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Il primo ministro spagnolo, Josè Luis Zapatero, ha ammesso di sentirsi "responsabile" per l'alto tasso di disoccupazione del suo Paese. Il leader socialista è intervenuto di fronte ai deputati per l'ultima volta prima dello scioglimento del Parlamento, previsto per il 27 settembre.
Mariano Rajoy, leader del Partito Popolare, ha accusato il governo di lasciare "un'eredità avvelenata". Al momento in Spagna vi sono cinque milioni di disoccupati, circa il 20 per cento della popolazione.
Rajoy ha anche criticato l'amministrazione Zapatero per aver generato "false aspettative". Il leader socialista ha replicato che i cittadini spagnoli vogliono un leader che offra soluzioni e fiducia, "non solo attacchi".
I sondaggi indicano Mariano Rajoy come il favorito per le prossime elezioni, che si terranno il 20 novembre.