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Il ministro dell'Energia turco, Taner Yildiz, ha ordinato al governo greco-cipriota di interrompere i lavori preparatori per le esplorazioni petrolifere attorno all'isola. In caso contrario navi da guerra turche potrebbero presidiare le prospezioni petrolifere sottomarine, sulla base di un accordo con la Repubblica turca di Cipro Nord.
Ieri il presidente della Repubblica di Cipro, Dimitris Christofias, ha affermato che le trivellazioni sottomarine cipriote alla ricerca di idrocarburi cominceranno ''nei prossimi giorni''. Yildiz ha definito l'iniziativa del governo greco-cipriota "una provocazione". Secondo la Turchia, i proventi dell'estrazione di gas e petrolio spettano anche ai turco-ciprioti che vivono nel Nord dell'isola, occupata militarmente dalla Turchia nel 1974.
"Se l'amministrazione di Cipro Sud attuerà il calendario previsto per le prospezioni nel Mediterraneo, anche la Tpao potrà cominciare le sue ricerche", ha aggiunto Yildiz, riferendosi alla società petrolifera statale turca. Il ministro turco ha confermato che "è pronto" l'accordo con la Repubblica turca di Cipro del Nord (Rtcn) per condurre trivellazioni nel tratto di mare fra la Turchia e la parte Nord dell'isola. La Rtcn è riconosciuta formalmente solo dalla Turchia.
La controversia sulle trivellazioni attorno a Cipro sta minando anche i rapporti della Turchia con l'Unione Europea. Ieri il vicepremier turco aveva ribadito che, se Bruxelles l'anno prossimo assegnerà a Cipro la presidenza di turno dell'Unione, Ankara congelerà le proprie relazioni con l'Ue.