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Tira aria di riforme, a Kuala Lumpur. Il premier Najib Razak, al potere dal 2008, ha annunciato l’abolizione di due controverse leggi sulla sicurezza: l’Internal security act e l’Emergency act. Le ordinanze, denunciavano da tempo le opposiziani malesiane, erano usate dal primo ministro per soffocare ogni dissenso: permettevano, infatti, la detenzione a tempo indeterminato e senza processo. Najib ha anche promesso un emendamento della legge sui media che legava la diffusione di notizie al rinnovo di licenze statali.
Amnesty International ha definito l’evento “un significativo passo in avanti per la democrazia”, mentre la Commissione per i diritti umani in Malesia considera la svolta annunciata una “decisione storica”.
Gli annunci, fatti ieri sera in diretta tv, coincidono con il 48esimo anniversario dell’indipendenza della Malesia. Najiba Razak spera così di recuperare coinsenso fra gli elettori, in vista delle prossime elezioni nel 2013. Un sondaggio dà il partito del premier(Umno, fazione della maggioranza malay) al 59 percento, mentre sei mesi fa il gradimento era al 65. In luglio, un movimento extraparlamentare (Berish 2.0) è sceso per le strade di Kuala Lumpur per chiedere più trasparenza e la revisione della legge elettorale.