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Israele ha respinto la proposta avanzata ieri dal presidente francese Nicolas Sarkozy di garantire alla Palestina lo status di Paese osservatore alle Nazioni Unite. Lo dice la radio militare. Il premier Benyamin Netanyahu è rimasto sorpreso dalle parole del presidente francese e ha reagito, secondo l'emittente, con "forte irritazione". Un portavoce governativo israeliano ha aggiunto che "non ci sono scorciatoie per uno Stato palestinese, il quale potrà scaturire solo mediante trattative di pace con Israele". L'opposizione di Israele al progetto di conferire allo stato palestinese il titolo nominale di "Stato non membro", come lo sono Vaticano e Svizzera, era stata già annunciata la scorsa settimana da un dirigente del ministero degli Esteri israeliano in un colloquio con gli ambasciatori in Israele di Germania, Francia, Gran Bretagna, Italia e Spagna.
Intanto, Israele e la Cisgiordania sono oggi in stato elevato di allerta proprio in vista del dibattito su tale richiesta di adesione della Palestina alle Nazioni Unite. Malgrado l'Anp abbia chiesto ai palestinesi di evitare ogni violenza, i responsabili israeliani alla sicurezza temono disordini al termine delle preghiere nella Spianata delle moschee di Gerusalemme e, nel tardo pomeriggio, quando il presidente dell'Anp Abu Mazen prenderà la parola all'Onu.
La polizia israeliana impiegherà, così, una forza complessiva di 22 mila agenti, migliaia dei quali saranno dislocati a Gerusalemme est per contenere possibili manifestazioni palestinesi al termine delle preghiere. L'accesso al santuario è stato limitato oggi ai palestinesi di età superiore ai 50 anni, con carta di identità israeliana. Per le donne non sono previste limitazioni. Una rafforzata presenza di agenti di polizia e di guardie di frontiera è prevista inoltre ai valichi militari di accesso ad Israele dalla Cisgiordania. L'esercito israeliano, che in Cisgiordania ha richiamato per l'occasione alcune unità di riservisti, si è dislocato a protezione delle colonie più isolate e nei pressi delle maggiori città palestinesi. L'esercito mantiene inoltre uno stato di allerta anche sulle alture occupate del Golan, per controllare i flussi di dimostranti dalla Siria. In un'intervista alla radio militare il deputato arabo israeliano Ahmed Tibi, ora a New York con la delegazione di Abu Mazen, ha criticato queste misure e ha accusato le autorità israeliane di "creare ad arte" un clima di tensione.