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Le autorità sanitarie dello Sri Lanka sono allarmate dall’aumento degli omosessuali nel Paese. Secondo i precetti del buddismo, la religione maggiormente praticata sull’isola, non è infatti un orientamento sessuale lecito. La crescita della comunità gay è testimoniata dai risultati di uno studio per una campagna anti Aids, secondo cui i gay nel Paese sono 30 mila, sui più di 20 milioni di abitanti. Più alto il numero delle prostitute, pari a 40mila, in prevalenza nascoste nei bordelli clandestini di Colombo. Le fonti sanitarie definiscono “dilagante” il fenomeno dell’omosessualità tra le donne. Nello Sri Lanka la prostituzione è reato e l’omosessualità un tabù, che per le forze di polizia spesso sfocia in reato.
Il direttore dell’Unità per il controllo del sesso extraconiugale e dell'Aids Nimal Ekanayake teme un aumento della diffusione del virus dell'Hiv che è causato per il 95 percento da relazioni sessuali non protette. Secondo dati ufficiali, in Sri Lanka ci sono 1.388 malati di Aids in cura, mentre circa 200 mila soffrono di malattie sessuali.