico.
 
Alla domanda di un responsabile di Reporter sans Frontiere che chiedeva per quanto tempo sarebbe rimasto chiuso il giornale, un funzionario governativo ha risposto dicendo che il giornale sarebbe rimasto chiuso per il tempo necessario per riflettere sul tenore delle dichiarazioni diffamatorie nei confronti del governo. Nella fattispecie, l’articolo diffamatorio chiedeva al Colonnello Gheddafi di porre fine alla retorica affermazione che lo dipinge come “guida della Rivoluzione” ma che nella pratica svolge ruoli di un Capo di Stato Questo è il clima che esiste in Libia.
 
Nonostante le recentissime dimostrazioni di fiducia da parte della comunità internazionale, il problema della libertà e del rispetto dei diritti umani in Libia è molto sentito. Le associazioni che si occupano della libertà di stampa, come Amnesty Internazional e Reporter sans Frontiere, nel mondo sostengono che nella terra di Gheddafi non esista proprio la libertà di stampa; anzi fanno sapere che, non contento di ridurre al silenzio la stampa in Libia, cerca di perseguitare anche quei giornalisti che criticano il Colonnello dalle pagine di periodici stranieri. La suscettibilità di Gheddafi come dicevamo non si ferma ai giornalisti libici.
 
Per mezzo del suo ambasciatore a Rabat, il 25 gennaio del 2004 ha fatto presentare una denuncia contro un giornalista marocchino, Mustafa Alaoui, direttore del settimanale Al-Ousbou. In questo settimanale era stato pubblicato un articolo sulla decisione di Gheddafi di rinunciare a qualsiasi arma di distrozione di massa e anche sulla possibilità di indennizzare le vittime dei marocchini morti con le armi fornite dalla Libia al Fronte Polisario.
 
Alessandro Grandi
Categoria: Diritti
Luogo: Libia