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Aumentano le tensioni tra la popolazione Rom ed estremisti cechi in Boemia, al confine con la Germania. Il ministro dell'Interno ceco, Jan Kubice, ha inviato 250 agenti a Sluknovský Výbzek, alla frontiera con la Sassonia, ma la massiccia presenza della polizia non ha riportato la calma nella regione.
Sabato 17 agosto almeno 300 neo-nazisti del Partito dei lavoratori per la giustizia sociale (Dsss) hanno marciato nel villaggio di Novy Bor, a 50 chilometri dal confine tedesco. Il Dsss è il partito successore del gruppo di estrema destra Dlnická Strana (DS), messo fuori legge un anno e mezzo fa per aver organizzato persecuzioni ai danni dei Rom.
Jindich Nestler, 36enne membro del Dsss, non si considera razzista: "I Rom gentili possono restare", ha dichiarato, " ma la maggior parte di loro sono pigri o criminali o addirittura terroristi. Devono scomparire".
A inizio agosto un gruppo di rom armati di machete aveva attaccato un bar di Novy Bor, dove precedentemente era scoppiata una rissa con estremisti di destra.
I rappresentanti dei Rom denunciano che le discriminazioni quotidiane a cui sono sottoposti non sono mai state prese sul serio dalla società ceca. Recentemente i neo nazisti avevano lanciato una bomba Molotov in una casa di alcuni Rom a Ostrava, a est della repubblica Ceca, ferendo gravemente una bambina di 2 anni.
Dei 250 milioni di Rom che abitano in Repubblica Ceca, la maggior parte è concentrata nel nord della Boemia, anche se vi sono più di 300 accampamenti nel Paese.
Questo, secondo fonti della testata tedesce Der Spiegel, è dovuto al fatto che le compagnie immobiliari pagano i Rom, o si offrono di cancellare i loro debiti, se questi accettano di abbandonare edifici sfruttabili economicamente per spostarsi in aree periferiche al confine con la Germania.
Parole chiave: Repubblica ceca, estrema destra, rom, boemia