15/09/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Blocchi stradali impediscono il passaggio alla frontiera con la Serbia. All'Onu, intanto, è previsto l'incontro per decidere a chi affiudare la polizia di frontiera

Cresce la tensione sui confini nord orientali del Kosovo, dove le autorità di Pristina da domani vogliono prendere il controllo di due posti di frontiera. In luglio c’erano già stati scontri tra polizia kosovara e serbi, la maggioranza etnica in quell’area. In palio c'è il controllo doganale: da una parte il governo di Pristina, desideroso di mantenere il potere su tutte le frontiere del Paese; dall'altra i serbi kosovari, che vogliono restare nell'orbita della Serbia.


Per oggi è prevista anche una riunione al Consiglio di sicurezza dell’Onu, a New York, per dirimere la questione. Probabile, però, un rinvio, come accade per altro da due anni, a causa dei blocchi stradali che stanno paralizzando l’area.

Il ministro degli esteri serbo Vuk Jeremic aveva inviato una lettere al segretario Onu Ban Ki-Moon per denunciare l’”azione unilaterale” intrapresa dal Kosovo, che potrebbe avere pesanti conseguenze per gli equilibri dell’area. Il premier kosovaro Hasim Taci ritiene che sia la Serbia a gettare benzina sul fuoco, alla vigilia del giorno in cui scade l’accordo tra le forze internazionali di peacekeeping in Kosovo (Kfor) e il governo di Belgrado per il controllo delle frontiere.

Parole chiave: onu, pristina, serbia, ban ki-moon
Categoria: Politica
Luogo: Kosovo