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Ieri sera Barack Obama, durante il vertice Onu, ha bocciato la richiesta di riconoscimento si uno Stato palestinese. Nel suo discorso, il presidente Obama ha dato un colpo al cerchio e uno alla botte: “I palestinesi hanno bisogno di un loro stato. La loro richiesta è da troppo tempo procrastinata ed è per questo che l’amministrazione americana ha speso tempo e denaro per la causa di uno Stato palestinese”. Di seguito ha aggiunto: “La promessa di garantire sicurezza a Israele è ancora incrollabile e la nostra amicizia durerà ancora per molto”. Obama ha anche bollato l’iniziativa di Abu Mazen come “scorciatoia”.
A margine dell’incontro all’Onu, Obama e la segretaria di Stato Hillary Clinton hanno incontrato separatamente Abu Mazen e Benjamin Netanyahu ma non hanno rilasciato dichiarazioni ai giornalisti. Solo il premier israeliano si è concesso ai media con una laconica dichiarazione: “L’iniziativa palestinese fallirà”.
A sparigliare le carte sul tavolo della diplomazia internazionale ci ha pensato il presidente francese Nicolas Sarkozy. L’inquilino dell’Eliseo, tra i dissapori del resto dell’Unione europea, ha accusato gli Stati Uniti di voler fare tutto da soli e ha invocato un vero “cambio di metodo”: “Il processo di pace non può non passare anche dall’Europa”. Sarkozy ha poi aggiunto che un eventuale “veto americano”, non escluso ai microfoni di al Jazeera dal membro del Consiglio di sicurezza della Casa Bianca Ben Rhodes, rischierebbe di “innescare una spirale di violenza”, con cui potrebbe ridurre in frantumi anche i risultati dell’estate di proteste nel mondo arabo. Sarkozy ha chiuso il suo intervento proponendo una road map che prevede la ripresa dei negoziati tra un mese e un accordo definitivo entro un anno. Nel piano francese i palestinesi acquisterebbero subito lo status di “Stato osservante” riconosciuto dall’Onu. Nonostante l’appello all’unità del segretario delle Nazioni Unite Ban ki-Moon, quindi, regna ancora la confusione nel Palazzo di Vetro.
Parole chiave: onu, obama, francia, stati uniti, unione europea, abu mazen, netanyahu